Sondrio

Sondrio, a giugno 59 incidenti con animali selvatici: cervi e caprioli le specie più coinvolte

Il report della Polizia Provinciale fotografa un mese intenso.

Quattro episodi di predazione attribuiti al lupo e dieci le sanzioni amministrative elevate.

Federica Lassi – 16 Luglio 2026 09:21

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

Animali selvatici incidenti Regione Lombardia

SONDRIO – È un bilancio che conferma l’intensa attività quotidiana della Polizia Provinciale di Sondrio quello relativo al mese di giugno 2026, caratterizzato da numerosi interventi a tutela della fauna selvatica, della sicurezza stradale e dell’ambiente. Il report mensile evidenzia un territorio particolarmente impegnativo sotto il profilo gestionale, con decine di interventi che hanno interessato incidenti stradali, recuperi di animali feriti o in difficoltà, controlli e attività di prevenzione.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda gli incidenti stradali con animali selvatici, che nel solo mese di giugno sono stati 59. Le specie maggiormente coinvolte sono risultate i cervi, con 22 investimenti, seguiti dai caprioli con 18, mentre sono stati registrati anche investimenti che hanno interessato 10 volpi, 4 tassi, 2 faine, una lepre comune, una marmotta e un riccio. Numeri che confermano quanto il fenomeno rappresenti una criticità per la viabilità provinciale e richieda un costante monitoraggio.

Parallelamente agli incidenti, gli operatori hanno provveduto al recupero e allo smaltimento di 26 animali trovati morti: si tratta di 13 caprioli, 6 cervi, 4 volpi, 2 merli e un piccione. In altri due casi è stato invece necessario procedere all’abbattimento di due cervi, su disposizione del veterinario competente.

Importante anche il lavoro svolto a favore della fauna selvatica in difficoltà. Durante il mese sono stati 40 gli animali soccorsi e trasferiti al Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.). Tra questi figurano 4 caprioli, 2 camosci, un cervo, numerose specie di uccelli – tra cui sette balestrucci, tre passeri, due picchi verdi, due rondoni comuni, tre rondini montane, due taccole, un airone cenerino, un cuculo, un gheppio, un merlo, un piccione, due pigliamosche e una rondine – oltre a quattro pipistrelli, un riccio e una tartaruga.

Il report dedica inoltre uno spazio agli episodi di predazione attribuiti al lupo, che nel mese di giugno sono stati quattro. Gli attacchi hanno causato la morte di un capriolo, un cervo e sette capre, di cui cinque decedute e due rimaste ferite, concentrate in due distinti episodi.

Non meno significativa è l’attività di recupero degli animali in difficoltà. Complessivamente sono stati 26 gli esemplari recuperati e successivamente liberati, tra cui 9 caprioli, 2 cervi, un camoscio, una volpe, un tasso, una cornacchia grigia, un cuculo, un passero, un rondone, una taccola, un saettone e sei germani reali.

Per quanto riguarda i controlli e l’attività di polizia amministrativa, nel mese di giugno non risultano persone segnalate all’Autorità giudiziaria, né sono stati effettuati sequestri penali o amministrativi. Sono invece state 10 le sanzioni amministrative elevate: 3 per violazioni al Codice della Strada, una in materia di pesca, 5 relative ai regolamenti locali e una per violazioni ambientali. Nel periodo preso in esame non risultano controlli ai cacciatori durante l’esercizio venatorio, circostanza legata anche al calendario della stagione di caccia.

L’attività è stata svolta da un organico composto da 4 ufficiali, 10 agenti e 9 guardie volontarie provinciali, impegnati quotidianamente in un lavoro che spazia dalla tutela della fauna alla sicurezza stradale, passando per la vigilanza ambientale e il presidio del territorio provinciale. Il report, firmato dal Comandante della Polizia Provinciale, Commissario Capo Piermario Pollieno, restituisce l’immagine di un servizio costante e articolato, fondamentale per garantire sicurezza e tutela dell’ambiente in un territorio montano caratterizzato da una forte presenza di fauna selvatica.

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