PIATEDA – Torna al centro dell’attenzione il futuro minerario della Val Vedello, dove una società privata ha manifestato l’interesse a riprendere le attività di ricerca già avviate a partire dagli anni Settanta da AgipMineraria. Il progetto riguarda la possibilità di effettuare nuove indagini per uranio e minerali associati e interessa, oltre alla Val Vedello, anche l’area di Novazza, nel Comune bergamasco di Valgoglio.
A fare il punto sulla situazione è l’Amministrazione comunale di Piateda, che ha aggiornato la cittadinanza sull’iter amministrativo in corso e sulle iniziative che intende mettere in campo per seguire una procedura considerata complessa e delicata sotto il profilo ambientale e territoriale.
La richiesta era stata inizialmente avanzata dalla società Canoel S.p.A., alla quale è poi subentrata Futuro Energetico Italiano s.r.l.. La società ha presentato a Regione Lombardia una domanda per ottenere un permesso di ricerca mineraria della durata di tre anni, finalizzato ad approfondire le indagini già condotte in passato.
Il Comune sottolinea un punto ritenuto fondamentale: il procedimento attualmente in corso riguarda esclusivamente la ricerca e non l’estrazione vera e propria del materiale. Qualora, al termine delle attività esplorative, venisse individuata la possibilità concreta di procedere con una futura coltivazione mineraria, sarebbe necessario avviare un nuovo e distinto iter autorizzativo. L’eventuale estrazione non è quindi compresa nel procedimento oggi all’esame degli enti competenti.
Un passaggio importante è stato compiuto il 14 luglio 2026, quando Futuro Energetico Italiano ha presentato la Valutazione di Impatto Ambientale, VIA, procedimento che in questo caso è di competenza ministeriale. Al momento dell’aggiornamento diffuso dal Comune, la documentazione non risultava ancora pubblicata sul portale del Ministero e non era quindi ancora iniziata la fase di consultazione pubblica.
La pubblicazione rappresenterà un passaggio centrale dell’intero procedimento. Dal momento in cui gli elaborati saranno messi a disposizione scatterà infatti un periodo di 60 giorni durante il quale qualsiasi soggetto interessato potrà presentare osservazioni.
La possibilità è aperta a persone fisiche e giuridiche, singolarmente oppure in forma associata. Cittadini, associazioni, enti e portatori di interesse potranno quindi entrare nel merito dei documenti e formulare eventuali rilievi sulle conseguenze ambientali e territoriali del progetto.
Le diverse fasi del procedimento possono essere seguite attraverso il portale ministeriale dedicato alle valutazioni ambientali, dove verranno pubblicati gli elaborati della VIA e gli aggiornamenti relativi all’istruttoria. L’Amministrazione comunale di Piateda ha già annunciato di voler affrontare la questione attraverso un supporto tecnico specialistico. Vista «la complessità del tema e le implicazioni sulle varie componenti ambientali e antropiche», il Comune intende infatti affidare un incarico di consulenza all’Università di Torino, e in particolare al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture.
L’obiettivo sarà disporre di competenze scientifiche e tecniche indipendenti per analizzare la documentazione prodotta dalla società, valutarne gli effetti potenziali e accompagnare l’ente locale durante le diverse fasi dell’iter. Parallelamente, l’Amministrazione intende sollecitare il coinvolgimento degli enti sovracomunali, affinché la questione non venga affrontata dal solo Comune di Piateda.
Tra i soggetti che il Comune intende coinvolgere figurano la Comunità Montana, il Parco delle Orobie e la Provincia, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso e coordinato rispetto alla richiesta di permesso di ricerca. La scelta deriva dalla natura stessa dell’intervento, che presenta possibili ricadute non soltanto locali ma più ampie, legate alle componenti ambientali, paesaggistiche e territoriali di una zona montana di particolare valore.
La Val Vedello torna dunque a confrontarsi con una vicenda che affonda le proprie radici diversi decenni fa. Le ricerche minerarie nell’area erano state avviate già negli anni Settanta da AgipMineraria, e la nuova richiesta punta proprio ad approfondire quegli studi attraverso tecniche e indagini aggiornate.
Per il momento, però, il procedimento resta nella fase preliminare della valutazione ambientale. Nessuna attività estrattiva è autorizzata e il passaggio decisivo sarà rappresentato dalla pubblicazione dei documenti di VIA.
Il Comune ha assicurato che, non appena gli elaborati saranno disponibili per la consultazione, verrà data comunicazione alla cittadinanza, così da consentire a chiunque sia interessato di conoscere nel dettaglio il progetto e, se lo riterrà opportuno, presentare le proprie osservazioni entro i termini previsti.
L’iter si preannuncia quindi lungo e articolato. Da una parte c’è la richiesta di approfondire le potenzialità minerarie della Val Vedello e di Novazza; dall’altra, la necessità di valutare con attenzione tutte le possibili conseguenze ambientali e antropiche. Proprio per questo il Comune di Piateda ha scelto di dotarsi di un supporto universitario e di cercare una posizione condivisa con gli altri enti del territorio, in attesa che la documentazione completa entri ufficialmente nella fase di consultazione pubblica.