SONDRIO – “Basta con la privatizzazione della sanità pubblica”. È un messaggio netto e senza mezzi termini quello lanciato da CGIL Sondrio e FP CGIL Sondrio, che intervengono pubblicamente contro la recente decisione di ASST Valtellina e Alto Lario di affidare ai privati, attraverso una gara d’appalto, i servizi sociosanitari per la gestione integrata dell’assistenza sanitaria dei nuovi Ospedali di Comunità di Tirano, Dongo e Sondalo, per un periodo di un anno prorogabile di un ulteriore anno.
Nel comunicato diffuso oggi, i sindacati definiscono la scelta “grave e coerente” con una progressiva riduzione del perimetro pubblico della sanità valtellinese. Secondo CGIL e FP CGIL, infatti, si tratterebbe di una decisione già avviata e in qualche modo anticipata nei giorni scorsi, con la valutazione da parte dell’ASST dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” quale criterio per l’aggiudicazione dell’appalto.
Una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, sancirebbe “un’ulteriore esternalizzazione di servizi sanitari essenziali”. Nel documento viene ricordato come Case di Comunità e Ospedali di Comunità fossero stati inizialmente pensati per rafforzare la sanità pubblica territoriale, garantendo l’integrazione tra il territorio e il complesso sistema delle cure ospedaliere.
Per i sindacati il modello originario prevedeva “presa in carico e sostegno ai cittadini in una logica di prestazioni integrate e nel segno della prossimità, della vicinanza a casa e della ricomposizione delle cure contro la frammentazione delle risposte sanitarie”. Un’impostazione che, secondo CGIL e FP CGIL, verrebbe oggi messa in discussione dall’affidamento ai privati.
“La critica è evidente: interi risorse economiche del PNRR sono servite a costruire nuovi edifici sanitari, ma in assenza di personale disponibile a renderne effettivo il ruolo. Le esternalizzazioni oggi toccano agli Ospedali di Comunità di Tirano, Dongo e Sondalo, ma temiamo – dichiarano all’unisono Michael Turcatti e Leonardo Puleri, rispettivamente Segretario Generale della CGIL di Sondrio e Segretario Generale della FP CGIL – che possano interessare in futuro altre strutture sanitarie pubbliche, proseguendo in un percorso di impoverimento della centralità del pubblico come garante della sanità pubblica universale”.
Nel mirino dei sindacati c’è anche la strategia adottata dall’ASST per affrontare il problema della carenza di personale sanitario. Secondo CGIL e FP CGIL, infatti, l’esternalizzazione ai privati sarebbe “la via più breve” ma non quella necessariamente più corretta o utile alla sanità pubblica.
“Esternalizzare ai privati la gestione integrata di cure, servizi e prestazioni sanitarie pubbliche, invece di affrontare, come si sarebbe dovuto fare per tempo, il nodo del reclutamento di nuovo personale sanitario, mettendo al centro valorizzazione, politiche abitative, formazione, conciliazione vita-lavoro, flessibilità organizzative: ecco ciò che possiamo determinare un recupero di nuovo personale e frenare la fuga di molti sanitari”.
Nel comunicato trova spazio anche l’intervento di Leonardo Puleri, che pone l’attenzione sulle tutele dei lavoratori e sulle possibili conseguenze occupazionali delle esternalizzazioni. Per il sindacalista “al centro di questa campagna di esternalizzazioni vi sono le tutele del personale e delle aziende che opereranno negli Ospedali di Comunità e la qualità dei servizi erogati”. FP CGIL sottolinea inoltre che “nel principio di legge delle iniziative private della CGIL vi sarà pubblicato un appalto”.
Particolarmente duro anche il passaggio relativo alle condizioni contrattuali del personale che potrebbe operare nelle strutture affidate ai privati. “All’interno degli Ospedali di Comunità opereranno lavoratrici e lavoratori a cui sarà applicato un diverso contratto di lavoro rispetto a quello della Sanità Pubblica, creando, a parità di mansioni, disparità economiche, diritti e tutele generando, verosimilmente, dumping contrattuale. Lo sosteniamo con forza: a parità di lavoro devono corrispondere stessi diritti e stesso salario”.
Secondo FP CGIL questa situazione rischierebbe inoltre di produrre un peggioramento complessivo della qualità e della continuità dei servizi. “Il ricorso alle esternalizzazioni va arrestato. Serve investire, e non indebolire, la governance pubblica per potenziare la sanità pubblica e valorizzare il personale che vi opera quale garanzia di qualità dei servizi integrati da erogare alla cittadinanza”.