VILLA DI CHIAVENNA – È stato completato nei giorni scorsi l’intervento decorativo sull’edificio scolastico che ospita la Scuola Primaria e la Scuola dell’Infanzia di Villa di Chiavenna. A realizzare le opere è stata l’artista Paola Trussoni, incaricata dall’Amministrazione comunale nell’ambito del percorso di rinnovamento della struttura. Le decorazioni interessano in particolare le pareti esterne della nuova sala mensa, ormai pienamente fruibile, e sono state pensate per dialogare con il contesto scolastico e con il territorio.
Sul lato sud dell’edificio è comparso un grande paesaggio naturale che richiama elementi della tradizione locale: la vigna, i castagni, i funghi, ma anche una volpe, alcuni uccellini e il riferimento alla “merenda di una volta”. Un’immagine che lega la scuola all’ambiente circostante e alla memoria del territorio.

Sul lato est, rivolto verso la biblioteca comunale “Stefano Ghiggi e Giovanni Giorgetta”, il tema cambia e lascia spazio alla lettura e alla fantasia. Qui alcuni libri sembrano prendere progressivamente il volo, in un richiamo simbolico all’immaginazione dei più giovani e alla capacità delle pagine scritte di aprire nuovi mondi.
Il percorso parte da un volume fortemente legato all’identità locale, il “Vocabolario del dialetto”, per poi attraversare alcuni grandi classici della letteratura per ragazzi: “Pinocchio”, “Cipì”, “Il barone rampante”, “Il giro del mondo in ottanta giorni” e “Il piccolo principe”. Una scelta che unisce quindi radici e apertura, territorio e fantasia, mettendo in relazione anche visivamente la scuola con la biblioteca che si trova di fronte.

Per l’Amministrazione comunale, le decorazioni rappresentano il completamento di un percorso più ampio di valorizzazione dell’edificio scolastico. «Ecco dunque l’ultimo tassello mancante, per una scuola a misura di bambini e ragazzi, sulla quale l’Amministrazione comunale di Villa ha deciso di puntare con forza», sottolinea l’Assessorato alla Scuola.

Con la conclusione dei murales, il rinnovamento della struttura acquista quindi anche una dimensione più narrativa e identitaria: non soltanto spazi funzionali e nuovi servizi, ma pareti capaci di raccontare il paesaggio, la memoria e il valore della lettura.