SONDRIO – Nuova impennata dei costi energetici per le micro e piccole imprese, con aumenti che rischiano di pesare ulteriormente sulla competitività del sistema produttivo valtellinese e valchiavennasco. A ottobre 2026 le quotazioni delle materie prime energetiche sono cresciute del 10,8% rispetto al mese precedente, più del doppio rispetto all’incremento del 4,2% registrato a settembre.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Sondrio, sulla base delle elaborazioni realizzate da Confartigianato e CEnPI – Confartigianato Energia. A preoccupare è soprattutto il divario rispetto al resto d’Europa: le micro e piccole imprese italiane pagano l’elettricità il 22,1% in più rispetto alla media dell’Unione europea, per un extracosto complessivo stimato in 4,6 miliardi di euro. La Lombardia risulta la regione maggiormente penalizzata, con un aggravio di circa 870 milioni di euro.
Un quadro che riguarda da vicino anche la provincia di Sondrio, dove l’artigianato costituisce una componente significativa dell’economia locale. Le simulazioni elaborate da CEnPI su alcune tipologie di attività artigiane lombarde restituiscono numeri particolarmente pesanti, che possono interessare anche le aziende valtellinesi e valchiavennasche.
Per una piccola impresa del settore legno-arredo, con consumi annui pari a 60.000 kWh, la bolletta elettrica di ottobre risulta più cara del 51,2% rispetto al 2025, con un maggior costo annuale stimato in circa 3.800 euro. Non va meglio per il comparto meccanico, dove l’incremento raggiunge il 51,5%, traducendosi in oltre 5.000 euro di spesa aggiuntiva all’anno. Per le attività di trattamento dei metalli la crescita arriva invece al 53,7%, con oltre 40.000 euro di maggiori costi annuali.
Anche sul fronte del gas gli aumenti sono significativi: si arriva al 70,6% per le lavorazioni dei metalli e al 46,6% per quelle delle carni.
“I dati più recenti della Camera di Commercio ci dicono che l’artigianato provinciale è vivo e continua a crescere, con oltre 4.000 imprese attive che rappresentano quasi un terzo del nostro sistema imprenditoriale – sottolinea Gionni Gritti, presidente di Confartigianato Imprese Sondrio –. Non possiamo permettere che nuovi e pesanti rincari energetici finiscano per frenare questa vitalità. Molte aziende lavorano con margini contenuti e commesse già definite, senza la possibilità di trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Significa sottrarre risorse agli investimenti, all’innovazione e all’occupazione”.
Una criticità che, secondo l’associazione, assume un peso ancora maggiore in un territorio montano come quello valtellinese e valchiavennasco. Ai maggiori costi dell’energia si aggiungono infatti quelli logistici e le difficoltà infrastrutturali, fattori che rischiano di ampliare ulteriormente il divario competitivo delle imprese locali.
Oltre alla richiesta di interventi strutturali per contenere il costo dell’energia, Confartigianato richiama la necessità di investire nell’efficienza energetica, nell’autoproduzione e nelle fonti rinnovabili. In questo ambito si inserisce anche l’attività dell’associazione per promuovere le Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso l’esperienza di SO.CER, con l’obiettivo di favorire modelli di produzione e condivisione dell’energia a beneficio delle imprese e del territorio.
“L’efficienza energetica e l’autoproduzione sono scelte sempre più strategiche – conclude Gritti – ma le piccole imprese devono essere messe nelle condizioni di affrontare questi investimenti. Servono strumenti accessibili, incentivi stabili e una politica energetica che garantisca maggiore competitività alle nostre aziende”.
Qualche indicazione positiva arriva intanto dai mercati: le quotazioni dell’energia per il 2027 sono recentemente diminuite del 4% per l’elettricità e del 5% per il gas. Un segnale incoraggiante, che tuttavia non risolve le difficoltà immediate delle imprese e non elimina la necessità di affrontare in maniera strutturale il problema dei costi energetici.

