Lanzada

Lanzada, concluso lo scavo archeologico all’Alpe Campàsc

Nuove scoperte sulla metallurgia antica della Valmalenco.

Terminata la campagna di ricerca coordinata dall'Università di Torino.

Redazione VN – 21 Luglio 2026 07:48

Lanzada, Centro Valtellina, Attualità

LANZADA – Si è conclusa nei giorni scorsi la campagna di scavo archeologico all’Alpe Campàsc, nel territorio di Lanzada, un’importante attività di ricerca che ha permesso di acquisire nuovi elementi sulla storia della metallurgia in Valmalenco.

L’intervento ha interessato una struttura fusoria, riportando alla luce nuove testimonianze legate alla lavorazione delle risorse minerarie che per secoli hanno caratterizzato il territorio malenco. I dati raccolti contribuiranno ad ampliare le conoscenze sulle antiche attività metallurgiche e sul loro sviluppo nel corso del tempo.

La campagna è stata condotta dall’Università degli Studi di Torino, sotto il coordinamento del professor Paolo de Vingo, con la partecipazione di Giacomo Rosso, Laura Viquerì e Samuele Foianini, impegnati nelle operazioni di scavo, nello studio dei reperti e nella documentazione scientifica del sito.

Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal Laboratorio di Palinologia e Paleoecologia del CNR-IGAG di Milano, che ha partecipato alle attività con Cesare Ravazzi, Renata Perego e Giulia Furlanetto. Il gruppo di ricerca ha effettuato campionamenti destinati alle analisi radiocarboniche, indispensabili per definire la cronologia del sito e ricostruire il contesto ambientale e storico nel quale si svolgevano le attività di fusione e lavorazione dei metalli.

La ricerca è stata realizzata grazie al supporto della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, attraverso la collaborazione di Alfredo Dell’Agosto, Francesco Ghilotti e Jacopo Boscacci, oltre al sostegno garantito dal Comune di Lanzada, che ha affiancato gli studiosi durante tutte le fasi della campagna.

I risultati emersi dallo scavo saranno ora oggetto di approfondimenti e analisi scientifiche, con l’obiettivo di ricostruire in maniera sempre più precisa le tecniche di lavorazione dei minerali e il ruolo che la Valmalenco ebbe nella storia della metallurgia alpina.

L’indagine conferma ancora una volta il grande patrimonio storico e archeologico custodito dal territorio di Lanzada e della Valmalenco, un’area che continua a offrire preziose testimonianze del rapporto tra l’uomo e le risorse minerarie della montagna nel corso dei secoli.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo

Su Google scegli Valtellinotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA