Sondrio

Ingegneri in Provincia di Sondrio: tra deontologia, equo compenso e riforma dell’Ordine

Dal seminario del 17 aprile emerge il quadro della professione: 693 iscritti, nuove sfide tra formazione, responsabilità e futuro della categoria.

Focus su Ordine, codice deontologico, compensi, rapporto con la committenza e ruolo nelle emergenze di Protezione Civile.

Redazione VN – 30 Aprile 2026 10:55

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

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SONDRIO – Essere ingegneri oggi, soprattutto in un territorio come la Provincia di Sondrio, significa confrontarsi con temi cruciali come deontologia, riforma dell’Ordine, equo compenso e rapporti con la committenza. È quanto emerso dal seminario di aggiornamento e approfondimento professionale del 17 aprile 2026, dedicato a “La professione dell’ingegnere in Provincia di Sondrio”.

Un appuntamento che ha permesso di fotografare una categoria numerosa ma in evoluzione. In Italia si stimano circa un milione di laureati in ingegneria, ma solo un quarto è iscritto all’Ordine, mentre appena 81mila risultano iscritti a Inarcassa. Un dato incoraggiante riguarda la crescita delle donne: «nell’ultimo decennio cresciuta del 27,8% rispetto allo scarno +1,2% fatto registrare nello stesso lasso di tempo dai colleghi uomini».

A delineare la situazione sul territorio è stato l’ing. Felice Mandelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Sondrio, con l’intervento “L’Ordine degli Ingegneri fra presente e futuro”. «Gli iscritti sono 693, dei quali 313 anche a Inarcassa e tra i colleghi ve ne sono ben 80 che hanno superato i 70 anni – ha riferito il presidente –. Le nuove iscrizioni si aggirano sulla quindicina all’anno».

Tra Valtellina e Valchiavenna si contano inoltre quattro società tra professionisti (STP) e 30 società di ingegneria (SI). Mandelli ha invitato a riflettere su alcune tendenze: «tra cui la calante popolarità, tra le facoltà, di quella che un tempo era “l’ingegneria” per eccellenza, ovvero la civile», mentre proliferano i corsi di ingegneria informatica online. Ha inoltre evidenziato come «sebbene la Lombardia conti il maggior numero di ingegneri iscritti agli Ordini locali, abbia poi un rappresentante nazionale soltanto nel CNI».

Un passaggio è stato dedicato anche al Disegno di legge per la riforma degli Ordini professionali, che prevede novità in materia di Esame di Stato e riorganizzazione del tirocinio professionale.

L’ing. Carlo Erba, segretario dell’Ordine, ha approfondito il tema della formazione e delle commissioni, soffermandosi sul codice deontologico degli ingegneri italiani, aggiornato al 7 giugno 2023 e composto da sette capi.

Un documento che rappresenta la guida della professione: «operare nel legittimo interesse del committente e informare la propria attività professionale ai principi di integrità, lealtà, chiarezza, correttezza e qualità della prestazione».

Sul fronte della formazione continua, Erba ha ricordato «l’impegno costante dell’Ordine della provincia di Sondrio» e come «dal periodo del Covid in poi, siano stati implementati sia gli eventi formativi a distanza che l’organizzazione di iniziative in collaborazione con altri Ordini professionali».

Il tema della determinazione dei compensi professionali è stato affrontato dall’ing. Stefano Boninsegna, che ha ribadito l’importanza del preventivo scritto, «un obbligo, ma soltanto dal 2017», e del disciplinare d’incarico/contratto, definito come «regole che tutti dobbiamo rispettare».

Approfondito anche il tema del “compenso presunto”, definito tale perché «la cifra può variare in base a diverse circostanze che vanno sempre comunicate», oltre alla distinzione tra incarichi pubblici e privati.

Sul piano legale, l’avvocato Giulio Carrara, consulente dell’Ordine, ha illustrato i possibili procedimenti disciplinari: «si va dall’ammonimento alla sospensione». Tuttavia ha precisato: «in realtà è molto infrequente, perché per rispondere in sede di responsabilità contrattuale, bisogna aver fatto un danno enorme (dolo o colpa grave)».

Carrara ha inoltre ricordato i principi fondamentali della professione: «sono sempre tre e imprescindibili i pilastri sui quali deve poggiare la qualità della prestazione dell’ingegnere: diligenza, perizia e prudenza». E ha sottolineato una differenza sostanziale rispetto ad altre professioni: «l’ingegnere ha l’obbligo di centrare il risultato, ovvero la realizzazione a regola d’arte del progetto».

A chiudere il seminario è stato l’intervento dell’ing. Mauro Orlandi, che ha evidenziato anche il valore sociale della professione: «per motivi umanitari può e deve mettere a disposizione le proprie competenze, prescindendo da qualsivoglia compenso».

Orlandi ha illustrato il ruolo degli ingegneri nella gestione delle emergenze di Protezione Civile, spesso legate in provincia di Sondrio a rischi idrogeologici e boschivi. «Come Ordine siamo chiamati a intervenire per censimento dei danni e rilievi di agibilità», ha spiegato.

Ha ricordato inoltre la nascita nel 2020 della STN (Struttura Tecnica Nazionale), costituita da Ordini e collegi professionali per supportare le attività di Protezione Civile, e delle SOT (Sezioni Operative Territoriali), che rappresentano le ramificazioni locali. «Quella di Sondrio è composta per ora dal solo ing. Orlandi», con l’auspicio di un ampliamento.

Al termine del seminario sono state presentate la relazione del tesoriere, ing. Mauro Orlandi, e del revisore dei conti, dottoressa Lara Muffatti. Sono stati approvati all’unanimità sia il consuntivo 2025 sia il bilancio preventivo 2026.

Un momento di confronto che ha restituito un quadro completo della professione, tra numeri, sfide e prospettive, con una certezza: il ruolo degli ingegneri resta centrale per lo sviluppo, la sicurezza e il futuro del territorio.