Sondrio

Foreste valtellinesi, bostrico in calo e 255 mila passaggi in Val di Mello

Il Rapporto Foreste di Lombardia 2025 di ERSAF fotografa lo stato dei boschi della provincia di Sondrio.

In Val Masino rilevati nuovi alberi colpiti, mentre in Val Gerola e Val Lesina non si registrano nuovi focolai.

Federica Lassi – 28 Ottobre 2026 12:55

Sondrio, Centro Valtellina, Montagna

valmasino

SONDRIO – Oltre 255 mila passaggi registrati in un anno in Val di Mello, mentre nei boschi valtellinesi il bostrico mostra segnali di rallentamento, pur continuando a richiedere interventi e monitoraggi. Sono due dei dati più significativi che emergono dal Rapporto Foreste di Regione Lombardia 2025, pubblicato da ERSAF, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, che traccia un bilancio delle condizioni del patrimonio boschivo e delle attività svolte nel corso dell’anno.

Un documento che dedica ampio spazio anche alla provincia di Sondrio, dove le foreste regionali di Val Masino, Val Gerola, Val Lesina e Alpe Boron coprono complessivamente oltre 4.500 ettari. Dalla salute degli abeti rossi alla manutenzione delle strutture d’alpeggio, fino alla frequentazione dei sentieri, i dati restituiscono un quadro delle principali sfide legate alla gestione delle aree montane.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il bostrico dell’abete rosso, il coleottero responsabile del disseccamento delle piante, la cui diffusione era aumentata sensibilmente dopo gli schianti provocati dalla tempesta Vaia del 2018. Il rapporto segnala che, a livello regionale, il fenomeno è in generale diminuzione, confermando una tendenza già osservata nel 2024.

In Val Gerola e Val Lesina non sono stati individuati nuovi attacchi nel corso del 2025. In quest’ultima foresta è comunque presente un nucleo di abeti rossi già disseccati a causa del parassita, a valle del sentiero che collega l’Alpe Panzone all’Alpe Cappello. Secondo ERSAF, l’infestazione appare ferma, senza segnali di ulteriore diffusione.

Più delicata la situazione in Val Masino, dove nella primavera del 2025 sono state osservate oltre undici piante colpite, facendo ipotizzare una lieve progressione rispetto ai piccoli focolai rilevati a partire dal 2023. Anche qui il monitoraggio resta importante per contenere eventuali nuovi attacchi, soprattutto considerando le difficoltà operative legate alla morfologia del territorio. Il rapporto evidenzia infatti che nelle foreste montane il recupero degli alberi danneggiati non è sempre possibile: versanti impervi e problemi di accessibilità possono rendere particolarmente complesse le operazioni di taglio e rimozione.

Val Masino, alberi abbattuti dal maltempo e interventi sui boschi

Accanto ai parassiti, un altro elemento di attenzione riguarda i danni provocati dagli eventi meteorologici. Nella zona dei Bagni di Masino sono stati rinvenuti numerosi abeti rossi e bianchi spezzati o sradicati, probabilmente a seguito di nevicate particolarmente pesanti o forti raffiche di vento.

Gli schianti, rilevati nel maggio 2025, hanno interessato complessivamente circa 20 metri cubi di legname, con il taglio di un abete di grandi dimensioni. Nel corso dell’anno sono stati inoltre realizzati interventi per rimuovere piante compromesse dal bostrico. In Val Masino le operazioni hanno interessato circa mezzo ettaro, per 20 metri cubi di legname, ai quali si aggiungono ulteriori lavori di bonifica degli schianti.

Attività che si inseriscono nel programma complessivo di gestione dei boschi regionali, finalizzato a contenere i danni, migliorare le condizioni degli habitat e garantire la sicurezza delle infrastrutture forestali. In Val Masino e Val Lesina sono stati effettuati anche interventi di sfalcio e contenimento della vegetazione ai margini dei boschi, su una superficie complessiva di 6,5 ettari, per preservare gli ambienti prativi e contrastarne la progressiva chiusura.

Val di Mello, oltre 255 mila passaggi: è il dato più alto della rete ERSAF

Tra i numeri che maggiormente colpiscono ci sono quelli relativi alla frequentazione turistica. La rete di ecocontatori installati da ERSAF permette di rilevare i transiti lungo alcuni dei principali percorsi forestali, fornendo informazioni utili per conoscere i flussi e programmare le attività di gestione.

A distinguersi è ancora una volta la Val di Mello, dove il contatore del Gatto Rosso ha registrato 255.070 passaggi nel 2025, il valore più elevato dell’intera rete regionale. La media è stata di 699 passaggi al giorno, con un picco di 4.511 rilevazioni in una sola giornata. Il periodo di maggiore affluenza è stato quello di Ferragosto, a conferma dell’attrattività della valle soprattutto nei mesi estivi.

