BORMIO – La tangenzialina di Bormio, prevista nella Piana dell’Alute lungo il torrente Frodolfo, è tornata al centro del confronto in Regione Lombardia. La bretella, lunga circa 800 metri, è stata oggetto di una seconda audizione della Commissione Territorio, presieduta da Jonathan Lobati, dopo il pronunciamento del Tar dello scorso luglio.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Direzione generale Infrastrutture e Opere pubbliche, della Società Concessioni Autostradali Lombarde (CAL), del Comitato “Bormini per l’Alute” e di Italia Nostra APS. Assenti invece il Comune di Bormio e la Comunità montana. Già nel precedente incontro i comitati avevano manifestato una forte contrarietà al progetto, criticandone l’impatto sul territorio e lamentando una mancanza di confronto con le amministrazioni locali.
Nel novembre scorso il Comitato “Bormini per l’Alute”, Italia Nostra, Mountain Wilderness e il CAI avevano presentato ricorso al Tar. A luglio il tribunale amministrativo si è pronunciato confermando la correttezza dell’iter amministrativo seguito dalle istituzioni.
Per le associazioni contrarie, tuttavia, la sentenza non chiude il confronto sull’opportunità dell’opera. «Il Tar ha analizzato esclusivamente la forma procedurale. Noi, però, ribadiamo la contrarietà dell’opera, che produce danni ambientali e colpisce la stessa identità del luogo», ha spiegato Antonio Muraca di Italia Nostra.
Muraca ha quindi chiesto alla politica di interrogarsi sull’utilità dell’intervento: «Vi chiediamo di ragionare sull’opportunità e utilità di investire in questa bretella che rovina il territorio e rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto». Nello stesso intervento ha inoltre richiamato il tema della capacità della viabilità esistente di sostenere importanti flussi di traffico.
Sulla stessa linea Stefano Clementi, del Comitato “Bormini per l’Alute”, che ha ribadito la richiesta di maggiore coinvolgimento della popolazione. «I cittadini continuano a non essere ascoltati, nonostante sia ormai due anni che gridano la loro contrarietà e chiedano di valutare alternative o di realizzare varianti al progetto». Uno dei punti centrali della seduta è stato proprio il tema del confronto tra istituzioni e territorio.
La Commissione ha espresso amarezza per l’assenza del Comune di Bormio e ha annunciato l’intenzione di convocare un nuovo appuntamento. «Ci dispiace che l’amministrazione continui a essere assente», ha dichiarato Chiara Valcepina di Fratelli d’Italia. «Il dialogo tra istituzioni e territorio può essere molto costruttivo. È solo con l’ascolto degli amministratori che noi possiamo portare avanti il lavoro di indirizzo e controllo che compete al Consiglio regionale».
Valcepina ha parlato anche della necessità di superare quello che ha definito un possibile «equivoco istituzionale», auspicando un confronto più ampio: «Serve un dialogo corale, che ci consenta di ragionare su idee e suggerimenti e di decidere».
Un giudizio molto critico è arrivato anche da Simone Negri del Partito Democratico. «È un’opera devastante e senza utilità», ha affermato. Negri ha distinto il tema della legittimità amministrativa da quello della valutazione politica: «Noi non abbiamo dubbi sulla legittimità dell’iter e delle procedure seguite, ma al di là della sentenza del Tar il nostro parere resta negativo perché è un’opera dannosissima per l’ambiente e non risolutiva dal punto di vista trasportistico».
Il consigliere ha quindi rilanciato l’ipotesi di uno studio sulle alternative: «Sarebbe invece importante fare uno studio per valutare quali alternative ci sono per evitare la costruzione di un’opera che compromette la stessa identità della valle». Alla discussione sono intervenuti anche Michele Schiavi, Silvana Snider e Martina Sassoli.
Sul piano amministrativo, il direttore generale dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Carmine D’Angelo ha spiegato che la Regione ha preso atto della sentenza del Tar e che, di conseguenza, l’opera resta negli atti. Per Giacomo Melis di CAL, invece, la situazione resta legata ai prossimi passaggi.
La società è infatti in attesa di capire se le associazioni presenteranno ricorso in appello e di ricevere indicazioni dall’amministrazione sulla prosecuzione dell’intervento. Il confronto sulla tangenzialina della Piana dell’Alute resta quindi aperto, con la Commissione intenzionata a convocare un nuovo incontro nel tentativo di riportare al tavolo anche le amministrazioni locali.