SONDALO – Un campus universitario delle professioni sanitarie all’Ospedale Morelli di Sondalo come risposta concreta alla carenza di personale e come opportunità per rafforzare la sanità valtellinese. È questa la posizione espressa dalla CISL FP Sondrio, che ha manifestato il proprio pieno sostegno alla proposta, definendola una scelta strategica per il futuro del sistema sanitario provinciale.
Secondo il sindacato, portare la formazione sanitaria direttamente in Valtellina significherebbe investire sul territorio e sulle nuove generazioni di professionisti. Un progetto che potrebbe contribuire ad attrarre giovani studenti, favorire la crescita di competenze locali e costruire un legame più stretto tra formazione universitaria e lavoro negli ospedali della provincia.
«Portare la formazione sanitaria in Valtellina significa investire concretamente sul futuro – sottolinea la CISL FP Sondrio –. Il campus rappresenta una grande opportunità per attrarre giovani, creare competenze locali e contrastare la grave carenza di personale che oggi mette sotto pressione i servizi e gli operatori».
Il progetto di un polo formativo al Morelli di Sondalo permetterebbe inoltre di valorizzare una struttura storica e di eccellenza della sanità locale, rafforzandone il ruolo all’interno della rete sanitaria regionale. La presenza di corsi universitari e percorsi formativi potrebbe aumentare la probabilità che gli studenti, una volta conclusi gli studi, scelgano di rimanere a lavorare nelle strutture sanitarie della provincia di Sondrio.
Accanto alla formazione, però, la CISL FP sottolinea come sia fondamentale intervenire anche sulle condizioni di lavoro del personale già in servizio. Per rendere il sistema sanitario più attrattivo non basta formare nuovi professionisti: occorre anche creare condizioni che permettano a medici, infermieri e operatori sanitari di restare.
In quest’ottica il sindacato rilancia una proposta concreta: l’istituzione di asili nido aziendali o servizi educativi convenzionati per la prima infanzia presso le strutture ospedaliere della provincia.
«Il tema non è solo attrarre personale, ma anche trattenerlo – evidenzia la CISL FP –. Offrire servizi concreti di conciliazione tra lavoro e famiglia, come gli asili nido aziendali, rappresenta una misura di civiltà e uno strumento fondamentale di welfare organizzativo».
Secondo il sindacato, iniziative di questo tipo potrebbero migliorare significativamente la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, riducendo il rischio di dimissioni o trasferimenti verso realtà sanitarie considerate più favorevoli.
La CISL FP sottolinea inoltre che interventi di questo genere, realizzati nel rispetto della normativa vigente e con il coinvolgimento delle istituzioni competenti, rappresenterebbero un investimento sostenibile e lungimirante per garantire continuità ed efficienza ai servizi sanitari del territorio.
«Il campus universitario e i servizi di welfare aziendale devono essere parte di una visione complessiva – conclude il sindacato –. La Valtellina ha bisogno di una sanità forte, attrattiva e capace di guardare al futuro. Investire nelle persone è la prima condizione per garantire ai cittadini servizi di qualità».
La CISL FP Sondrio ha infine ribadito la propria disponibilità al confronto con ASST Valtellina e Alto Lario, istituzioni locali e Regione Lombardia, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di soluzioni concrete per il rafforzamento del sistema sanitario e per la tutela di chi ogni giorno vi lavora.