Livigno

Traforo ferroviario Livigno-Engadina, prende forma il progetto

Il documento aggiorna l'analisi del collegamento tra Livigno e S-Chanf.

Un tunnel ferroviario di 14,6 chilometri, in gran parte in galleria, per rafforzare mobilità, turismo e integrazione transfrontaliera tra Alta Valtellina e Grigioni.

Federica Lassi – 20 Luglio 2026 14:59

Livigno, Alta Valtellina, Attualità

Trenino Rosso Bernina

LIVIGNO – Il progetto di un collegamento ferroviario tra Livigno e l’Engadina compie un nuovo passo avanti. È stato infatti predisposto il Quadro Esigenziale dello studio di prefattibilità per il traforo ferroviario Livigno-S-Chanf, documento che aggiorna il percorso di analisi dell’infrastruttura e pone le basi per le successive valutazioni progettuali nell’ambito del progetto europeo Interreg “TRIP – Treni Retici in Progress”.

Lo studio ha come obiettivo quello di supportare il Comune di Livigno nella definizione delle esigenze che dovrà soddisfare il futuro collegamento ferroviario, attraverso un’approfondita analisi del territorio, degli strumenti di pianificazione, della mobilità attuale e della domanda potenziale di trasporto.

Un collegamento strategico tra Alta Valtellina ed Engadina

Il focus del documento è rappresentato dalla realizzazione di una nuova connessione ferroviaria tra Livigno e S-Chanf, in Svizzera, con l’obiettivo di integrare l’Alta Valtellina nella rete della Ferrovia Retica e migliorare l’accessibilità dell’intero comprensorio alpino. L’area di studio comprende infatti la Provincia di Sondrio e il Cantone dei Grigioni, territori accomunati da forti relazioni turistiche, economiche e sociali.

Il documento richiama inoltre il precedente studio di prefattibilità del 2001, nel quale erano state analizzate diverse alternative di tracciato. Tra queste continua a rappresentare il punto di riferimento la cosiddetta “Alternativa 1C”, considerata la soluzione preferibile sotto il profilo tecnico-costruttivo e già giudicata positivamente dalla Ferrovia Retica nel 2004.

Il tracciato: oltre 14 chilometri, quasi tutti in galleria

Secondo l’ipotesi progettuale presa a riferimento, il nuovo collegamento avrebbe una lunghezza complessiva di 14,64 chilometri, dei quali 12,20 chilometri in galleria. Il tempo di percorrenza stimato oscillerebbe tra 7 e 10 minuti, consentendo un collegamento estremamente rapido tra Livigno e la rete ferroviaria svizzera.

Lo studio ipotizza inoltre una frequenza di esercizio di 12 corse giornaliere durante la stagione invernale e 15 corse al giorno nel periodo estivo, numeri pensati per rispondere ai differenti flussi turistici che caratterizzano le due stagioni.

Numeri che confermano la forte vocazione turistica

Una parte consistente del Quadro Esigenziale è dedicata all’analisi del contesto territoriale e della domanda potenziale, evidenziando come Livigno rappresenti uno dei principali poli turistici dell’arco alpino. Il documento ricorda che il territorio direttamente interessato dal futuro collegamento comprende, sul versante italiano, Livigno e l’Alta Valtellina, mentre sul lato svizzero coinvolge le aree della Maloja, della Bernina e dell’Engadina Bassa.

Le analisi statistiche evidenziano una fortissima vocazione turistica, con un’offerta ricettiva particolarmente elevata sia per numero di camere sia per posti letto, oltre a un’incidenza delle presenze turistiche nettamente superiore rispetto alla popolazione residente. Livigno, in particolare, registra circa 2,2 milioni di presenze annue, a fronte di una popolazione di poco inferiore ai 7.000 abitanti, confermandosi una delle località turistiche più attrattive dell’intero arco alpino.

Lo studio prende inoltre in considerazione i periodi di massimo afflusso turistico, sia invernali sia estivi, evidenziando come nei fine settimana di alta stagione la popolazione presente sul territorio cresca in maniera molto significativa rispetto ai residenti. A ciò si aggiunge il consistente patrimonio di seconde case, che genera ulteriori presenze non completamente rilevate dalle statistiche ufficiali sulla ricettività.

Mobilità e sostenibilità al centro del progetto

L’aggiornamento dello studio non individua ancora una soluzione definitiva, ma definisce il quadro delle esigenze che il futuro collegamento dovrà soddisfare.

Tra gli obiettivi figurano il miglioramento dell’accessibilità transfrontaliera, la riduzione della dipendenza dal trasporto su gomma, il rafforzamento dell’integrazione con la rete ferroviaria svizzera e la promozione di una mobilità più sostenibile, capace di sostenere sia gli spostamenti dei residenti sia quelli dei milioni di turisti che ogni anno frequentano l’Alta Valtellina e l’Engadina.

Il documento rappresenta quindi una nuova tappa nel percorso di valutazione del traforo ferroviario Livigno-S-Chanf, un’infrastruttura che, se realizzata, potrebbe modificare in modo significativo i collegamenti tra Italia e Svizzera, rafforzando il ruolo strategico di Livigno all’interno del sistema alpino e creando un nuovo asse ferroviario internazionale a servizio del turismo, della mobilità quotidiana e dello sviluppo economico dei due versanti delle Alpi.

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