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Sondrio. Industria, commercio, artigianato e servizi tornano a crescere

I dati congiunturali di Unioncamere Lombardia fotografano un primo trimestre positivo per l’economia provinciale.

Restano le preoccupazioni legate alla crisi internazionale, ai costi energetici e alle catene di fornitura.

Redazione VN – 26 Maggio 2026 12:51

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(Image by Alex Freeman from Pixabay)

SONDRIO – Il 2026 si apre con segnali positivi per l’economia della provincia di Sondrio, che dopo un anno complesso come il 2025 mostra una ritrovata capacità di tenuta e reazione nonostante un contesto internazionale ancora fragile e pieno di incognite. Sono questi i principali elementi che emergono dai primi dati congiunturali elaborati da Unioncamere Lombardia, particolarmente attesi dalle imprese locali dopo mesi segnati da crisi internazionali, rincari energetici e difficoltà nelle catene di approvvigionamento.

Nel primo trimestre dell’anno tutti i principali comparti economici provinciali registrano infatti incrementi tendenziali degli indicatori fondamentali, anche se il clima resta prudente e le aspettative per i prossimi mesi continuano a essere influenzate dalle incertezze globali.

“La partenza è indubbiamente incoraggiante — sottolinea la presidente Loretta Credaro — e registriamo con favore il segno più evidenziato da industria, artigianato, commercio e servizi. È indubbio che sia il contesto internazionale, tra shock energetico e incertezze sulle catene di fornitura, a orientare in maniera negativa le decisioni delle imprese. La sfida che abbiamo davanti è creare le condizioni operative ideali, in termini di stabilità ed efficienza, per consentire alle imprese del territorio di assorbire gli shock esterni e di mantenere capacità di investimento, innovazione e occupazione, anche nelle fasi di turbolenza internazionale».

Dopo un 2025 difficile, la produzione industriale torna finalmente in territorio positivo, facendo segnare un incremento dell’1%. Anche il fatturato industriale continua a crescere con un aumento dell’1,9%, seppur in maniera più contenuta rispetto al picco registrato nel trimestre precedente.

Gli ordini interni risultano invece sostanzialmente stabili, con una lieve flessione dello 0,2%, mentre gli ordini provenienti dall’estero restano in crescita, pur con una quota di fatturato export che scende al 12,5%. Dal punto di vista operativo, l’85% delle imprese giudica adeguato il livello delle scorte di materie prime, mentre per i prodotti finiti emergono segnali di accumulo maggiore, con un saldo delle scorte considerate esuberanti pari al +10%.

Parallelamente cresce anche il ricorso alla cassa integrazione: le ore autorizzate dall’Inps raggiungono quota 229 mila, accompagnate da un aumento dell’effettivo utilizzo degli ammortizzatori sociali. Positivo anche il quadro del comparto artigiano. La produzione cresce dell’1,3%, gli ordini interni aumentano del 2,9% e il fatturato sale dello 0,6%.

In controtendenza invece gli ordini esteri, che registrano una lieve diminuzione pari all’1%, con una quota export che scende al 4,6%. Sul fronte occupazionale il saldo risulta negativo (-1,7%) a causa di un rallentamento delle nuove assunzioni, ferme all’1,8%, a fronte di uscite pari al 3,4%.

Anche in questo settore le prospettive per il futuro vengono giudicate con prudenza, con una diminuzione delle imprese che prevedono stabilità su produzione e fatturato nei prossimi mesi.

Segnali incoraggianti arrivano anche dal commercio al dettaglio, che dopo un 2025 caratterizzato da micro-variazioni torna a registrare una crescita significativa. Il fatturato segna infatti un incremento del 2,3%, superiore anche alla media regionale. I prezzi di vendita continuano a crescere, con un aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 4% su base annuale. Le scorte vengono giudicate nel complesso adeguate, mentre gli ordini ai fornitori restano ancora negativi ma in miglioramento, con un saldo pari al -5%.

Migliora inoltre la distribuzione delle performance aziendali: le imprese in espansione salgono al 41%, quelle in contrazione si attestano al 39,3%, mentre il 19,7% rimane stabile. L’occupazione si stabilizza dopo la crescita registrata alla fine del 2025, con un saldo sostanzialmente fermo al -0,5%. Molto positivo infine il dato relativo ai servizi, che mostrano il miglioramento più marcato dell’intero panorama economico provinciale.

Il fatturato cresce infatti del 3%, contro lo 0,9% registrato alla fine del 2025 e sopra la media regionale del 2,5%.

Riprende anche la dinamica dei prezzi, con aumenti del 6,7% su base tendenziale e del 3,3% rispetto al trimestre precedente. Anche in questo comparto il miglioramento appare diffuso: le imprese in espansione sono il 43,3%, quelle in contrazione il 30%, mentre il 26,7% resta stabile.

L’occupazione rimane sostanzialmente invariata, con un saldo del -0,1%, ma nelle aspettative future cresce il numero delle imprese che teme una contrazione del fatturato e dei livelli occupazionali.

Tutti i risultati completi dell’indagine congiunturale e le relative tabelle sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Sondrio all’indirizzo: https://www.so.camcom.it/informazione-economica/note-congiunturali.

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