Val Masino

Val Masino, il bosco che racconta: miti e memorie diventano una mappa culturale

Due anni di ricerca partecipata tra bambini e anziani danno vita al progetto “Forèsta en cantäda”.

Un pieghevole bilingue, un film in arrivo e nuovi materiali per custodire e condividere l’identità della comunità.

Redazione VN – 25 Febbraio 2026 11:29

Val Masino, Bassa Valtellina, Cultura

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VAL MASINO – C’è un bosco che canta, nella Val Masino. Non è solo un’immagine poetica, ma la sintesi di un patrimonio di racconti, simboli e memorie che attraversano generazioni e che oggi trovano nuova voce grazie a un progetto culturale partecipato e contemporaneo. Si chiama “Forèsta en cantäda” ed è il frutto di due anni di ricerca etnografica sul campo che hanno coinvolto alunni, anziani e abitanti della valle, trasformando miti e tradizioni in una vera e propria mappa culturale del territorio.

L’iniziativa, ideata dal collettivo artistico milanese Enece e finanziata dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia con il sostegno del Comune di Val Masino, ha portato alla realizzazione di un pieghevole bilingue – italiano e inglese – pensato per residenti e turisti. Su due facciate si intrecciano una mappa dei luoghi simbolici e i contenuti creativi dei bambini della scuola di Cataeggio, che durante l’anno scolastico hanno partecipato a laboratori sulle figure della tradizione orale locale, come il leggendario Gigiat.

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Ne emerge una narrazione corale della valle: luoghi, archivi, testimonianze e materiali raccolti nelle interviste agli anziani diventano patrimonio condiviso e accessibile, capace di restituire l’identità profonda della Val Masino. «È un progetto di alto valore perché costruito con gli abitanti, dai più piccoli ai più anziani – sottolinea il sindaco Pietro Taeggi –. Abbiamo un patrimonio di saperi da recuperare e conservare per il futuro. Grazie a Enece siamo riusciti a raccogliere e organizzare materiali preziosi rendendoli fruibili a tutti, a partire dalla nostra comunità e da chi vuole conoscere davvero la valle».

Il lavoro non si ferma alla pubblicazione della mappa. La seconda fase del progetto, già avviata, porterà alla realizzazione di un film a metà tra documentario e finzione che esplorerà i miti e gli immaginari del territorio, intrecciando racconti orali e trasformazioni contemporanee del paesaggio alpino. La presentazione è prevista per la prossima estate insieme ad altri esiti della ricerca: un espositore mobile, concepito come un’opera tra design e scultura, accoglierà i manufatti realizzati dai bambini e oggetti culturali prodotti in valle.

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«Forèsta en cantäda è una piattaforma pluriennale di ricerca artistica e antropologica sul patrimonio immateriale della Val Masino – spiega Tommaso Perfetti, referente di Enece –. Indaghiamo le forme di autorappresentazione della comunità e le tensioni tra immaginario del selvatico, memoria orale e cambiamenti del paesaggio. La nuova fase, “Mambasa”, approfondisce la dimensione mitica e i dispositivi simbolici con cui la comunità costruisce la propria identità».

Un lavoro stratificato che coinvolge musicisti, fotografi, designer e che trova nel Museo vallivo il suo centro operativo. Tutti i materiali raccolti confluiranno nell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia, contribuendo alla documentazione e alla tutela del patrimonio culturale immateriale alpino.

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In un tempo in cui molte comunità di montagna rischiano di perdere la propria memoria, la Val Masino sceglie la via della condivisione e della creatività per raccontarsi. Il bosco, allora, non è solo paesaggio: è archivio vivente, spazio narrativo e identità che continua a cantare.