GROSOTTO – Ci sono ricorrenze che non sono soltanto appuntamenti religiosi, ma diventano veri e propri momenti identitari. A Grosotto, la festa di Sant’Antonio, copatrono del paese, rappresenta esattamente questo: un’occasione in cui la comunità si ritrova, condivide e rinnova il proprio senso di appartenenza.
Anche quest’anno la celebrazione ha saputo coniugare spiritualità, socialità e attenzione al prossimo, trasformando la tradizione in un’esperienza viva e partecipata.
Il cuore della giornata è stato la Santa Messa solenne nella chiesa parrocchiale, presieduta da don Ilario Gaggini. La presenza dei confratelli di Grosotto e Grosio ha reso la liturgia ancora più significativa, in un coro di preghiera che ha richiamato le radici profonde della fede locale. Un momento intenso, che ha aperto una giornata ricca di significati e di gesti concreti di condivisione.
Dopo la celebrazione, l’oratorio si è trasformato in un luogo di festa con il pranzo comunitario, che ha visto riuniti circa 140 commensali. Sotto la guida dello chef Piero Tasca e del Gruppo Cucina, il pranzo è stato anche un esempio virtuoso di inclusione.
Protagonisti del servizio sono stati infatti i ragazzi di Casa Jacaranda, progetto che promuove percorsi di autonomia e crescita personale. Con impegno e professionalità, hanno dimostrato come responsabilità e integrazione possano diventare elementi centrali della vita sociale del paese.
La “lotteria povera”, ricca di valori
Il pomeriggio è proseguito con l’attesa Lotteria di Sant’Antonio, definita con affetto “lotteria povera” per la semplicità dei premi, offerti da cittadini e commercianti. Condotta da Katy Pini, la riffa ha rappresentato un momento di allegria ma anche di solidarietà concreta: i fondi raccolti saranno infatti destinati alle attività educative dell’oratorio.
Per chi non ha potuto assistere all’estrazione, l’elenco dei numeri vincenti è consultabile sulla pagina Facebook della parrocchia e presso i negozi del paese.
Tra i momenti più toccanti della giornata, il tributo a Mirko, Roberta e Irma, figure care alla comunità. In un silenzio carico di emozione, le note di The Sound of Silence eseguite dai Voces8, celebre coro internazionale, hanno accompagnato un istante di profondo raccoglimento, creando un ponte ideale tra memoria, musica e fede.
La festa di Sant’Antonio si è così confermata non solo come tradizione, ma come espressione autentica di una comunità viva. «Una giornata che ha saputo unire spiritualità e convivialità», è il commento condiviso da molti partecipanti.
Grosotto guarda avanti con la consapevolezza che il vero patrimonio del paese risiede nella capacità di stare insieme, di sostenersi e di riconoscersi nei valori che, anno dopo anno, continuano a dare senso alla vita collettiva.