L’animale, una femmina di circa quattro anni in ottimo stato di salute, è stato sottoposto a rilievi biometrici e a campionamenti genetici. Successivamente è stato dotato di radiocollare e rilasciato nelle immediate vicinanze del luogo di cattura. L’intervento si è svolto in condizioni di massima sicurezza grazie al lavoro congiunto del personale del Parco, dei Carabinieri Forestali e del veterinario incaricato.
Il radiomarcaggio rappresenta uno strumento centrale per lo studio dei lupi: consente infatti di raccogliere informazioni dettagliate sugli spostamenti, sull’utilizzo del territorio e sul comportamento della specie. Dati fondamentali per comprendere meglio gli equilibri degli ecosistemi alpini e per definire strategie efficaci orientate alla coesistenza tra uomo e fauna selvatica.
“Queste attività ci permettono di costruire una conoscenza solida, indispensabile per affrontare in modo serio e responsabile le sfide legate alla presenza dei grandi carnivori”, ha sottolineato il direttore del Parco. “La coesistenza è un percorso concreto che richiede dati, competenze e dialogo”.
Quello effettuato nelle scorse ore è il terzo intervento di cattura realizzato dal Parco negli ultimi dodici mesi, un risultato che consolida il percorso di ricerca sui grandi carnivori e rafforza la qualità delle informazioni disponibili per la gestione del territorio.
Un lavoro scientifico e operativo che punta a coniugare tutela della biodiversità e sicurezza delle comunità locali, in un contesto in cui la presenza del lupo è sempre più stabile e richiede strumenti di conoscenza sempre più precisi.