Sondrio

Export in calo nel primo trimestre 2026, ma Sondrio conferma la forza dei mercati europei

Le esportazioni scendono a 233,6 milioni di euro, frenate dal confronto con il 2025.

Crescono però alimentare e metalli, mentre Germania, Francia e Svizzera restano i principali mercati di riferimento.

Redazione VN – 30 Giugno 2026 13:08

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Export
(Foto K | Pexels)

SONDRIO – Il commercio estero della provincia di Sondrio apre il 2026 con una fase di rallentamento, risentendo di un contesto economico internazionale ancora caratterizzato da forte incertezza e da una progressiva normalizzazione dopo i risultati particolarmente elevati registrati nel corso del 2025. Secondo i dati dell’Osservatorio economico del sistema camerale lombardo, aggiornati al 31 marzo, il valore complessivo delle esportazioni si è attestato a 233,6 milioni di euro, con una diminuzione dell’11% rispetto al trimestre precedente e del 16,2% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. In flessione anche le importazioni, che si fermano a 155,4 milioni di euro, in calo dell’11,9% su base congiunturale e del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

L’andamento della provincia si inserisce in un quadro più ampio che interessa tutta la Lombardia, dove l’export registra una contrazione del 6,5% rispetto al trimestre precedente, pur mantenendosi sostanzialmente stabile nel confronto con il primo trimestre dello scorso anno. Una dinamica che conferma come il commercio internazionale stia attraversando una fase selettiva, con risultati differenti a seconda dei territori, dei comparti produttivi e dei mercati di destinazione.

«Il primo trimestre 2026 restituisce un quadro che va letto nella sua complessità – osserva la presidente della Camera di Commercio di Sondrio, Loretta Credaro –. La contrazione dell’export riflette anche il confronto con un 2025 caratterizzato da livelli eccezionalmente elevati, sostenuti dall’effetto front loading, cioè dall’anticipo delle spedizioni determinato dall’incertezza sul quadro tariffario internazionale. Allo stesso tempo emergono segnali incoraggianti: alcune specializzazioni produttive mostrano una crescita significativa e i principali mercati europei continuano a rappresentare un punto di forza per le imprese del territorio. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare questi elementi di resilienza in opportunità di crescita. In uno scenario internazionale ancora selettivo, sarà fondamentale accompagnare le aziende nei percorsi di internazionalizzazione, rafforzandone competitività e capacità di presidiare i mercati esteri, attività che la Camera di Commercio sostiene attraverso progetti specifici.»

Entrando nel dettaglio dei diversi comparti produttivi, emergono segnali contrastanti. A sostenere l’export provinciale sono stati soprattutto i metalli di base e prodotti in metallo, che hanno registrato una crescita del 17,9%, e il comparto dei prodotti alimentari, in aumento del 18,5%, confermando la solidità di due filiere strategiche per l’economia valtellinese. Più marcata, invece, la flessione dei mezzi di trasporto, che fanno segnare un -59,6%, dei macchinari e apparecchi non classificabili altrove, in diminuzione del 28,8%, e degli articoli farmaceutici, che registrano un calo del 68,6%. Nel complesso, il valore delle esportazioni manifatturiere si è attestato a 216 milioni di euro, con una riduzione del 18,1% rispetto al primo trimestre del 2025.

Anche l’analisi merceologica evidenzia luci e ombre. I risultati migliori arrivano dai metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi, che raggiungono i 31,6 milioni di euro, in crescita del 37,8%, e dagli altri prodotti alimentari, che salgono a 26,5 milioni di euro, con un incremento del 21,5%. Segno positivo anche per la carne lavorata e conservata (+20%), per gli autoveicoli (+17,4%) e per le altre macchine di impiego generale (+13,4%). Rimangono invece in difficoltà alcuni comparti del sistema produttivo provinciale, tra cui le macchine di impiego generale, che registrano un calo del 55,6%, gli strumenti e forniture mediche e dentistiche (-27,8%) e i prodotti della siderurgia (-23,5%), mentre il comparto dei minerali di cave e miniere si mantiene sostanzialmente stabile, con una lieve flessione dell’1,1%.

Sul fronte geografico continua a emergere il ruolo centrale dei mercati europei, che rappresentano il principale sbocco commerciale per le imprese della provincia. La Germania si conferma il primo mercato di destinazione con 42 milioni di euro di esportazioni, pari al 18% del totale, facendo registrare una crescita del 18,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Positivo anche l’andamento della Francia, che raggiunge 28,4 milioni di euro, pari al 12,1% del totale, con un incremento del 5,6%, così come quello della Svizzera, che arriva a 23,3 milioni di euro, corrispondenti al 10% delle esportazioni provinciali, in aumento del 14,3%. In controtendenza, invece, la Spagna, che registra una flessione del 13,3%.

Nel complesso, la Camera di Commercio di Sondrio evidenzia come la solidità dei principali mercati europei, unita alla crescita di alcune produzioni ad alto valore aggiunto, confermi la capacità del sistema imprenditoriale provinciale di mantenere un buon posizionamento internazionale anche in una fase di rallentamento della domanda globale. Tutti i dati e le tabelle di dettaglio sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Sondrio, nella sezione dedicata agli studi economici.

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