TIRANO – Due giorni per scoprire lo Sforzato di Valtellina, incontrare chi lo produce e conoscere il lavoro che si nasconde dietro uno dei vini più rappresentativi del territorio. Sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre torna a Tirano Eroico Rosso – Sforzato Wine Festival, la manifestazione che quest’anno raggiunge la dodicesima edizione e riporta nel centro storico della città degustazioni, incontri e approfondimenti dedicati all’enologia valtellinese.
Protagonista sarà ancora una volta lo Sforzato di Valtellina DOCG, vino ottenuto dall’appassimento delle uve Nebbiolo, localmente conosciute come Chiavennasca, e profondamente legato alla tradizione vitivinicola della valle. L’iniziativa offrirà a visitatori e appassionati l’opportunità di conoscere le diverse interpretazioni dello Sforzato, attraverso un percorso che unirà le produzioni delle cantine locali alla storia e alle peculiarità del territorio.

Il programma di Eroico Rosso 2026 si articolerà in due giornate, ciascuna con un’impostazione differente.
Sabato 31 ottobre sarà dedicato soprattutto all’incontro con i produttori. I visitatori potranno conoscere le aziende vitivinicole, approfondire le caratteristiche delle diverse etichette e scoprire come le scelte produttive contribuiscano a definire l’identità di ciascun vino. Non soltanto degustazioni, dunque, ma anche occasioni per ascoltare direttamente dalle cantine il racconto del lavoro svolto nei vigneti e nelle fasi di vinificazione.
Domenica 1° novembre il festival proseguirà con incontri di approfondimento e masterclass dedicati allo Sforzato, durante i quali saranno affrontati temi legati alle annate, alle tecniche di produzione, alle caratteristiche organolettiche e agli abbinamenti gastronomici. A fare da cornice sarà il centro storico di Tirano, con i suoi palazzi e le vie che testimoniano il ruolo della città come punto d’incontro tra la Valtellina e la vicina Valposchiavo svizzera. Conosciuta anche come “Crocevia delle Alpi”, Tirano diventerà così per un fine settimana un luogo di incontro tra cultura del vino, gastronomia e tradizioni locali.
Lo Sforzato, un vino che nasce dall’appassimento delle uve
Al centro della manifestazione ci sarà un prodotto che racchiude una delle lavorazioni più caratteristiche dell’enologia valtellinese. Lo Sforzato di Valtellina DOCG, riconosciuto con la Denominazione di Origine Controllata e Garantita dal 2003, nasce dalla selezione dei migliori grappoli di Nebbiolo, che dopo la vendemmia vengono lasciati appassire naturalmente in appositi ambienti chiamati fruttai.
Durante questo periodo, la perdita di acqua negli acini favorisce la concentrazione degli zuccheri e delle sostanze aromatiche, contribuendo a definire le caratteristiche del vino. Il risultato è un passito secco, strutturato e complesso, che unisce intensità ed eleganza e si presta ad accompagnare diversi piatti della cucina valtellinese, dai formaggi d’alpeggio ai salumi, fino alle preparazioni più ricche della tradizione montana.
Una produzione che richiede attenzione in ogni fase, dalla scelta delle uve all’appassimento, e che continua a rappresentare una delle eccellenze enologiche della provincia di Sondrio.
La viticoltura eroica e il patrimonio dei terrazzamenti
Raccontare lo Sforzato significa anche raccontare il paesaggio dal quale proviene. Gran parte della viticoltura valtellinese si sviluppa infatti sui ripidi versanti terrazzati della valle, dove i filari sono sostenuti da migliaia di muretti in pietra a secco. Un sistema costruito e mantenuto nei secoli grazie al lavoro dell’uomo, che permette di coltivare la vite anche su pendii particolarmente difficili.
La definizione di viticoltura eroica nasce proprio dalle condizioni nelle quali operano i produttori, spesso costretti a svolgere manualmente numerose lavorazioni, dalla manutenzione dei terrazzamenti alla cura delle piante, fino alla raccolta delle uve. Un impegno che assume anche un valore paesaggistico e culturale, contribuendo alla conservazione di uno degli elementi più riconoscibili della Valtellina.

Nel 2018 l’UNESCO ha inoltre riconosciuto l’arte dei muretti a secco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, valorizzando una tecnica tradizionale diffusa in diversi Paesi europei e profondamente radicata anche nel territorio valtellinese.
Con la sua dodicesima edizione, Eroico Rosso conferma la volontà di promuovere lo Sforzato non soltanto come prodotto enologico, ma anche come espressione della storia e dell’identità della valle. La manifestazione offrirà infatti l’occasione per conoscere Tirano attraverso il suo patrimonio architettonico, la gastronomia e il rapporto con le montagne circostanti, coinvolgendo cantine, produttori e appassionati.
Un fine settimana che metterà al centro il lavoro dei viticoltori e il valore di una tradizione produttiva strettamente legata al paesaggio alpino, trasformando il centro storico in un percorso di scoperta dello Sforzato di Valtellina e delle sue diverse sfumature.