Chiavenna

Autovelox, il nuovo decreto finisce nel mirino: esposto in Procura e ricorso al Tar. Coinvolta anche la Valchiavenna

Contestato il decreto firmato dal ministro Salvini e in vigore dal 12 luglio. Nel mirino la trasformazione delle vecchie approvazioni in omologazioni.

L'Associazione Migliore Tutela annuncia una nuova stagione di ricorsi e richiama i casi già emersi nel territorio di Sondrio.

Redazione VN – 17 Luglio 2026 10:13

Chiavenna, Valchiavenna, Attualità

autovelox
(foto archivio)

CHIAVENNA – Il nuovo decreto ministeriale sugli autovelox, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini l’8 giugno scorso ed entrato in vigore il 12 luglio 2026, è già al centro di un acceso contenzioso giudiziario. Contro il provvedimento sono stati infatti presentati un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che puntano a mettere in discussione alcuni dei passaggi ritenuti più controversi del testo.

Nel mirino, in particolare, ci sono l’articolo 6 e l’Allegato B del decreto, che secondo i ricorrenti avrebbero introdotto una sorta di sanatoria generalizzata, trasformando automaticamente le precedenti “approvazioni” dei dispositivi per il controllo della velocità in vere e proprie “omologazioni”, senza che risultino effettuate le necessarie verifiche tecniche di laboratorio previste per questa procedura.

La questione si inserisce in un dibattito giuridico ormai consolidato. L’articolo 142, comma 6, del Codice della Strada è infatti l’unica disposizione normativa che utilizza l’espressione “debitamente omologate”, riferendosi esclusivamente agli strumenti di rilevazione della velocità, come autovelox, telelaser, tutor e sistemi analoghi.

Proprio su questa formulazione la Corte di Cassazione ha costruito negli anni una consolidata giurisprudenza, distinguendo tra la semplice omologazione, intesa come atto amministrativo, e la debita omologazione, considerata invece un procedimento di natura tecnica e metrologica, indispensabile per garantire l’affidabilità degli strumenti di rilevazione.

La vicenda interessa da vicino anche la provincia di Sondrio, dove il tema della legittimità delle sanzioni elevate tramite autovelox è già stato oggetto di numerosi ricorsi, soprattutto in Valchiavenna.

Negli anni scorsi diversi automobilisti sanzionati hanno infatti ottenuto l’annullamento dei verbali grazie ai ricorsi promossi con il supporto dell’Associazione Migliore Tutela, rappresentata sul territorio dal referente locale Franco Esposito, che ha seguito numerose pratiche relative a presunte irregolarità nella documentazione dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.

A rafforzare le contestazioni vengono richiamati anche alcuni elementi emersi nel corso di accessi agli atti effettuati presso i ministeri competenti. Secondo quanto riferisce l’associazione, non sarebbero stati prodotti i rapporti di prova relativi alla conformità dei prototipi degli strumenti di rilevazione.

A questo si aggiunge la posizione di Accredia, l’Ente unico nazionale di accreditamento, che avrebbe formalmente comunicato di non aver mai accreditato alcuna struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’esecuzione della taratura dei rilevatori di velocità.

Secondo Franco Esposito, il nuovo decreto non chiude quindi il dibattito, ma rischia anzi di aprire una nuova fase di contenzioso. «Appare del tutto evidente – afferma – che la questione non si esaurisce affatto con la denuncia depositata a Roma. Questo controverso decreto, nato per fare chiarezza ma che rischia di generare ulteriore caos normativo, è destinato a rimanere al centro di una nuova e massiccia ondata di ricorsi su tutto il territorio nazionale. L’Associazione Migliore Tutela e i suoi referenti locali sono già pronti a supportare i cittadini in questa nuova fase di battaglia legale».

Sarà ora l’esame del Tar del Lazio e gli eventuali sviluppi dell’indagine aperta presso la Procura di Roma a chiarire la legittimità delle disposizioni contenute nel decreto e a stabilire se le nuove norme siano conformi al quadro legislativo vigente. Nel frattempo, il tema continua ad alimentare il confronto tra istituzioni, associazioni e automobilisti, con possibili ripercussioni anche sui futuri ricorsi contro le sanzioni elevate mediante dispositivi di controllo della velocità.

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