SONDRIO – Una fotografia di sostanziale stabilità per il sistema imprenditoriale della provincia di Sondrio. È quanto emerge dall’analisi dei dati di iscrizioni e cessazioni del Registro delle Imprese relativi al primo trimestre 2026, elaborati nell’ambito di Movimprese, indagine condotta da InfoCamere per conto di Unioncamere.
Nel dettaglio, si registra una variazione minima del -0,1% nel numero delle imprese registrate rispetto alla fine del 2025, con un totale di 13.728 aziende, mentre le imprese attive crescono leggermente, raggiungendo quota 13.005, pari a un +0,1%.
A commentare i dati è la presidente Loretta Credaro, che sottolinea come le variazioni contenute rappresentino comunque un segnale positivo: «Le variazioni minime evidenziate da Movimprese confermano la sostanziale tenuta del nostro sistema economico in una fase congiunturale complessa. È di per sé una notizia positiva: nell’incertezza di un quadro macroeconomico che indurrebbe alla preoccupazione, le imprese di Valtellina e Valchiavenna si mostrano fiduciose, confermando il dato costante della quota di Sondrio sul totale delle imprese registrate in Lombardia, pari all’1,5%».
Sul fronte della nati-mortalità, il tasso di natalità segna un lieve rafforzamento, attestandosi al 2%, mentre il tasso di mortalità si mantiene al 2,1%. Un elemento fondamentale per interpretare correttamente i dati è rappresentato dall’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025. Questo aggiornamento impedisce un confronto diretto con le rilevazioni precedenti, poiché alcune attività sono state ricollocate tra i settori, modificandone le consistenze.
In particolare, cambia il peso relativo dei comparti:
- gli altri servizi salgono al 29,2% (dal 26,5% precedente);
- il commercio scende al 16,5% (dal 18,8%).
Nel complesso, però, il peso congiunto dei due settori cresce leggermente, passando dal 45,3% al 45,7%.
Analizzando nel dettaglio i singoli comparti, emerge come gli altri servizi si confermino il settore più consistente e dinamico, con un saldo positivo e un tasso di natalità del 2,4%.
Situazione opposta per l’agricoltura, che registra un tasso di mortalità del 2,5%, non compensato da nuove iscrizioni. Anche nel commercio prevalgono le cessazioni, con una mortalità del 2,3%, mentre nel settore delle costruzioni iscrizioni e cessazioni risultano più equilibrate.
I tassi di mortalità più elevati si rilevano nella categoria “altra industria” (escluso il manifatturiero) con il 2,6%, seguita proprio dall’agricoltura.
Anche l’artigianato mostra variazioni minime: le imprese artigiane registrate sono 4.023, appena cinque in meno rispetto a fine 2025 (-0,1%), mentre quelle attive sono 4.019, con una riduzione di tre unità. All’interno del settore artigiano prevalgono le costruzioni, che rappresentano il 41,5% delle imprese, seguite dagli altri servizi (33,7%) e dal manifatturiero (20,2%).
Rispetto alla media regionale, la provincia di Sondrio presenta una maggiore incidenza di imprese nel settore agricoltura (14,3% contro il 4,3% regionale) e nel comparto alloggio e ristorazione (13,6% contro 6,6%).
Per gli altri settori, invece, le quote risultano inferiori alla media lombarda, in particolare per gli altri servizi, che si fermano al 29,2% contro il 40,3% regionale.
Le analisi si basano sui dati di movimentazione anagrafica delle imprese, ovvero iscrizioni e cessazioni rilevate dal Registro delle Imprese. Tali indicatori misurano esclusivamente la demografia del sistema imprenditoriale, cioè la variazione dello stock di imprese registrate e attive.
Restano quindi escluse le dinamiche legate alla crescita dimensionale delle aziende, come variazioni del volume d’affari, del valore aggiunto o del numero di addetti, che sono oggetto di specifiche indagini economiche.