SONDRIO – Una popolazione sempre più anziana, rette delle RSA tra le più basse della Lombardia, ma anche liste d’attesa in forte aumento e difficoltà crescenti legate alla carenza di personale sanitario. È il quadro che emerge dal Report FNP CISL Lombardia 2026, che dedica particolare attenzione anche alla realtà della provincia di Sondrio, inserita nell’area dell’ATS Montagna.
I dati restituiscono uno scenario complesso, fatto di punti di forza storici ma anche di criticità che rischiano di mettere sotto pressione il sistema socioassistenziale del territorio valtellinese e valchiavennasco. Il primo dato che colpisce riguarda la struttura demografica della provincia. Sondrio presenta infatti la quota più alta di over 65 sull’intera popolazione lombarda: il 26%, contro una media regionale del 23,84%.
Un dato che riflette la conformazione dei territori montani e il progressivo invecchiamento della popolazione, ma che allo stesso tempo rende sempre più centrale il tema della tenuta del sistema di welfare locale e dell’assistenza agli anziani.
Sul fronte delle strutture residenziali, il territorio provinciale può contare su 38 RSA, di cui 37 private e una pubblica, per un totale di 2.986 posti letto autorizzati.
Il rapporto tra posti disponibili e popolazione over 65 raggiunge il 3,92%, un dato superiore sia alla media lombarda (2,85%) sia a quella nazionale (2,33%), segno di una dotazione strutturale storicamente importante per il territorio. Anche le rette si confermano tra le più contenute dell’intera regione. Secondo il Report, la retta minima giornaliera si attesta a 60,17 euro, mentre quella massima raggiunge i 66,52 euro, contro medie lombarde rispettivamente di 72,29 e 79,82 euro.
Per quanto riguarda invece i posti solventi, la retta media provinciale è di 75,32 euro, quasi 16 euro in meno rispetto alla media regionale. Proprio questi costi più contenuti rappresentano però anche uno degli elementi che stanno contribuendo all’aumento della pressione sulle strutture del territorio.
Il dato più preoccupante evidenziato dal Report riguarda infatti le liste d’attesa nell’ATS Montagna, cresciute del 42% in un solo anno, il dato peggiore di tutta la Lombardia. Le domande sono infatti passate da 9.794 a 14.036 richieste.
Secondo quanto sottolineato nel documento, una parte significativa di questo incremento sarebbe legata al fenomeno delle cosiddette “migrazioni”: famiglie provenienti da altre province lombarde, dove le rette risultano sensibilmente più elevate, scelgono infatti di cercare sistemazione nelle RSA della provincia di Sondrio per ragioni di sostenibilità economica.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge poi la crescente carenza di personale sanitario e assistenziale, in particolare di ASA, OSS e infermieri, una difficoltà che in alcuni casi costringe le strutture a ridurre l’attività o addirittura a chiudere interi reparti. «È un fenomeno che ci preoccupa e che chiama in causa scelte di programmazione territoriale precise», dichiara Claudia Medda, Segretaria della FNP CISL Sondrio.
«Il nostro territorio ha saputo mantenere rette accessibili, e questo è un valore da preservare. Ma se la pressione della domanda continua a crescere a questo ritmo, rischiamo di mettere sotto stress un sistema che regge anche grazie alle sue dimensioni contenute e alla rete di solidarietà locale».
La segretaria sottolinea anche la necessità di un monitoraggio attento da parte delle istituzioni regionali. «Chiediamo a Regione Lombardia e all’ATS Montagna di monitorare con attenzione questo fenomeno e di garantire che i posti letto contrattualizzati siano prioritariamente destinati ai residenti del territorio».
Il tema del peso economico dell’assistenza sulle famiglie resta comunque centrale anche in provincia di Sondrio. «Anche a Sondrio la pensione media non copre la retta», evidenzia Ilaria Urbani, Segretaria Generale Aggiunta della CISL Sondrio. «Molte famiglie devono integrare con i propri risparmi o rivolgersi all’aiuto di figli e parenti. La non autosufficienza è una questione sociale che riguarda l’intera comunità. Come CISL chiediamo che la contrattazione sociale territoriale diventi uno strumento concreto per dare risposte ai bisogni di famiglie e anziani».
Il Report completa poi il quadro provinciale dell’assistenza con altri numeri significativi. Sul territorio dell’ATS Montagna sono presenti 14 Centri Diurni Integrati, per un totale di 261 posti, oltre a 4 hospice con 41 posti letto e 5 Comunità Sociosanitarie per ulteriori 50 posti letto.
A queste si aggiunge una rete composta da alloggi protetti, centri diurni anziani e comunità alloggio, che contribuisce a garantire una risposta articolata ai bisogni assistenziali di un territorio vasto, geograficamente complesso e caratterizzato da numerosi piccoli Comuni distribuiti tra Valtellina e Valchiavenna.