Numeri importanti anche per la centralina del ponte sul torrente Masino, nella zona dei Bagni di Masino, dove sono stati conteggiati 37.113 passaggi. Il dato, secondo ERSAF, risulta triplicato rispetto al 2024, nonostante il dispositivo sia rimasto inattivo per circa due mesi durante l’autunno.

Il monitoraggio conferma quindi la forte frequentazione di alcune delle aree naturalistiche più conosciute della provincia, ponendo al tempo stesso l’attenzione sulla necessità di conciliare turismo e tutela degli ecosistemi. Va precisato che le cifre rappresentano i passaggi rilevati nei singoli punti di conteggio, non il numero complessivo di visitatori unici.

Val Gerola e Val Lesina, i numeri degli escursionisti

La rete di rilevamento interessa anche altre zone della Bassa Valtellina. In Val Gerola, il contatore del Bar Bianco ha registrato 24.744 passaggi, con una media di 68 al giorno, mentre quello della teleferica si è fermato a 17.568, pari a una media giornaliera di 48. Più contenuti i flussi rilevati in Val Lesina, dove sono stati registrati 5.737 passaggi alla teleferica e 1.091 lungo il sentiero del Legnone.

Dati che evidenziano una frequentazione differenziata tra i vari itinerari, con alcune aree molto conosciute e frequentate e altre caratterizzate da flussi più limitati. Le rilevazioni costituiscono uno strumento utile per orientare gli interventi sui sentieri e sulle strutture, tenendo conto sia delle esigenze degli escursionisti sia della conservazione degli ambienti naturali.

Alpeggi, interventi tra Val Lesina, Val Gerola e Val Masino

Il Rapporto Foreste dedica spazio anche alla gestione delle malghe e degli alpeggi, un settore che mantiene un ruolo importante nell’economia e nella conservazione del paesaggio montano.

In provincia di Sondrio, il documento riporta diversi interventi sulle infrastrutture agricole e sugli edifici utilizzati durante la stagione estiva. In Val Lesina, all’Alpe Legnone, figurano opere di ristrutturazione dei calecc, le tradizionali strutture legate alla lavorazione del latte, per 30 mila euro, oltre a un intervento da 18 mila euro per l’adeguamento dei servizi igienici e degli spazi di servizio.

All’Alpe Dosso sono inoltre indicati lavori per migliorare l’approvvigionamento energetico e la rete dell’acquedotto, con un importo di 28 mila euro. In Val Gerola, all’Alpe Culino, il rapporto riporta un intervento da 125 mila euro per il completamento del terzo lotto del Bar Bianco, comprendente la sistemazione degli spazi interni, degli impianti e la realizzazione di una sala multifunzionale.

Per la Val Masino, tra le opere illustrate figurano la manutenzione dell’Alpe Pioda e la realizzazione di una teleferica dalla località Rasica, per un importo indicato di 140 mila euro. A questi si aggiungono lavori relativi agli acquedotti e agli impianti di potabilizzazione nelle aree di Alpe Pioda, Alpe Cameraccio e Bagni di Masino, con l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento idrico e la funzionalità delle strutture.

Interventi che mostrano come la gestione delle foreste non si esaurisca nella cura degli alberi, ma comprenda anche il mantenimento di edifici, infrastrutture e servizi indispensabili per le attività in quota.

Il quadro regionale: 23 mila ettari di foreste e meno bestiame negli alpeggi

Il bilancio della provincia di Sondrio si inserisce in un patrimonio più ampio, composto da 20 foreste regionali distribuite in sei province lombarde, per una superficie complessiva di 23.337 ettari. Nel 2025 ERSAF ha effettuato 32 interventi forestali in undici complessi, con il taglio o la rimozione di 1.459 metri cubi di legname, soprattutto nell’ambito di operazioni fitosanitarie e di manutenzione.

Sul fronte degli alpeggi, il rapporto segnala una diminuzione complessiva del 21% delle unità di bestiame adulto rispetto al 2024, un dato riferito all’insieme delle strutture regionali esaminate. Anche il clima continua a rappresentare un elemento di attenzione. Il 2025 è risultato infatti il quarto anno più caldo in Lombardia, con una temperatura media superiore di 1,25 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020.

Il patrimonio forestale regionale è certificato dal 2009 secondo gli standard internazionali FSC e PEFC, che prevedono criteri di gestione responsabile e verifiche periodiche. Per la provincia di Sondrio, i risultati del rapporto evidenziano dunque una situazione articolata: il bostrico mostra segnali di rallentamento in diverse foreste, ma resta presente in Val Masino, mentre la frequentazione escursionistica continua a raggiungere numeri importanti, soprattutto in Val di Mello.

 

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