SONDRIO – L’estate 2026 entra negli annali climatici della Lombardia e il dato riguarda da vicino anche Sondrio. Secondo l’analisi del Centro regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia, quella appena conclusa è stata infatti la stagione estiva più calda dal 1951, con temperature superiori perfino a quelle delle storiche estati del 2003 e del 2022.
Tra le cinque stazioni climatologiche prese come riferimento da Arpa c’è proprio Sondrio, insieme a Milano, Pavia, Mantova e Brescia. Il dato più significativo per il capoluogo valtellinese riguarda il picco di 37,8 gradi raggiunto l’11 agosto, lo stesso valore massimo registrato anche a Milano il 28 giugno. Un numero particolarmente rilevante perché conferma come il caldo intenso non abbia interessato soltanto la pianura, ma abbia coinvolto in modo marcato anche i fondovalle alpini.
Nel complesso, l’estate 2026 ha fatto registrare in Lombardia una temperatura media superiore di 3,1 gradi rispetto al periodo climatico 1991-2020. Si tratta del valore più alto mai osservato dal 1951 e superiore ai precedenti primati del 2003, quando lo scarto era stato di +2,8 gradi, e del 2022, fermo a +2,7 gradi.
Durante i tre mesi estivi si sono susseguite cinque ondate di calore, con le giornate più roventi concentrate il 28 giugno e il 5 agosto. Sulla pianura meridionale, tra le province di Lodi, Cremona, Mantova e Brescia, le temperature hanno superato anche i 39 gradi. A Sondrio, invece, il momento più caldo è arrivato l’11 agosto, con quei 37,8 gradi che restituiscono bene l’eccezionalità della stagione anche in Valtellina.
Uno degli elementi che più caratterizzano l’estate 2026 non è stato soltanto il valore massimo delle temperature, ma soprattutto la persistenza del caldo. Arpa sottolinea come, in Lombardia, le alte temperature siano rimaste per lunghi periodi su valori molto superiori alla norma.
Il caso di Milano è emblematico: per più di un mese, dal 13 giugno al 19 luglio, le massime sono rimaste sempre sopra i 30 gradi, tornando poi a superare stabilmente quella soglia tra il 25 luglio e il 20 agosto. In totale, nel trimestre estivo, i 30 gradi sono stati superati per 75 giorni, contro i 73 del 2022. Anche se il dettaglio analitico fornito da Arpa riguarda Milano, il dato di Sondrio conferma che la lunga fase calda ha coinvolto in pieno anche i fondovalle alpini, con valori che in più occasioni si sono spinti su livelli eccezionalmente elevati.
Sul fronte delle precipitazioni, il quadro è meno estremo ma comunque delicato. Nel complesso, tra giugno e agosto, le piogge sono risultate nella norma. Il problema, però, è stato la loro distribuzione nel tempo. A giugno e ad agosto, infatti, una parte rilevante delle precipitazioni si è concentrata in pochi episodi, spesso di carattere temporalesco, con grandine e forti raffiche di vento. Questo ha avuto conseguenze anche sulle riserve idriche, che per tutta la stagione irrigua sono rimaste al di sotto della media del periodo 2006-2025, arrivando a deficit superiori al 50% tra luglio e agosto.
Un aspetto che tocca particolarmente anche i territori alpini e prealpini, dove la disponibilità d’acqua dipende non solo dalla quantità complessiva delle precipitazioni, ma anche dalla loro regolarità.
Anche settembre è iniziato con temperature sopra la media, ma Arpa segnala un cambiamento netto da mercoledì 9 settembre. Sono previste piogge e temporali diffusi sulla Lombardia, accompagnati da un calo delle temperature massime compreso tra 8 e 10 gradi, con valori più vicini alla media stagionale. Per la seconda metà del mese resta ancora molta incertezza, ma lo scenario al momento ritenuto più probabile indica precipitazioni più frequenti e temperature complessivamente vicine o poco superiori alla norma.
Per Sondrio e la Valtellina, dopo un’estate segnata da un caldo eccezionale anche per il fondovalle, si apre quindi una fase più instabile e decisamente meno rovente.