Chiuro

A Chiuro la Bandiera Verde di Legambiente 2026: premiata la tutela dei cervi e della biodiversità

La Valtellina protagonista al X Summit nazionale delle Bandiere Verdi.

Un riconoscimento che valorizza una montagna capace di coniugare sostenibilità, tutela ambientale e sviluppo territoriale.

Redazione VN – 17 Maggio 2026 14:54

Chiuro, Centro Valtellina, Attualità

CHIURO – Sono complessivamente 19 le Bandiere Verdi 2026 assegnate da Legambiente lungo l’intero arco alpino, in linea con il trend dello scorso anno. A unire tutte le realtà premiate è l’idea di una montagna che genera “valore territoriale” attraverso sostenibilità, relazioni sociali, economie locali, ricerca, turismo dolce e rigenerazione delle comunità montane.

Le premiazioni si sono svolte oggi a Rovereto, presso l’Urban Center, nell’ambito del X Summit nazionale delle Bandiere Verdi, evento organizzato da Legambiente in collaborazione con Dislivelli, con il contributo di Patagonia, del Comune di Rovereto, La Foresta e della Cassa Rurale Vallagarina.

Tra i territori premiati spicca proprio la Valtellina, grazie alla Bandiera Verde assegnata al Comune di Chiuro, inserita nella categoria “Conoscenza e ricerca come leva di cambiamento”. Il riconoscimento premia il lavoro svolto dall’amministrazione valtellinese nella trasformazione della conoscenza ecologica in tutela concreta del territorio, con particolare attenzione alla protezione della stagione degli amori dei cervi e alla riduzione del disturbo umano e turistico durante una fase estremamente delicata per la fauna selvatica alpina.

Un esempio che, secondo Legambiente, dimostra come sia possibile sviluppare un modello di gestione della montagna rispettoso degli ecosistemi e capace di affrontare le sfide legate alla crisi climatica e alla pressione turistica.

La Lombardia conquista complessivamente tre Bandiere Verdi. Oltre a Chiuro, sono state premiate la cooperativa sociale iLvB – I Love Val Brembana, in provincia di Bergamo, impegnata nell’inclusione lavorativa e nello sviluppo locale sostenibile, e il Resinelli Tourism Lab di Lecco, che sperimenta modelli di gestione partecipata del turismo e nuove forme di abitare in montagna.

A guidare la classifica regionale delle Bandiere Verdi 2026 è il Friuli Venezia Giulia con cinque riconoscimenti, seguito da Trentino-Alto Adige con quattro, quindi Piemonte e Lombardia con tre ciascuna, Valle d’Aosta e Veneto con due.

Cinque le categorie individuate quest’anno da Legambiente per l’assegnazione dei riconoscimenti: “Comunità e rigenerazione dei territori” e “Conoscenza e ricerca”, entrambe con sei bandiere assegnate; “Cura dell’acqua e degli ecosistemi” ed “Economia locale e filiere territoriali”, con cinque premi ciascuna; infine “Turismo e nuovi modelli di abitare”, con quattro riconoscimenti.

Nel corso del Summit è stata inoltre presentata l’indagine sperimentale sul cosiddetto “Valore Aggiunto Comunitario (VAC)”, realizzata da Luca Rota e Maurizio Dematteis per Legambiente su un campione di 25 Bandiere Verdi degli ultimi anni. Lo studio ha evidenziato come l’81% delle attività premiate si basi sul volontariato e come due realtà su tre sostengano costi superiori ai 20 mila euro annui, dimostrando il ruolo centrale delle comunità locali nella costruzione di valore sociale, ambientale e culturale nei territori montani.

“Se da un lato le Bandiere Verdi di Legambiente raccontano il grande fermento e la voglia di fare di tante realtà montane – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente – dall’altro lato va ricordato che questi territori non devono essere lasciati soli ma devono essere sostenuti e incoraggiati. Servono più politiche mirate e più investimenti per ridurre la vulnerabilità dei territori, sempre più fragili a causa della crisi climatica”.

Sulla stessa linea anche Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente: “Le Bandiere Verdi e Nere 2026 raccontano una montagna attraversata da due visioni opposte di sviluppo. Da una parte ci sono comunità che costruiscono valore territoriale attraverso cura dei luoghi, economie locali, relazioni sociali, tutela degli ecosistemi e nuove forme di abitare. Dall’altra persistono modelli intensivi fondati su grandi opere, consumo di suolo e sfruttamento delle risorse”.

Accanto alle Bandiere Verdi, Legambiente ha assegnato anche sette Bandiere Nere 2026 per denunciare modelli di sviluppo ritenuti insostenibili. Tra queste spicca quella attribuita al Comune di Cortina d’Ampezzo per la nuova pista da bob e la cabinovia Apollonio-Socrepes legate alle Olimpiadi invernali 2026, opere contestate per l’impatto ambientale e i rischi idrogeologici.

Il Summit si concluderà domani con una visita guidata alla Malga Riondera, tra percorsi rurali, musica e degustazione di prodotti tipici, a testimonianza di una montagna che punta sempre più su sostenibilità, comunità e valorizzazione del territorio.

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