Sondrio

Rincari energetici e guerra in Iran: Coldiretti Sondrio lancia l’allarme per le aziende agricole

Secondo Coldiretti Sondrio, l’aumento dei costi energetici e produttivi rischia di colpire duramente le aziende agricole valtellinesi e valchiavennasche.

Le elaborazioni del Centro Studi Divulga stimano un aggravio fino a 3600 euro per azienda in appena due mesi.

Redazione VN – 12 Maggio 2026 11:10

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

coldiretti sondrio

SONDRIO – I rincari energetici e l’aumento dei costi di produzione legati alla guerra in Iran rischiano di avere conseguenze particolarmente pesanti anche sulle aziende agricole della provincia di Sondrio, dove l’agricoltura di montagna si confronta quotidianamente con condizioni operative molto più difficili rispetto alle realtà di pianura.

A lanciare l’allarme è Coldiretti Sondrio, sulla base delle elaborazioni del Centro Studi Divulga, che stimano un aggravio economico fino a 3600 euro per azienda nell’arco di appena due mesi. Una situazione che preoccupa soprattutto in territori come Valtellina e Valchiavenna, dove gli allevamenti e le aziende agricole svolgono un ruolo fondamentale non soltanto sul piano economico, ma anche sotto il profilo ambientale e sociale.

“In un territorio montano come il nostro ogni aumento dei costi pesa ancora di più”, sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio Sandro Bambini. “Gli allevamenti valtellinesi e valchiavennaschi svolgono un ruolo essenziale di presidio delle montagne, manutenzione del territorio e tutela del paesaggio, ma oggi si trovano a fare i conti con rincari che coinvolgono carburanti, energia, fertilizzanti e alimentazione animale”, evidenzia Bambini.

Tra gli aumenti che destano maggiore preoccupazione c’è quello del gasolio agricolo, tornato rapidamente a salire dopo una temporanea frenata. Il prezzo ha infatti raggiunto 1,42 euro al litro, contro gli 0,85 euro di inizio anno, con un incremento che pesa direttamente sulle attività quotidiane delle aziende agricole di montagna.

In contesti territoriali come quelli valtellinesi, caratterizzati da pendenze, strade difficili e aree impervie, mezzi agricoli e attrezzature rappresentano strumenti indispensabili non solo per le lavorazioni nei campi, ma anche per la gestione delle stalle, il trasporto dei foraggi e la movimentazione dei materiali.

L’aumento dei carburanti si traduce quindi in un aggravio generalizzato dei costi produttivi, con effetti che rischiano di compromettere la sostenibilità economica di molte realtà agricole montane.

“Per territori come la Valtellina è fondamentale puntare sempre di più sull’autonomia e sull’economia circolare agricola”, prosegue Bambini, indicando la necessità di rafforzare modelli produttivi più indipendenti e sostenibili.

Coldiretti Sondrio richiama inoltre l’attenzione sull’importanza di incentivare soluzioni sostenibili anche nel controllo delle infestanti, favorendo l’utilizzo di strumenti naturali e biodegradabili capaci di ridurre l’impatto ambientale e di salvaguardare la biodiversità e la qualità delle produzioni agricole.

L’obiettivo è sostenere un’agricoltura che continui a essere presidio attivo del territorio montano, garantendo al tempo stesso tutela ambientale e valorizzazione delle produzioni locali.

“La montagna agricola valtellinese e chiavennasca”, conclude Bambini, “non produce soltanto cibo di qualità, ma garantisce equilibrio ambientale, cura del paesaggio e sicurezza del territorio. Difendere le nostre aziende significa difendere un intero sistema economico e sociale che rende viva la montagna”.