SONDRIO – L’ingegnere morbegnese Luca Gadola è il nuovo presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sondrio. Forte di oltre quarant’anni di attività professionale e di una lunga esperienza maturata all’interno dell’Ordine, dove ha ricoperto negli anni i ruoli di consigliere, tesoriere e vicepresidente, Gadola inaugura un mandato che mette al centro una nuova visione della professione, fondata su etica, ambiente, responsabilità sociale e attenzione alla persona.
Non a caso il programma con cui si è presentato alla guida del nuovo Consiglio territoriale porta il titolo “Ingegneria e umanesimo”, una vera e propria dichiarazione d’intenti che accompagnerà il lavoro del prossimo quadriennio. Gadola succede all’ingegner Felice Mandelli, con il quale si è svolto un simbolico passaggio di consegne lunedì, prima dell’insediamento ufficiale del nuovo Consiglio.
Nel corso della prima seduta sono state assegnate anche le principali cariche istituzionali. Pietro Maspes è stato eletto vicepresidente all’unanimità, Stefano Mandelli ricoprirà il ruolo di segretario, mentre Martina Scieghi sarà il nuovo tesoriere. Completano il Consiglio gli ingegneri Michela Bassi e Claudio Zubiani, entrambi ricandidati, insieme a Luisa Ferrandini, Costanza Teresa Della Torre, Fabiano Giorgetta, Matteo Schena e Petra Cerri, ingegnere iunior.
«È una squadra molto variegata per quanto riguarda sia la composizione anagrafica che per le attività professionali svolte e la provenienza degli ingegneri-consiglieri, che copre davvero l’intera provincia: lavoreremo senz’altro bene insieme», ha commentato il neo presidente.
Le prime parole di Gadola sono state dedicate all’Ordine che eredita. «Un Ordine in perfetta efficienza e del quale tutti ci sentiamo onorati di far parte. Proseguire il lavoro fatto dai colleghi e per il bene dei colleghi, attualmente contiamo 693 iscritti, è senz’altro il primo impegno», ha dichiarato.
Accanto alla continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti, il nuovo presidente ha indicato alcune linee guida che caratterizzeranno il mandato. Tra queste una gestione indipendente dell’Ordine, che dovrà continuare a rappresentare un punto di riferimento per l’intera collettività provinciale sui temi del territorio, della cultura, dell’ambiente, della sostenibilità e della sicurezza, ma anche una particolare attenzione alla dimensione umana della professione, un aspetto insolito per un Ordine tecnico ma considerato ormai imprescindibile.
«Sono iscritto all’Ordine dal 1986 e in tutto questo tempo ho notato come e quanto sia cambiata anche la nostra professione. L’obiettivo, per noi, sarà dunque quello di farsi carico in senso lato delle necessità dei colleghi alle prese con le accresciute richieste cui viene chiesto di far fronte», osserva Gadola.
Proprio da questa consapevolezza nasce la figura dell’“ingegnere umanista”, un professionista capace di integrare competenze tecniche e ingegneristiche con una visione più ampia, fondata su spirito critico, etica, responsabilità sociale e approccio olistico.
«L’Ordine dovrebbe facilitare questa evoluzione, promuovendo e organizzando iniziative che guardino alla crescita culturale ed etica della comunità e alla sensibilità per l’ambiente e la sicurezza, ma pure condividendo queste stesse iniziative e i corsi di formazione con gli altri Ordini tecnici», sottolinea il neopresidente.
Tra i punti qualificanti del programma figura infatti anche la proposta di istituire una sorta di consulta provinciale permanente che riunisca Architetti, Geometri, Periti, Geologi, Dottori Agronomi e Dottori Forestali, favorendo la nascita di comitati scientifici e commissioni tematiche interprofessionali.
L’obiettivo è quello di costruire una rete stabile di collaborazione tra le diverse professioni tecniche, in grado di sviluppare una risposta realmente transdisciplinare alle principali questioni che interessano il territorio provinciale e, allo stesso tempo, ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili per ottenere risultati più efficaci.
Tra le altre priorità indicate da Gadola figurano inoltre il rafforzamento dell’autonomia funzionale dell’Ordine, la promozione della solidarietà intergenerazionale attraverso il coinvolgimento dei nuovi iscritti e una particolare attenzione alle loro idee e proposte.
«I colleghi più attempati hanno un grosso carico di esperienza, ma i più giovani hanno una portata di entusiasmo e una conoscenza delle nuove tecnologie e dei nuovi modi di far professione che è giusto che si incontrino: questo è alla base di un Ordine che voglia funzionare», evidenzia il presidente.
Infine, un altro tema centrale sarà quello della previdenza e dell’assistenza agli iscritti, settore nel quale Gadola vanta un’importante esperienza maturata anche come delegato provinciale di Inarcassa.
«Già negli anni passati mi sono impegnato per quanto riguarda la previdenza e l’assistenza dei colleghi ingegneri e sono stato anche rappresentante delegato provinciale in Inarcassa: è dovere dell’Ordine mostrarsi sensibile alle necessità previdenziali dei propri iscritti», conclude il neo presidente.