CHIAVENNA – L’autovelox fisso di via Volta va verso il definitivo pensionamento, ma le polemiche non si fermano. Dopo la decisione dell’Amministrazione comunale di abbandonare il progetto di riattivazione del dispositivo lungo la provinciale Trivulzia e puntare su un telelaser mobile, l’associazione Migliore Tutela torna a chiedere chiarimenti, questa volta concentrandosi soprattutto sulle risorse pubbliche impiegate per l’adeguamento dell’impianto e sui requisiti necessari per il suo utilizzo.
A intervenire è Franco Esposito, referente dell’associazione per la provincia di Sondrio, che riapre una vicenda già al centro di numerosi confronti con il Comune e di contenziosi legati alle sanzioni per eccesso di velocità. La novità è rappresentata dalla scelta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Luca Della Bitta di rinunciare all’autovelox fisso, spento da alcuni mesi, e di dotarsi invece di uno strumento mobile utilizzabile anche in altre zone della città.
Una decisione illustrata nei giorni scorsi dall’assessore competente Davide Trussoni, che ha motivato il cambio di strategia con la riduzione delle velocità registrata negli anni in via Volta e con la volontà di estendere i controlli ad altre strade nelle quali sono state segnalate criticità. Il nuovo telelaser, secondo le indicazioni dell’Amministrazione, potrebbe entrare in servizio entro la fine del 2026 o all’inizio del 2027 e consentirebbe di effettuare controlli con contestazione immediata delle infrazioni.
La questione dell’autovelox di via Volta non è nuova. Nel settembre 2025 il Giudice di Pace di Sondrio aveva annullato un verbale emesso dalla Polizia Locale di Chiavenna, nell’ambito di un contenzioso seguito proprio da Migliore Tutela. In quell’occasione l’associazione aveva contestato la regolarità degli strumenti utilizzati e criticato la gestione dei ricorsi da parte dell’Amministrazione.
Il confronto era proseguito anche nei mesi successivi, con nuove prese di posizione sulla differenza tra approvazione e omologazione degli apparecchi e sui requisiti richiesti dalla normativa. Esposito richiama ora, in particolare, le contestazioni avanzate il 17 e 18 settembre 2026, quando Migliore Tutela aveva espresso perplessità sulle rassicurazioni relative al dispositivo destinato a sostituire quello precedente.
“Già a metà settembre la questione di via Volta fu al centro di un acceso confronto tra la nostra associazione e l’Amministrazione comunale”, ricorda il referente provinciale, sottolineando come Migliore Tutela avesse contestato la definizione del nuovo apparecchio come strumento a “prova di ricorso”. A distanza di poco più di un mese, la scelta del Comune di non procedere con l’installazione riporta al centro dell’attenzione anche l’aspetto economico.
Secondo quanto riferito dall’associazione, l’adeguamento del precedente impianto sarebbe costato circa 26 mila euro, una cifra che Migliore Tutela chiede di verificare e sulla quale sollecita spiegazioni.
“Pare infatti che l’adeguamento del vecchio impianto, oggi rottamato, sia costato ben 26.000 euro di denaro pubblico. Se tale cifra venisse confermata, il Comune avrebbe il dovere morale e politico di spiegarne chiaramente le ragioni”, afferma Esposito. Un interrogativo che riguarda quindi l’effettivo ammontare delle risorse eventualmente già spese e la loro destinazione, alla luce della successiva decisione di cambiare tipologia di dispositivo. La cifra indicata non risulta al momento confermata da documentazione amministrativa esaminata per questo articolo e rimane pertanto una contestazione avanzata dall’associazione.
Al centro delle osservazioni di Migliore Tutela c’è anche il quadro normativo che disciplina l’utilizzo degli autovelox fissi. L’associazione richiama il provvedimento n. 26153 del 12 maggio 2026 della Prefettura di Sondrio, con il quale sono stati individuati nuovamente i tratti stradali nei quali è consentito utilizzare dispositivi elettronici per il rilevamento della velocità senza contestazione immediata. Il decreto ha revocato e sostituito integralmente le precedenti autorizzazioni, a seguito di un’istruttoria condotta dalla Polizia Stradale per verificare le caratteristiche delle strade interessate.
Secondo quanto sostenuto da Migliore Tutela, la postazione di via Volta non compare nel nuovo elenco dei tratti autorizzati. Esposito richiama inoltre due aspetti che, a giudizio dell’associazione, renderebbero problematica la presenza di un dispositivo fisso: l’assenza di un livello di incidentalità adeguatamente documentato e la mancanza di una banchina stradale, alla luce delle disposizioni previste dal decreto ministeriale dell’11 aprile 2024. Si tratta di osservazioni che l’associazione considera determinanti, ma che richiedono una verifica della documentazione tecnica e delle condizioni specifiche della strada per stabilirne l’effettiva rilevanza giuridica.
Il passaggio a uno strumento mobile rappresenta un cambiamento nella gestione dei controlli della velocità a Chiavenna. Secondo quanto spiegato dall’assessore Trussoni, il nuovo apparecchio potrà essere utilizzato non soltanto in via Volta, ma anche su altre arterie cittadine, tra cui viale Maloggia, via Roma e via Buzzetti, dove sono state segnalate situazioni legate alla velocità dei veicoli.
L’impiego potrebbe inoltre essere esteso ai Comuni che condividono il servizio di Polizia Locale con Chiavenna, vale a dire Mese, San Giacomo Filippo e Piuro.
La decisione, tuttavia, non chiude il confronto con Migliore Tutela, che annuncia l’intenzione di continuare a seguire la questione. “L’intera vicenda di via Volta e, più in generale, la gestione dei controlli di velocità da parte dell’Amministrazione resteranno sotto il nostro costante monitoraggio”, avverte Esposito. Il referente richiama quindi l’attenzione sulla necessità che anche i nuovi dispositivi siano utilizzati nel rispetto delle disposizioni vigenti, per evitare ulteriori contestazioni.
La rinuncia all’autovelox fisso segna dunque una svolta dopo anni di polemiche, ma lascia aperti alcuni interrogativi, a partire dai costi sostenuti per l’impianto e dalle valutazioni amministrative che hanno portato al cambio di strategia. Aspetti sui quali l’associazione chiede ora maggiore chiarezza, mentre il Comune si prepara a introdurre una diversa modalità di controllo della velocità sul territorio.

