Sondrio

Lupi in crescita in provincia di Sondrio ma in Valchiavenna calano gli attacchi

Il Rapporto Grandi Carnivori 2025 di Regione Lombardia conferma l'aumento della presenza del lupo, ma anche l'efficacia delle misure adottate nel territorio sondriese.

Comazzi: "Valchiavenna è l'esempio di come la prevenzione possa ridurre i danni agli allevamenti".

Federica Lassi – 13 Luglio 2026 15:15

Sondrio, Centro Valtellina, Montagna

Lupo Pixabay
(foto archivio)

SONDRIO – La presenza del lupo continua a crescere anche in provincia di Sondrio, ma allo stesso tempo aumentano gli strumenti messi in campo per favorire la convivenza tra i grandi carnivori e le attività zootecniche. È questo uno degli aspetti più significativi che emerge dal Rapporto “Grandi Carnivori 2025”, pubblicato da Regione Lombardia e dedicato al monitoraggio di lupi, orsi, linci e sciacalli dorati.

Se a livello regionale il numero delle unità riproduttive di lupo è passato da 28 nel 2024 ad almeno 40 nel 2025, il territorio sondriese rappresenta uno dei punti di riferimento per le strategie di prevenzione, in particolare grazie all’esperienza maturata in Valchiavenna.

Proprio la Valchiavenna viene indicata da Regione Lombardia come uno dei territori in cui le misure di prevenzione hanno prodotto i risultati più significativi.

L’assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, sottolinea infatti come l’attività svolta dalla Wolf Prevention Intervention Unit (WPIU) abbia contribuito a ridurre i danni provocati dalle predazioni. «I dati contenuti nel Rapporto certificano che con una gestione attenta del fenomeno è possibile garantire la coesistenza di attività umane e grandi carnivori. L’aumento delle misure di prevenzione, unito alla conoscenza dei territori e al prezioso apporto di figure esperte sul campo, hanno fatto sì che i danni da predazione siano diminuiti in territori come la Valchiavenna, in provincia di Sondrio, dove si è concentrata l’attività della Wolf Prevention Intervention Unit».

Nel corso del 2025 le unità specializzate hanno effettuato 49 interventi di supporto agli allevatori lombardi, concedendo anche 29 recinzioni elettrificate in comodato gratuito. Circa il 90% delle operazioni si è concentrato proprio nelle aree alpine e prealpine, comprendendo quindi anche il territorio della provincia di Sondrio.

Accanto agli interventi sul campo, Regione Lombardia ha rafforzato il sostegno economico agli allevatori. Sono state finanziate 108 domande per l’acquisto di recinzioni elettrificate fisse e mobili e di kit di elettrificazione, con uno stanziamento complessivo superiore ai 375 mila euro, strumenti considerati fondamentali per limitare il rischio di predazioni.

I dati del rapporto evidenziano infatti come nell’83% degli episodi di attacco denunciati nel 2025 non fosse presente alcuna misura di prevenzione, confermando l’importanza delle opere di protezione del bestiame.

Sondrio tra le province più colpite dai danni

La provincia di Sondrio continua a figurare tra quelle maggiormente interessate dagli episodi di predazione. Insieme a Bergamo, Brescia e Como, il territorio sondriese rientra infatti tra quelli che hanno fatto registrare il maggior numero di richieste di risarcimento.

Nel corso del 2025 Regione Lombardia ha ricevuto 157 domande di indennizzo, per un importo complessivo superiore agli 80 mila euro: circa 66 mila euro sono stati destinati ai danni provocati dai lupi, mentre altri 14 mila euro hanno riguardato quelli causati dagli orsi.

Cresce la presenza del lupo

Le attività di monitoraggio coordinate dalla Struttura Natura e Biodiversità di Regione Lombardia, con il supporto di ERSAF, Polizie Provinciali, Carabinieri Forestali, Enti Parco, Università e associazioni specializzate, confermano la costante espansione della specie.

Nel 2025 sono state censite almeno 40 unità riproduttive, costituite da 32 branchi e 4 coppie, oltre ad altri 2 branchi e 2 coppie ancora in fase di accertamento, distribuiti tra l’arco alpino e alcune aree di pianura.

Sei orsi censiti e monitoraggio costante

Per quanto riguarda l’orso bruno, le analisi genetiche hanno consentito di identificare sei esemplari maschi, localizzati prevalentemente nel Bresciano. Non sono invece stati segnalati esemplari femmina accompagnati da cuccioli né episodi di incontri ravvicinati con l’uomo.

Il rapporto registra inoltre quattro segni di presenza della lince e uno dello sciacallo dorato, confermando il costante monitoraggio dei grandi carnivori presenti in Lombardia.

Incidenti stradali e lotta al bracconaggio

Nel corso del 2025 sono stati registrati 31 decessi di lupi, dovuti prevalentemente a incidenti stradali. Tra gli episodi più noti figura quello del lupo “Nemo”, recuperato nel Naviglio a Gaggiano, curato, dotato di radiocollare e successivamente reintrodotto in natura. Oggi l’animale si trova al di fuori dei confini regionali.

Prosegue inoltre l’attività di contrasto al bracconaggio e all’utilizzo di esche avvelenate. I Nuclei cinofili antiveleno hanno effettuato 130 pattugliamenti e 52 interventi di bonifica, individuando otto casi di esche avvelenate.

Nasce il Comitato regionale Grandi Carnivori

Per rafforzare ulteriormente il coordinamento delle attività di gestione della fauna selvatica, il 22 dicembre 2025 Regione Lombardia ha istituito il Comitato di indirizzo regionale Grandi Carnivori, nell’ambito del progetto europeo Life NatConnect2030.

Il nuovo organismo avrà il compito di coordinare le politiche dedicate a lupo, orso, lince e sciacallo dorato, con l’obiettivo di favorire una convivenza sempre più equilibrata tra tutela della biodiversità, allevamento e comunità montane.

Per la provincia di Sondrio, dove la presenza del lupo è ormai una realtà consolidata, il Rapporto 2025 restituisce quindi un segnale incoraggiante: se da un lato aumenta il numero dei grandi carnivori, dall’altro le strategie di prevenzione stanno dimostrando di poter ridurre concretamente i danni agli allevamenti, offrendo un modello di gestione che Regione Lombardia punta ora a consolidare anche negli altri territori interessati dal fenomeno.

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