La miglior prestazione azzurra porta la firma della sondriese Giulia Murada, autrice di un percorso convincente sin dalle qualificazioni. L’azzurra ha superato quarti e semifinali con tempi sempre tra i migliori, guadagnando l’accesso alla finale olimpica a sei.
Nell’atto conclusivo Murada ha chiuso al 5° posto con il tempo di 3’28”, a pochi secondi dal podio in una gara estremamente serrata. La medaglia d’oro è andata alla svizzera Marianne Fatton (3’23”), seguita dalla francese Emily Harrop (3’25”) e dalla spagnola Ana Alonso Rodríguez (3’26”). Quarta la francese Léna Bonnel (3’27”), appena davanti all’azzurra.
Un risultato di grande spessore tecnico: Murada si è confermata tra le migliori sprinter del panorama mondiale proprio nel giorno del debutto olimpico dello ski-mo.
Tra gli uomini il bormino Michele Boscacci ha affrontato la gara con determinazione, superando le qualificazioni e accedendo alle batterie a eliminazione diretta. Il valtellinese ha poi centrato la semifinale, dove ha chiuso con un tempo attorno ai 3’05”, non sufficiente per entrare nella finale a sei.
La gara maschile è stata dominata dal francese Thibault Jacquemoud, primo in 2’55”, davanti allo svizzero Jon Kistler (2’57”) e allo spagnolo Oriol Cardona (2’58”). Boscacci si è classificato nelle posizioni immediatamente successive alla finale, tra i migliori specialisti mondiali.
Il debutto olimpico dello sci alpinismo assume un significato particolare per la Valtellina: sede di gara e patria di numerosi campioni della disciplina. Murada e Boscacci hanno incarnato questo legame profondo con il territorio, gareggiando sulle montagne dove sono cresciuti sportivamente.
La prima giornata dello ski-mo ai Giochi si chiude senza medaglie italiane, ma con indicazioni positive: una finale sfiorata nella sprint femminile e una presenza competitiva tra gli uomini.
Lo sci alpinismo ha aperto la sua storia olimpica a Bormio. E la Valtellina, ancora una volta, ne è stata protagonista.