ARDENNO/CEDRASCO – Oltre duemila anfibi salvati durante la migrazione verso i siti di riproduzione grazie al lavoro dei volontari. È il bilancio della campagna di tutela che, tra la fine di febbraio e i primi giorni di maggio, ha interessato le aree di Cedrasco e di Ardenno-Buglio in Monte, lungo alcuni dei tratti stradali più critici per la sopravvivenza di rospi e rane.
L’iniziativa è stata realizzata dalla Provincia di Sondrio, dalle Comunità Montane di Sondrio e Morbegno e dal Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno, con il supporto dei volontari impegnati nei turni serali, proprio nelle giornate più umide, quando gli anfibi si spostano in massa per raggiungere gli stagni dove si riproducono.
Un contributo importante è arrivato anche da alcuni componenti della Consulta Giovani del Parco delle Orobie Valtellinesi, che hanno partecipato direttamente alle operazioni e hanno illustrato i risultati della campagna.
Nell’area di Cedrasco, dove le attività si sono svolte dal 25 febbraio al 7 maggio, i volontari hanno operato con segnaletica temporanea e reti di protezione installate lungo la carreggiata. I numeri confermano l’efficacia dell’intervento: sono stati salvati 1.561 rospi comuni (Bufo bufo), di cui 1.407 diretti verso il sito riproduttivo e 154 durante il viaggio di ritorno. Gli esemplari rinvenuti morti sono stati 112. Alla stessa area appartengono anche i dati relativi alla rana temporaria, con 175 esemplari salvati, di cui 147 durante l’andata verso gli stagni e 28 nel percorso di ritorno.
Nell’area compresa tra Ardenno e Buglio in Monte, monitorata dal 23 febbraio al 21 marzo, l’attività si è svolta con segnaletica dedicata, pattugliamenti in auto e la predisposizione di scalette che consentono agli animali di raggiungere in sicurezza i canali di scolo evitando l’attraversamento della Strada Provinciale 12.
Qui sono stati salvati 271 rospi comuni, mentre gli esemplari trovati morti sono stati 88. Non sono invece stati individuati esemplari di rana temporaria.
Pur registrando un numero inferiore di attraversamenti rispetto a Cedrasco, il bilancio viene considerato positivo. Dai dati emerge infatti un’inversione di tendenza rispetto al 2025, quando il numero di anfibi investiti era superiore a quello degli animali salvati.
Il monitoraggio ha evidenziato una netta prevalenza di maschi rispetto alle femmine. Una differenza spiegata dagli esperti con diversi fattori: le femmine possono saltare alcune stagioni riproduttive, presentano una mortalità più elevata a causa del maggiore dispendio energetico legato alla riproduzione e raggiungono la maturità sessuale più lentamente.
Le attività di salvataggio non producono benefici soltanto nell’immediato. Le immagini raccolte durante il monitoraggio mostrano già i girini nati negli stagni di Cedrasco, una testimonianza concreta del successo riproduttivo favorito dagli interventi di tutela.
Al termine della campagna è arrivato anche il ringraziamento rivolto ai volontari che, nelle serate caratterizzate da pioggia e umidità, hanno dedicato tempo ed energie al recupero degli anfibi, contribuendo in modo determinante alla conservazione di una delle migrazioni naturali più delicate che ogni anno si ripetono sul territorio valtellinese.
