BORMIO – Ristrutturazioni, nuove dotazioni tecnologiche e modelli organizzativi avanzati: la sanità dell’Alta Valtellina si presenta pronta alla sfida olimpica e paralimpica di Milano Cortina 2026, con un pacchetto di interventi che punta a garantire sicurezza, appropriatezza delle cure e benefici permanenti per residenti e turisti. Il quadro complessivo è stato illustrato durante la visita dell’assessore Guido Bertolaso, che ha sottolineato come le Olimpiadi siano state l’occasione per accelerare investimenti attesi da tempo.
Bormio: Policlinico Olimpico e foresteria
Nel cuore di Bormio è stato presentato il nuovo Policlinico Olimpico, una struttura modulare di circa 550 metri quadrati realizzata secondo le indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale. Si tratta di un poliambulatorio completo di area di degenza, destinato a supportare l’attività sanitaria durante le competizioni.
Parallelamente, l’ex RSA Villa del Sorriso è stata ristrutturata e riconvertita in una foresteria con 27 camere per ospitare personale e addetti ai lavori. Al termine dei Giochi, il Policlinico verrà smontato: i moduli resteranno nella disponibilità regionale per future emergenze sanitarie, mentre l’area potrà essere trasformata in parcheggi pubblici. L’investimento complessivo per Bormio supera i 4,2 milioni di euro.
Sondalo: pronto soccorso rinnovato e diagnostica avanzata
All’ospedale Morelli di Sondalo è entrato in funzione il nuovo assetto del pronto soccorso, frutto di un intervento da 1,5 milioni di euro finanziato da Regione Lombardia e programmato dall’ASST Valtellina e Alto Lario. La prima fase dei lavori ha portato all’attivazione di tre posti di Osservazione breve intensiva con sale visita dedicate, nuova area triage, camera calda e percorsi separati per atleti e delegazioni olimpiche.
Dal 27 gennaio il servizio è pienamente operativo e può contare anche su una risonanza magnetica di ultima generazione attiva da dicembre. Nuovi spazi per visite e piccoli interventi, ecografia e radiologia mobile, aree per i familiari e impianti completamente rifatti completano il quadro. La seconda fase dei lavori, che rappresenterà la vera “legacy” olimpica, porterà al totale ammodernamento del pronto soccorso e dei percorsi di emergenza, con investimenti infrastrutturali che superano complessivamente i 3,9 milioni di euro.
Livigno: Casa della Sanità e sistema integrato
A Livigno il progetto ha assunto dimensioni ancora più ampie con la ristrutturazione completa della Casa della Sanità e l’introduzione di servizi ad alta specializzazione. Al piano -2 trovano posto le nuove apparecchiature diagnostiche – risonanza magnetica, TAC e tavolo radiologico – mentre sono stati realizzati due montalettighe e un tunnel di collegamento diretto tra elisuperficie ed edificio.
Il primo piano ospita ora l’area ambulatoriale del Policlinico Olimpico, mentre al piano terra è stata creata una nuova zona dedicata all’emergenza. Completano il sistema due foresterie – una a San Rocco con cinque appartamenti e una a Trepalle con nove – e la nuova elisuperficie olimpica con hangar e base operativa. Qui l’investimento complessivo raggiunge i 12 milioni di euro.
Bertolaso: “Un’eredità che resterà alla valle”
Nel suo intervento, Bertolaso ha ribadito la visione strategica dell’operazione: «Le Olimpiadi sono state utilizzate come un vero e proprio pretesto per innovare radicalmente l’assistenza sanitaria in Valtellina. Tutto ciò che è stato realizzato resterà a disposizione della cittadinanza e dei turisti negli anni a venire».
Il cuore del nuovo modello è rappresentato dalla collaborazione con l’Ospedale Niguarda e dalla sinergia tra le direzioni strategiche delle aziende sanitarie locali e dell’ATS, con il coinvolgimento dei direttori generali Ida Ramponi e Fumagalli. Un ruolo chiave è stato svolto anche dal Comitato Olimpico Internazionale, le cui linee guida hanno orientato l’organizzazione dei servizi.
Secondo l’assessore, l’esempio del pronto soccorso di Livigno, affidato a personale specializzato del Niguarda, dimostra il livello di eccellenza raggiunto: «Standard internazionali che non sono pensati solo per gli atleti, ma per tutto il territorio».
Con questi interventi, l’Alta Valtellina si presenta dunque non solo pronta a sostenere lo sforzo dei Giochi invernali, ma proiettata verso un futuro in cui strutture moderne, tecnologia avanzata e professionalità qualificate diventeranno parte integrante della quotidianità sanitaria della valle.