Sondrio

Cresce il plasma anche a Sondrio, ma AVIS lancia l’allarme: «Il dono non può diventare profitto»

Dati positivi per il 2025 in Lombardia con un aumento dell’8,24%, ma l’associazione denuncia le pressioni dei soggetti privati sul sistema sanitario.

All’assemblea regionale AVIS di Como numeri in crescita e nuove adesioni, ma forte preoccupazione per la tutela del modello basato su gratuità e volontariato.

Redazione VN – 27 Aprile 2026 07:07

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

8241_Colavito_ass_regionale
JPEG Encoder Copyright 1998, James R. Weeks and BioElectroMech.

SONDRIO – Crescono le donazioni di plasma in Lombardia e anche il territorio di Sondrio conferma il proprio contributo a un sistema trasfusionale sempre più orientato alla plasmaferesi. I dati del 2025, presentati durante la 55ª assemblea regionale di AVIS Lombardia a Como, evidenziano un incremento dell’8,24%, con un totale di 89.210 unità raccolte. Un segnale positivo, che però si accompagna a una forte presa di posizione dell’associazione contro le interferenze dei soggetti privati nel mondo del volontariato.

Nel complesso, AVIS Lombardia conta 271.534 soci, di cui oltre 262.000 donatori attivi. Le donazioni totali si attestano a 463.891, in lieve calo rispetto al 2024, ma con una chiara evoluzione: diminuisce il sangue intero, mentre cresce in modo significativo il plasma. Anche la provincia di Sondrio mantiene un ruolo importante, con 10 sedi e 8.008 donatori, confermando una presenza radicata sul territorio e una partecipazione costante della comunità.

Un dato incoraggiante riguarda i nuovi iscritti: nel 2025 sono stati 24.118, in crescita del 14,06%. Un segnale fondamentale per garantire il ricambio generazionale e la sostenibilità del sistema nel lungo periodo. Il presidente di AVIS Lombardia, Pierangelo Colavito, ha sottolineato l’importanza di trasformare questa crescita in un progetto solido: investire in competenze, rafforzare la struttura associativa e continuare a promuovere una cultura del dono consapevole.

Accanto ai risultati positivi, però, emerge una forte preoccupazione. AVIS denuncia infatti una crescente presenza di soggetti privati che, secondo l’associazione, rischiano di alterare il modello fondato su gratuità e volontariato.

«Il sangue non è una merce e il dono non è un prodotto», ha ribadito Colavito, denunciando una “infiltrazione silenziosa” di realtà profit che, attraverso attività di promozione e reclutamento, potrebbero intercettare dati e relazioni, trasformando il sistema in una leva economica. Un rischio che riguarda anche territori come Sondrio, dove la dimensione comunitaria e il valore del volontariato rappresentano elementi centrali.

Per contrastare questa deriva, l’assemblea ha approvato una mozione di vigilanza attiva contro qualsiasi tentativo di snaturare il sistema italiano basato su anonimato, gratuità e volontarietà. L’obiettivo è chiaro: proteggere un modello che rappresenta una delle eccellenze del Servizio Sanitario Nazionale e che, grazie anche al contributo dei donatori di Sondrio, continua a garantire cure e assistenza a migliaia di pazienti.

La crescita del plasma indica dunque una direzione precisa per il futuro, ma la sfida sarà quella di coniugare sviluppo e tutela dei valori fondanti del dono, mantenendo al centro la persona e la solidarietà.