SONDRIO – La Bresaola della Valtellina IGP conferma la propria capacità di resistere alle difficoltà del mercato e chiude il 2025 con risultati che testimoniano la solidità di uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare valtellinese.
A fronte di una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate, in calo del 5,47% rispetto al 2024, il comparto riesce infatti a incrementare il proprio valore al consumo, che raggiunge quota 502 milioni di euro, registrando una crescita del 4,6% su base annua.
Un risultato ottenuto in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato dall’aumento dei costi produttivi, dalla riduzione della disponibilità di materia prima sul mercato europeo e dalle crescenti difficoltà legate alle importazioni provenienti dai Paesi extra-Unione Europea.
Il settore è rappresentato dalle 13 aziende certificate dall’organismo di controllo CSQA (Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare), che anche nel 2025 hanno dimostrato una significativa capacità di adattamento e resilienza.
Export in crescita: boom nei mercati extra UE
Tra i dati più significativi emerge l’ottimo andamento delle esportazioni. Nel corso del 2025 sono state esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP, con un incremento del 32,34% rispetto all’anno precedente.
Di queste, il 64% è stato destinato ai mercati dell’Unione Europea, in crescita del 17% sul 2024, mentre il restante 36% ha raggiunto i Paesi extra UE, dove si registra un impressionante aumento del 70%. Particolarmente rilevante il contributo dei mercati del Medio Oriente, che stanno mostrando un interesse crescente per il prodotto valtellinese, soprattutto nei Paesi a prevalente religione islamica.
L’espansione internazionale rappresenta uno degli elementi più positivi dell’anno e conferma il rafforzamento del posizionamento della Bresaola della Valtellina IGP sui mercati esteri.
L’aumento dei costi di produzione ha però avuto conseguenze inevitabili sul mercato interno. Le imprese hanno dovuto adeguare i prezzi per compensare i rincari, incidendo in parte sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto da parte dei consumatori. Nonostante questo scenario, il comparto ha mantenuto una buona tenuta sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, riuscendo a preservare il valore complessivo del prodotto.
Dietro i numeri positivi restano tuttavia alcune criticità che continuano a preoccupare l’intera filiera. La progressiva riduzione della disponibilità di materia prima in Europa sta infatti costringendo i produttori ad aumentare il ricorso alle importazioni da Paesi extra-UE.
Una scelta che comporta costi sempre più elevati a causa dell’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle barriere doganali. Particolarmente delicata è la questione delle licenze GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%.
Queste licenze restano però vincolate a contingenti rigidi e non ampliabili. Inoltre, la scarsità di materia prima ha fatto sì che oggi vengano utilizzate non soltanto per i tagli nobili destinati alla produzione della bresaola, come la fesa, ma anche per altre lavorazioni dell’industria alimentare, comprese quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati.
Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime extra-GATT è diventato una pratica sempre più strutturale e quasi inevitabile per le aziende produttrici.
L’allarme del Consorzio
A fotografare la situazione è il presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, Mario Francesco Moro. “Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – dichiara Moro –. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali”.
Secondo il presidente del Consorzio è necessario intervenire su più fronti. “Da un lato è fondamentale sostenere i produttori europei incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.
Il Consorzio sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, filiera produttiva e operatori del settore, per affrontare in maniera condivisa le criticità legate agli approvvigionamenti e alle dinamiche tariffarie internazionali.
“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta – conclude Moro – ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione non può più gravare esclusivamente sui produttori. È necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, coinvolgendo distribuzione, istituzioni e decisori politici”.
Nuovo disciplinare: più controlli e maggiore tracciabilità
Il 2025 segna anche un’importante novità normativa per la Bresaola della Valtellina IGP. Nel mese di marzo è stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione, entrata ora ufficialmente in vigore.
Tra le principali novità figura il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e rintracciabilità. Tutte le fasi produttive dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.
Viene inoltre introdotto l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi gestiti dall’organismo delegato per tutti gli operatori coinvolti nella filiera, compresi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, insieme alla comunicazione tempestiva delle quantità lavorate.
Misure che permetteranno di garantire una piena tracciabilità del prodotto lungo l’intero percorso produttivo, dal conferimento della materia prima fino alla commercializzazione.