BORMIO/LIVIGNO – Sarà la Valtellina, cuore dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, a inaugurare Safe Roads, il nuovo progetto promosso da Regione Lombardia e Coni per trasformare l’eredità olimpica in un’occasione concreta di educazione alla sicurezza stradale e alla cittadinanza attiva.
L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario regionale con delega a Sport e Giovani Federica Picchi e dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, alla presenza della vicepresidente vicaria del Coni Diana Bianchedi, della componente della Giunta nazionale del Comitato italiano paralimpico Linda Casalini e del direttore operativo di Ragazzi on the road, Luca Zanchi. Un videomessaggio è stato inviato anche dal presidente dell’ACI Geronimo La Russa.
Protagonisti del progetto saranno gli atleti olimpici e paralimpici, chiamati a diventare ambasciatori dei valori della sicurezza sulle strade, sfruttando la forza educativa e comunicativa dello sport per sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni.
«In Lombardia, solo nel 2024, si sono verificati oltre 30 mila incidenti stradali, con 383 vittime – ha ricordato Federica Picchi –. Regione Lombardia promuove la cultura del rispetto e della legalità anche attraverso progetti rivolti ai giovani, come Ragazzi on the road, sostenuto dal bando Giovani Smart e diventato un modello nazionale».
Secondo il sottosegretario, l’obiettivo è far riscoprire ai ragazzi «il senso delle regole, del rispetto, dell’impegno verso la comunità e della tutela della vita», valori che saranno ulteriormente promossi anche in occasione del Gran Premio d’Italia di Monza.
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha spiegato come Safe Roads rappresenti una delle prime iniziative nate dalla legacy dei Giochi di Milano Cortina 2026. «Tutto parte dal grande successo dei Giochi olimpici e paralimpici invernali. Progetti come questo nascono proprio con l’obiettivo di trasformare quell’eredità in azioni concrete, capaci di promuovere comportamenti sempre più responsabili».
Ma sarà proprio la Valtellina il primo territorio a tradurre questa visione in attività sul campo. Il 24 luglio, a Livigno, prenderà infatti il via il progetto con una speciale “Notte on the road”, durante la quale atleti e rappresentanti delle istituzioni affiancheranno la Polizia locale nelle attività operative e di pattugliamento del territorio. Il giorno successivo, 25 luglio, l’iniziativa si sposterà a Bormio, dove sono previste nuove attività sul campo e un momento istituzionale conclusivo dedicato al progetto.
Nel suo videomessaggio, il presidente dell’ACI Geronimo La Russa ha sottolineato il valore simbolico della scelta valtellinese. «La dichiarazione congiunta sulla sicurezza stradale ha saputo utilizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici come un potente megafono per diffondere messaggi fondamentali sulla sicurezza. Sono certo che le iniziative in programma sulle strade della Valtellina contribuiranno a far conoscere da vicino il prezioso lavoro di prevenzione e tutela svolto ogni giorno dalle Forze dell’ordine».
Soddisfazione anche da parte di Luca Zanchi, direttore operativo di Ragazzi on the road, l’associazione incaricata di dare attuazione al progetto. «Per noi Safe Roads rappresenta la dimostrazione più concreta di ciò che una legacy olimpica può diventare: non un’eredità simbolica, ma un impegno che si traduce in prevenzione, educazione e consapevolezza. Siamo orgogliosi che Ragazzi on the road sia stata scelta per applicare i valori dello sport alla cultura della sicurezza stradale, mettendo i giovani al centro attraverso esperienze vissute direttamente sul territorio».
Safe Roads nasce per dare attuazione alla Dichiarazione congiunta sulla sicurezza stradale, sottoscritta nell’ambito di Milano Cortina 2026 da Jean Todt, inviato speciale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, dal presidente del Cip Marco Giunio De Sanctis e dal presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò.
La scelta di partire proprio da Livigno e Bormio, due delle località simbolo dei Giochi invernali, conferma il ruolo centrale della Valtellina non solo nell’organizzazione delle Olimpiadi, ma anche nella costruzione di un’eredità destinata a proseguire oltre l’evento sportivo, trasformando lo sport in uno strumento di educazione civica, prevenzione e sicurezza.
