SONDRIO – Un’articolata attività investigativa contro la pirateria digitale ha portato la Guardia di Finanza di Sondrio a eseguire una misura cautelare personale e cinque decreti di perquisizione e sequestro nelle province di Sondrio e Monza Brianza.
L’operazione, denominata “Sempre sul pezzo” e coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Sondrio Daniele Carli Ballola, è stata condotta dai militari della Tenenza di Chiavenna con il supporto di specialisti nel contrasto ai crimini informatici.
Secondo quanto emerso dalle indagini, cinque persone avrebbero dato vita a un’organizzazione dedita alla commercializzazione di dispositivi di decodifica modificati e credenziali di accesso che consentivano la fruizione illegale di contenuti televisivi a pagamento, comprese piattaforme streaming, eventi sportivi, film e serie televisive.
L’attività sarebbe stata sviluppata prevalentemente nel territorio della Valchiavenna, con ramificazioni anche in Brianza. Gli investigatori hanno accertato l’esistenza di almeno 115 utenti che avrebbero usufruito dei servizi illegali, corrispondendo un canone periodico agli indagati anziché ai titolari dei diritti di distribuzione.
Al centro del sistema vi sarebbe stato un presunto promotore dell’associazione che acquistava periodicamente software IPTV da un fornitore collocato a un livello superiore della filiera. Il programma veniva successivamente installato su dispositivi Amazon Fire Stick e distribuito ai clienti insieme alle credenziali personalizzate per l’accesso ai contenuti.
Al momento una persona è stata raggiunta da una misura cautelare personale, mentre altre quattro sono state denunciate a piede libero. Le ipotesi di reato contestate riguardano l’associazione per delinquere finalizzata alla violazione della normativa sul diritto d’autore e alla diffusione abusiva di contenuti protetti.
La Guardia di Finanza sottolinea come il fenomeno della pirateria digitale produca rilevanti danni economici alle aziende che operano legalmente nel settore dell’intrattenimento, della televisione e dello sport. Nel caso specifico il danno economico stimato ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro.
Parallelamente proseguono gli accertamenti sugli utenti finali che avrebbero utilizzato i servizi illeciti. Attraverso il tracciamento degli indirizzi IP e dei pagamenti effettuati, gli investigatori stanno procedendo alla loro identificazione. Per gli utilizzatori sono previste sanzioni amministrative da 154 euro fino a 5.000 euro nei casi di recidiva, oltre a possibili ulteriori contestazioni previste dalla normativa vigente.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività svolte dalla Guardia di Finanza per la tutela del mercato, della concorrenza e del diritto d’autore, a protezione delle imprese che operano nel rispetto delle regole.