SONDRIO – Le micro e piccole imprese artigiane si confermano un pilastro della transizione sostenibile in provincia di Sondrio, con un ruolo centrale nella tutela del territorio, nell’efficientamento energetico, nell’innovazione e nella formazione. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, presentato durante la quarta edizione del Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato, che ha riunito a Roma, lo scorso 25 e 26 giugno, istituzioni, imprese ed esperti sul tema “Inclusive Sustainability: territori che custodiscono, persone che condividono, idee che innovano”.
L’analisi fotografa una realtà provinciale chiamata a confrontarsi con sfide ambientali particolarmente complesse. Sondrio figura infatti tra i territori lombardi più esposti al rischio idrogeologico: il 14,5% della superficie è classificato a elevata pericolosità da frana, oltre il doppio della media regionale, mentre il 3,6% è soggetto a elevata probabilità di allagamento. In questo contesto assume particolare rilevanza il contributo delle imprese attive nell’edilizia, nell’impiantistica e nella manutenzione: sono 2.324 le aziende impegnate nella protezione e nella cura del territorio, delle quali 1.814 sono artigiane, pari al 78,1% del totale, una delle incidenze più elevate della Lombardia.
Anche sul fronte della riqualificazione energetica il rapporto evidenzia ampi margini di intervento. In provincia il 66,6% delle abitazioni è stato costruito prima del 1980 e il 34,8% degli immobili appartiene alle classi energetiche meno efficienti, F e G. Operano inoltre 296 imprese della filiera delle energie rinnovabili, di cui 199 artigiane, mentre sono 497 le aziende attive nell’economia circolare, per quasi l’80% riconducibili al comparto artigiano.
Il documento richiama l’attenzione anche sulla mobilità. Il 62,2% delle autovetture circolanti ha più di dieci anni, la quota più alta della Lombardia, mentre i veicoli elettrici rappresentano appena lo 0,81% del parco auto provinciale. In questo ambito è significativa la presenza della filiera dell’autoriparazione, composta da 435 imprese, di cui 256 artigiane.
I numeri confermano inoltre il peso delle micro e piccole imprese nell’economia valtellinese. Le aziende di minori dimensioni impiegano il 79,7% degli addetti, una percentuale nettamente superiore alla media regionale. Sul fronte della crescita professionale, il 32,4% delle imprese ha investito nella formazione dei dipendenti, mentre il 15,2% ha accolto tirocinanti, consolidando il rapporto con il sistema scolastico.
Il report segnala infine una crescente attenzione alla collaborazione tra imprese e all’innovazione. Il 43,3% delle aziende opera in rete con altre realtà produttive, sul territorio sono attive quattro Comunità Energetiche Rinnovabili e il 69,4% delle micro e piccole imprese ha investito nella trasformazione digitale.
“I dati del rapporto – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Sondrio, Gionni Gritti – confermano che la sostenibilità non è uno slogan, ma un percorso che le imprese artigiane stanno già costruendo con investimenti, competenze e capacità di innovazione. In una provincia montana come la nostra, tutela del territorio, efficientamento energetico, economia circolare, formazione e innovazione rappresentano sfide decisive. Le imprese artigiane sono già protagoniste di questa trasformazione e devono poter continuare a investire, sostenute da politiche pubbliche che ne valorizzino il ruolo economico e sociale quale motore di uno sviluppo sostenibile e radicato nelle comunità locali”.
