SONDRIO – La provincia di Sondrio è tra i territori lombardi maggiormente colpiti dall’ondata di maltempo iniziata il 20 agosto e rientra nel quadro per il quale Regione Lombardia ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza. Frane, smottamenti, esondazioni, strade danneggiate e persone evacuate hanno segnato nelle ultime ore diverse zone della Valtellina e della Valchiavenna.
A formalizzare la richiesta è stato il presidente della Regione Attilio Fontana, che ha interessato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e incaricato gli assessori Romano La Russa e Gianluca Comazzi di predisporre la documentazione necessaria. «Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo», ha spiegato Fontana.
Il presidente ha aggiunto di aver ricevuto rassicurazioni dallo stesso Musumeci: «Mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza della Lombardia non appena possibile».
A indicare chiaramente la gravità della situazione valtellinese è l’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa. «Le situazioni più rilevanti riguardano il Bresciano, in particolare la Val Camonica, la Bergamasca, con le alte valli Seriana e Brembana, e la provincia di Sondrio», ha spiegato.
È proprio in questi territori che, secondo Regione Lombardia, si sono registrati i danni maggiori e le principali interruzioni della viabilità, rendendo necessari interventi urgenti da parte degli enti proprietari delle strade, dei Vigili del Fuoco e del volontariato di Protezione civile.
Le precipitazioni hanno raggiunto valori eccezionali: durante l’evento sono stati registrati accumuli fino a 270 millimetri sulle Alpi Orobie e fino a 260 millimetri sull’Alto Lago di Como. In tutta la Lombardia sono stati effettuati oltre 450 interventi dei Vigili del Fuoco.
Per la provincia di Sondrio, la Regione segnala numerose criticità soprattutto nella Valle del Bitto, con particolare riferimento a Morbegno, Albaredo per San Marco e Ponte in Valtellina.
Ad Albaredo per San Marco, nella serata del 20 agosto, una colata di detriti ha riempito una vasca di contenimento posta a monte dell’abitato. Temendo ulteriori distacchi, il Comune ha disposto in via precauzionale l’evacuazione di sei persone: due turisti e una famiglia residente composta da quattro persone. Tutti hanno trovato sistemazione in albergo, mentre il Comune ha informato Vigili del Fuoco, Prefettura e Ufficio Territoriale Regionale.
A Ponte in Valtellina, invece, vengono segnalati smottamenti diffusi, con interessamento sia delle strade comunali sia della viabilità agro-silvo-pastorale.
Arriva invece un aggiornamento positivo da Teglio. Le 30 persone evacuate in via precauzionale nella serata del 20 agosto dalla frazione Bondone hanno potuto fare ritorno nelle rispettive abitazioni. L’allontanamento era stato disposto dopo l’aumento della portata del torrente Bondone e il rischio di nuove esondazioni e fenomeni di dissesto sui versanti a monte della frazione. Il rientro rappresenta un primo segnale di normalizzazione dopo una delle situazioni che nelle ore più critiche del maltempo avevano destato maggiore preoccupazione.
L’attenzione resta alta anche in Alta Valtellina. A Valfurva continua a essere monitorato il torrente Frodolfo, in particolare nella zona di Santa Caterina, dopo l’innalzamento registrato durante la fase più intensa delle precipitazioni. Segnalazioni sono arrivate anche da Sondalo, sia sul versante orobico sia lungo il reticolo idrografico maggiore.
Nei territori di Bormio e Valdisotto resta invece sotto osservazione il fiume Adda, il cui livello è seguito costantemente dopo le piogge delle ultime ore.
Superata la fase più intensa delle precipitazioni, per Regione Lombardia si apre ora quella della valutazione delle conseguenze. «È necessario completare una ricognizione puntuale delle conseguenze del maltempo e assicurare alle comunità coinvolte tutto il supporto necessario», ha spiegato l’assessore al Territorio Gianluca Comazzi.
Regione mantiene un contatto costante con Comuni ed enti impegnati sul campo per gli interventi di messa in sicurezza, il ripristino della viabilità e la verifica delle infrastrutture. Anche la Protezione civile prosegue l’attività senza interruzioni. La sala operativa regionale resta attiva 24 ore su 24, in raccordo con sindaci e Uffici territoriali regionali.
La priorità, ha ricordato La Russa, è garantire assistenza alle persone costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni e mantenere funzionanti i collegamenti indispensabili anche per il soccorso sanitario.
Per la provincia di Sondrio il bilancio è dunque ancora in evoluzione. Il rientro degli evacuati di Bondone segna un miglioramento, ma tra Valle del Bitto, Alta Valtellina e versanti interessati dagli smottamenti restano numerosi punti da controllare e mettere in sicurezza. Sarà la ricognizione dei prossimi giorni a quantificare con precisione i danni e a definire gli interventi necessari, mentre la richiesta dello stato di emergenza apre ora il confronto con il Governo sulle risorse da destinare ai territori colpiti.