Villa di Tirano

Villa di Tirano apre una delle poche distillerie italiane dedicate alla frutta

Inaugurata a Stazzona la nuova realtà fondata da Francesco Andreotta e Rie Otsuka.

Orterie amplia il proprio progetto di ospitalità e ricerca con una distilleria artigianale dedicata esclusivamente ai distillati di frutta.

Redazione VN – 22 Luglio 2026 10:22

Villa di Tirano, Alta Valtellina, Economia

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VILLA DI TIRANO – Dall’orto alla tavola, fino all’alambicco. A Stazzona, nel comune di Villa di Tirano, si amplia il progetto di Orterie con l’inaugurazione di una distilleria artigianale specializzata nella distillazione della frutta, una realtà che affonda le proprie radici in un percorso iniziato dieci anni fa. Era infatti il 2016 quando Francesco Andreotta, insieme alla moglie Rie Otsuka, aprì il ristorante nippo-vegetariano Orterie, introducendo in Valtellina una proposta gastronomica allora inedita, fondata sulla cucina giapponese e sulla valorizzazione di verdure, legumi e semi come protagonisti assoluti del piatto.

Oggi quel progetto si arricchisce di un nuovo tassello con la nascita di Orterie Distilleria, inaugurata il 16 luglio, dove la protagonista resta la materia prima vegetale, questa volta trasformata in distillati ottenuti esclusivamente dalla frutta. La produzione sarà dedicata ai distillati in purezza, una lavorazione che richiede tempi lunghi, competenze specifiche e materie prime di altissima qualità. Per ottenere un solo litro di distillato sono necessari mediamente 40 chilogrammi di frutta, raccolta esclusivamente a piena maturazione e lavorata per conservarne aromi, profumi e caratteristiche originarie. Tra le produzioni figurano distillati di sambuco, albicocca, lampone, fico e altre varietà.

Per Francesco Andreotta la nuova distilleria rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso personale. «Non posso parlare di Orterie Distilleria come di un’intuizione improvvisa: è stato un percorso lungo, fatto di tentativi, assaggi, errori, viaggi e persone che hanno condiviso con me conoscenze e fiducia», racconta. «Distillare significa portare nel calice l’essenza di un frutto, senza forzarlo: ogni varietà e ogni fermentazione chiedono tempi e attenzioni differenti. La distillazione di frutta è inoltre un mondo ancora poco conosciuto dal consumatore e viene spesso confusa con quello delle grappe aromatizzate. In realtà parliamo di un prodotto ottenuto da un’unica materia prima, che può essere degustato e accompagnare l’intero pasto».

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Dietro al progetto ci sono sette anni di studi, prove e sperimentazioni, maturati anche attraverso il confronto con alcuni tra i principali interpreti della distillazione artigianale europea. Tra questi il maestro distillatore Gianni Capovilla, considerato uno dei riferimenti del settore, con il quale Andreotta ha approfondito un approccio basato sulla qualità senza compromessi, sulla ricerca e sul rispetto dei tempi della natura.

Un ruolo importante lo hanno avuto anche gli incontri e le relazioni costruite nel tempo. Tra queste quella con Walter Massa, figura simbolo del Timorasso, che ha favorito il confronto con Capovilla e contribuito alla crescita del progetto. La nuova struttura avrà una capacità produttiva compresa tra 50 e 100 tonnellate di frutta per stagione e utilizzerà esclusivamente frutta biologica, privilegiando varietà antiche e raccolte nel momento di massima maturazione.

Si tratta di una scelta che colloca Orterie in un settore altamente specializzato: in Italia, infatti, le distillerie artigianali dedicate esclusivamente alla distillazione della frutta sono ancora pochissime. La filosofia del progetto si riflette anche nell’immagine del prodotto. La distilleria ha infatti sviluppato una bottiglia personalizzata, un’etichetta essenziale e perfino un calice progettato appositamente per valorizzare la degustazione del distillato nella quantità ideale.

Anche il packaging racconta la storia dell’iniziativa. «Nella scatola delle prime bottiglie è contenuta una dichiarazione di riconoscenza dedicata a tutte le persone incontrate durante questo viaggio. Questa evoluzione di Orterie, pur nata da una scelta imprenditoriale, è il risultato di volontà e saperi condivisi», spiega ancora Andreotta.

Con la nuova distilleria prende così forma un progetto sempre più articolato. Attorno a Orterie convivono oggi ristorante, distilleria, foresteria ed enoteca, realtà differenti ma unite da un’unica idea di ospitalità, ricerca e valorizzazione della materia prima, con l’obiettivo di offrire un’esperienza che va oltre la semplice ristorazione e racconta un modo di vivere il territorio attraverso la qualità e la sperimentazione.

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