Bormio

Radici Future chiude a Bormio il suo viaggio nei territori montani

Il progetto promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con BPER Banca.

Il 17 giugno l'incontro "Il turismo di domani. Quali alternative percorrere?".

Redazione VN – 11 Giugno 2026 10:07

Bormio, Alta Valtellina, Attualità

BORMIO – I territori montani non sono più soltanto luoghi periferici da osservare da lontano, ma veri e propri epicentri delle trasformazioni globali. È da questa consapevolezza che nasce Radici Future, il progetto promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con BPER Banca, con l’obiettivo di indagare nuove prospettive possibili per le aree interne e montane.

L’appuntamento conclusivo del percorso è in programma martedì 17 giugno alle ore 18.30 presso Bormio Terme – Sala Congressi, in via Stelvio 14 a Bormio, con un incontro dal titolo “Il turismo di domani. Quali alternative percorrere?”. Ospite della serata sarà Valeria Barbi, naturalista, giornalista ambientale e scrittrice, chiamata a offrire una riflessione sulle nuove prospettive del turismo nelle aree montane alla luce delle trasformazioni ambientali, sociali ed economiche in corso. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Paola Romerio Bonazzi, Assessore alla Cultura del Comune di Bormio, di Massimiliano Tarantino, Direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, e di Simona Morgagni, Direttore Comunicazione di BPER Banca.

Si chiude un ciclo di incontri che ha attraversato tre luoghi simbolici della provincia: Chiavenna, Morbegno e Bormio. Un viaggio articolato attorno a tre parole chiave per il futuro dei territori: cultura, economia e turismo.

Il progetto ha scelto il metodo della ricerca, dell’ascolto e dell’incontro con le comunità locali, coinvolgendo stakeholder, attori del territorio e cittadini in tavoli di confronto pensati per raccogliere domande, bisogni, visioni e possibili traiettorie di sviluppo.

Al centro del percorso c’è una riflessione sulle montagne come luoghi in cui i “margini” della geografia economica e politica contemporanea diventano particolarmente visibili. Qui si manifestano con forza fenomeni come lo spopolamento progressivo, la perdita delle tradizioni orali e pratiche, la disgregazione delle reti di prossimità, la precarietà strutturale del lavoro e la progressiva desertificazione commerciale.

In questo scenario, prendersi cura dei territori significa riconoscere l’esistenza di un patrimonio spesso invisibile ma essenziale, fatto di storie, competenze, memorie e desideri. Significa ripartire dalla relazione tra persone e luoghi, valorizzare i saperi locali, ascoltare le storie che attraversano le comunità e dare spazio alle energie delle nuove generazioni.

Mettere al centro le aree interne, dunque, non vuol dire soltanto proteggere ciò che già esiste, ma immaginare ciò che può nascere e che ancora non c’è. È su questa prospettiva che Radici Future ha costruito il proprio lavoro, provando a mettere in dialogo identità, sviluppo e innovazione.

Attraverso il sostegno al progetto, BPER Banca conferma il proprio impegno a favore dei territori e delle comunità locali, riconoscendo nelle aree interne e montane un patrimonio di relazioni, competenze e identità da valorizzare. La collaborazione nasce dalla volontà di accompagnare percorsi di sviluppo sostenibile capaci di mettere in dialogo cultura, economia e coesione sociale, sostenendo le energie e i saperi che rendono vivi i territori.

Il percorso ha guardato in particolare a tre dimensioni centrali.

La prima è la cultura, intesa come possibile motore di sviluppo locale e generatrice di nuove economie. La seconda è l’economia, con una riflessione sulle strategie capaci di far crescere il territorio e l’occupazione in un’ottica di interdipendenza tra montagna e città di pianura. La terza è il turismo, chiamato oggi a confrontarsi con sfide complesse come l’overtourism, la stagionalità, il cambiamento climatico e la distribuzione dei flussi sul territorio.

A guidare il lavoro di indagine e ricerca è stato un comitato scientifico autorevole e interdisciplinare composto da Gabriele Pasqui, Andrea Membretti, Gabriela Jacomella e Silvia Di Passio.

Le domande emerse nel corso dei mesi hanno accompagnato i tre giorni di lavoro con gli stakeholder e gli attori locali: la cultura può diventare un driver di sviluppo locale e nuove economie? Quali strategie economiche possono far crescere territori e occupazione, tenendo insieme montagna e pianura? Quali risposte può dare il turismo davanti alle sfide dell’overtourism, della stagionalità, del cambiamento climatico e della distribuzione territoriale?

Il ciclo di incontri di Radici Future si è svolto con il patrocinio dei Comuni di Chiavenna, Morbegno e Bormio e con il coinvolgimento dei media partner del progetto.

La chiusura del percorso non rappresenta però un punto di arrivo definitivo, ma l’avvio di una riflessione più ampia sul futuro della montagna: un futuro che passa dalla capacità di custodire le proprie radici, ascoltare le comunità e costruire nuove possibilità di sviluppo sostenibile.

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