Sondrio

Sondrio riscopre i suoi affreschi perduti: al Mvsa debutta il progetto “Fragmenta picta”

Lunedì 2 febbraio al Museo Valtellinese di Storia e Arte la presentazione dei frammenti quattrocenteschi rinvenuti sotto la chiesa di Santa Maria della Sassella.

Immagini devozionali, santi e figure mariane tornano visibili grazie al progetto “Fragmenta picta”.

Redazione VN – 2 Febbraio 2026 08:32

Sondrio, Centro Valtellina, Cultura

fragmenta picta

SONDRIO – Un tassello prezioso della memoria artistica di Sondrio torna finalmente alla luce. Lunedì 2 febbraio, alle 17.30, nelle sale di Palazzo Sassi de’ Lavizzari, sede del Museo Valtellinese di Storia e Arte, verrà presentato al pubblico il progetto “Fragmenta picta”, dedicato allo studio, alla ricomposizione e alla valorizzazione dei frammenti di intonaco dipinto provenienti dalla chiesa di Santa Maria della Sassella.

Si tratta di un appuntamento di grande rilievo per la conoscenza del patrimonio locale: quei lacerti erano emersi alla fine degli anni Novanta, durante gli scavi archeologici eseguiti sotto il pavimento della chiesa in occasione di importanti restauri. Il contesto stratigrafico, complesso e affascinante, aveva restituito le tracce di almeno cinque diverse fasi d’uso dell’edificio sacro, riportando in superficie un nucleo consistente di pitture riferibili alla precedente chiesa quattrocentesca, sepolta durante la ricostruzione rinascimentale dell’attuale santuario.

Dopo il ritrovamento, i frammenti sono stati oggetto di un paziente e rigoroso lavoro scientifico. Nel 2013 Silvia Paola Amarillis Papetti, Veronica Dell’Agostino e la Direzione del museo hanno avviato un’indagine sistematica che ha portato a individuare circa venti gruppi omogenei di lacerti, riconducibili a una decorazione parietale di carattere devozionale.

Le immagini, un tempo disposte lungo le pareti laterali dell’aula, componevano una sorta di racconto per figure, fatto di accostamenti e rimandi simbolici. Tra le raffigurazioni riconosciute figurano due Virgo lactans, una rappresentazione trinitaria del tipo Thronum Gratiae, diverse Vergini con il Bambino e numerose figure di santi, in alcuni casi identificabili grazie ai resti dei tituli dipinti.

Particolarmente significativa è una data graffita — 1462 — comparsa su un frammento pertinente al Thronum Gratiae: un dettaglio che offre un prezioso terminus ante quem per l’esecuzione dell’intero ciclo pittorico, attribuibile a una maestranza attiva in ambito lombardo, ancora legata a sensibilità tardogotiche e riconoscibile anche in altri contesti della valle dell’Adda.

Ora, per la prima volta, questi frammenti escono dai depositi e vengono restituiti allo sguardo dei visitatori all’interno della sezione di Arte Sacra del museo. L’allestimento, concepito appositamente per le opere provenienti dalla Sassella, consente di apprezzare la fragilità e al tempo stesso la forza evocativa di testimonianze che raccontano un capitolo poco noto ma centrale della storia devozionale sondriese.

Non è casuale la scelta di valorizzare proprio questi materiali: Santa Maria della Sassella è da secoli uno dei luoghi simbolo della città, la chiesa più cara ai sondriesi, meta di pellegrinaggi e riferimento identitario per l’intera comunità. Ritrovare, seppur in frammenti, le immagini che ne ornavano le pareti nel Quattrocento significa ricostruire una parte profonda del rapporto tra fede, arte e territorio.

La presentazione di “Fragmenta picta” non sarà soltanto l’occasione per ammirare i lacerti ricomposti, ma anche per entrare nel laboratorio della ricerca: verranno illustrati i criteri di studio, le scelte metodologiche adottate e il valore storico-artistico delle pitture, inserendole nel più ampio racconto della chiesa della Sassella e del patrimonio custodito dal Museo Valtellinese di Storia e Arte.

Un percorso che unisce archeologia, restauro e divulgazione, restituendo voce a immagini rimaste sepolte per secoli e che oggi tornano a parlare alla città, rivelando la ricchezza culturale nascosta sotto le pietre di uno dei suoi luoghi più amati.