SONDRIO – Torna per il secondo anno consecutivo “Rifugi in Rosa”, l’iniziativa promossa e organizzata da Assorifugi Lombardia che porta la cultura della prevenzione, del benessere e della salute nel cuore delle montagne valtellinesi.
L’edizione 2026, in programma da luglio a settembre, si articolerà in cinque appuntamenti ospitati in alcuni dei più suggestivi rifugi alpini della provincia di Sondrio, grazie alla collaborazione di ATS Montagna e alla nuova adesione di ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste.
L’obiettivo del progetto è quello di aumentare la consapevolezza della popolazione sui temi della salute e della prevenzione, valorizzando al contempo il ruolo fondamentale delle donne della montagna: gestori di rifugi, imprenditrici del turismo alpino, guide e custodi di un patrimonio culturale, ambientale e umano unico.
Una montagna vissuta non soltanto come luogo di svago e attività sportiva, ma come autentica filosofia di vita, capace di trasmettere valori legati alla cura, alla resilienza, alla solidarietà e al rispetto dell’ambiente.
Cinque tappe tra le montagne della provincia di Sondrio
Il programma coinvolgerà alcune delle aree più rappresentative del territorio valtellinese, dalla Valdidentro al Passo del Gavia, dalla Val Grosina alla Valgerola, fino al Parco delle Orobie Valtellinesi.
Ogni appuntamento sarà dedicato a un tema specifico: dalla sicurezza in montagna all’inclusione, dall’alimentazione ai corretti stili di vita, fino alla valorizzazione delle tradizioni agropastorali. Gli incontri vedranno la partecipazione di esperti, operatori sanitari, professionisti della montagna e atleti.
La prima tappa è in calendario il 1° luglio al Rifugio Federico in Dosdè, in Valdidentro, dove si parlerà di sicurezza in montagna grazie agli esperti del CAI Bormio.
Il 7 luglio l’iniziativa farà tappa al Rifugio Eita, in Val Grosina, per una giornata dedicata al confronto tra sport olimpico e paralimpico. Ospite dell’incontro sarà il pattinatore di short track Luca Spechenhauser, medagliato ai recenti Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026.
Il 14 luglio sarà invece il turno del Rifugio Salmurano a Gerola Alta, dove verrà organizzata un’escursione alle malghe insieme ai veterinari del Dipartimento Veterinario e Sicurezza degli Alimenti di Origine Animale di ATS Montagna, con un’iniziativa aperta anche a famiglie e bambini.
Il 4 agosto il Rifugio Berni, al Passo del Gavia, ospiterà una camminata inclusiva con le Joëlette, speciali carrozzine da escursionismo, grazie alla collaborazione tra CAI Valfurva, Soccorso Alpino e ATS Montagna.
L’ultimo appuntamento è previsto il 9 settembre al Rifugio Il Pirata di Tartano, nel Parco delle Orobie Valtellinesi, dove si parlerà di alimentazione in ambiente alpino con una dietista del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Montagna.
Tutti i rifugi coinvolti saranno raggiungibili con l’accompagnamento di una Guida di media montagna, offrendo ai partecipanti la possibilità di vivere l’esperienza in piena sicurezza.
ATS Montagna: «Portiamo la prevenzione dove le persone scelgono di andare»
A sottolineare il valore dell’iniziativa è Monica Anna Fumagalli, Direttore Generale di ATS della Montagna. «Siamo parte attiva di “Rifugi in Rosa” fin dalla prima edizione perché la montagna è un contesto straordinario per parlare di salute in modo concreto e accessibile. Ringraziamo Assorifugi per aver ideato e costruito un’iniziativa che funziona: porta la prevenzione dove le persone già scelgono di andare, integrandola in un’esperienza autentica».
La direttrice generale ha inoltre evidenziato l’importanza dell’ingresso di ERSAF nel progetto. «Un ringraziamento va anche a ERSAF, che con la sua adesione a questa edizione rafforza ulteriormente la rete istituzionale attorno a un progetto che ha già dimostrato di saper generare valore per il territorio e per la salute delle donne».
Assorifugi: «I rifugi possono diventare luoghi privilegiati per promuovere benessere e cultura»
Sulla stessa linea anche il presidente di Assorifugi Lombardia, Michele Bariselli. «Rifugi in Rosa rappresenta molto più di una semplice rassegna di eventi. È un progetto che nasce dal desiderio di valorizzare il ruolo delle donne nella montagna: donne che gestiscono rifugi, accompagnano, accolgono, lavorano e contribuiscono ogni giorno a mantenere vivi i nostri territori».
Bariselli ha sottolineato come i rifugi alpini siano veri luoghi di incontro e condivisione. «I rifugi sono luoghi di incontro, ascolto e condivisione e proprio per questo possono diventare spazi privilegiati per promuovere cultura, benessere e prevenzione. La preziosa collaborazione tra Assorifugi e ATS Montagna ci permette di portare in quota messaggi importanti legati alla salute e ai corretti stili di vita, raggiungendo persone che scelgono la montagna come esperienza di crescita, equilibrio e consapevolezza».
Il presidente conclude ricordando il valore educativo dell’ambiente alpino: «È un modo per ricordare che la montagna non è soltanto un luogo da attraversare, ma una palestra di vita che insegna resilienza, cura, solidarietà e rispetto per sé stessi e per gli altri».
Un progetto che guarda anche all’Europa
Giunta alla sua seconda edizione, “Rifugi in Rosa” si conferma quindi un’iniziativa capace di coniugare salute, prevenzione, sostenibilità e valorizzazione del territorio. L’intero programma è consultabile sul sito rifugi.lombardia.it.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel quadro del progetto europeo SMARTBIOVAL (Interreg Italia-Svizzera), dedicato allo sviluppo sostenibile dell’agricoltura biologica in Valtellina e Valposchiavo, rafforzando ulteriormente il legame tra tutela del territorio, qualità della vita e cooperazione transfrontaliera.