SONDRIO – Si è chiusa con numeri importanti e un entusiasmo diffuso la seconda edizione della Fiera del Biologico della Montagna Alpina, che l’11 e il 12 aprile ha trasformato Sondrio nel cuore pulsante del biologico d’alta quota. Per due giorni il capoluogo valtellinese ha accolto oltre 70 espositori provenienti da tutta Italia e un ricco programma con più di 30 appuntamenti tra trekking urbani e naturalistici, laboratori per bambini, incontri divulgativi e momenti di showcooking. Un’offerta ampia che ha attirato un pubblico numeroso e variegato, confermando il crescente interesse verso i temi della sostenibilità e dell’alimentazione consapevole.
La manifestazione rappresenta uno dei pilastri del progetto SMARTBIOVAL, iniziativa finanziata dal programma Interreg Italia–Svizzera 2021–2027, che punta allo sviluppo intelligente dell’agricoltura biologica tra Valtellina e Valposchiavo. L’obiettivo è ambizioso: coniugare la tradizione agricola alpina con le nuove tecnologie, favorendo l’innovazione, il ricambio generazionale e la sostenibilità ambientale.
La fiera si è aperta ufficialmente sabato mattina con il taglio del nastro alla presenza delle principali autorità locali e dei partner del progetto. Tra gli intervenuti il sindaco Marco Scaramellini, l’assessore regionale Massimo Sertori, il presidente della Comunità Montana Tiziano Maffezzini e il presidente del Distretto Biologico Giancarlo Bongiolatti. A rendere ancora più significativa l’inaugurazione è stata la presenza di Lucia Cuffaro, esperta di autoproduzione e sostenibilità, che ha contribuito ad arricchire i contenuti dell’evento.
Oltre alla dimensione espositiva, la fiera ha avuto un forte valore divulgativo, grazie alle iniziative promosse in collaborazione con ERSAF e il Distretto Biologico della Valtellina. Tra queste, i tour in E-bike nelle aziende biologiche e la conferenza su “cibo e salute”.
Il progetto SMARTBIOVAL mira infatti a:
- incentivare il coinvolgimento dei giovani agricoltori;
- promuovere lo scambio di conoscenze tra Italia e Svizzera;
- favorire la digitalizzazione delle aziende agricole;
- sostenere pratiche agricole in grado di contrastare i cambiamenti climatici.
Elemento distintivo dell’edizione 2026 è stata la forte collaborazione tra enti italiani e svizzeri, testimoniata anche dalla presenza dello stand “100% Valposchiavo”, esempio concreto di valorizzazione condivisa delle risorse alpine. Il progetto coinvolge numerosi partner, tra cui la Comunità Montana della Valtellina di Sondrio, la Regione Bernina, la Fondazione Fojanini, la Camera di Commercio di Sondrio e diverse realtà produttive dei due versanti alpini.
Il bilancio della manifestazione è decisamente positivo: partecipazione elevata, apprezzamento diffuso e una rete di collaborazioni sempre più solida. La fiera si conferma non solo come vetrina commerciale, ma come laboratorio di idee e strategie per il futuro dell’agricoltura di montagna.
L’auspicio degli organizzatori è di proseguire su questa strada, rafforzando il legame tra innovazione, territorio e sostenibilità, per rendere la Valtellina sempre più protagonista nel panorama del biologico alpino.