BORMIO – Prosegue il progetto MAP-Rezia dedicato allo studio e alla conservazione dello stambecco alpino: nelle scorse settimane i ricercatori hanno infatti portato a termine con successo le prime operazioni di cattura e monitoraggio, applicando un collare GPS a quattro esemplari.
I primi animali coinvolti nel progetto sono stati battezzati Saliente, Trupchun, Stelvio e Livio. Le operazioni si sono svolte tra il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Nazionale Svizzero, dove le attività di ricerca hanno dato risultati particolarmente positivi.
La cattura degli animali rappresenta un’operazione altamente specialistica e complessa. I ricercatori devono innanzitutto individuare gli stambecchi in libertà, seguirne gli spostamenti e riuscire ad avvicinarsi con estrema precisione fino alla distanza necessaria per effettuare la cattura mediante dardo anestetico.
Particolarmente impegnativo è stato l’intervento in Val Saliente, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, dove sono stati necessari quattro giorni di sopralluoghi e numerosi tentativi prima di riuscire a catturare con successo uno degli esemplari.
I quattro stambecchi monitorati rappresentano soltanto il primo passo del progetto: nei prossimi mesi, infatti, ai collari già installati se ne aggiungeranno almeno altri tre, ampliando così il numero degli animali seguiti dai ricercatori.
Grazie ai collari GPS, gli stambecchi trasmetteranno ogni giorno informazioni dettagliate sui propri spostamenti e sull’utilizzo del territorio, consentendo agli studiosi di raccogliere una grande quantità di dati.
Le informazioni ottenute permetteranno di comprendere meglio come e quando gli stambecchi frequentano le diverse aree del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco Nazionale Svizzero, offrendo elementi fondamentali per migliorare la gestione transfrontaliera della specie e rafforzare le strategie di conservazione condivise tra i due parchi.