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Turismo, Bormio e Livigno crescono nella prima estate dopo le Olimpiadi

I dati di Confcommercio Lombardia indicano un aumento dell’occupazione delle strutture ricettive rispetto al 2025.

In Lombardia il 64% dei visitatori estivi arriva dall’estero. Massoletti: «I grandi eventi generano effetti positivi sull’intero sistema regionale».

Redazione VN – 24 Settembre 2026 09:49

Bormio, Livigno, Alta Valtellina, Economia

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BORMIO/LIVIGNO – La prima estate dopo i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 lascia segnali positivi anche in provincia di Sondrio, in particolare a Bormio e Livigno. Secondo l’analisi diffusa da Confcommercio Lombardia, nelle due località valtellinesi il tasso di occupazione delle strutture ricettive è aumentato rispetto all’estate 2025, confermando l’effetto di trascinamento legato ai grandi eventi e alla maggiore visibilità internazionale acquisita dal territorio.

Il dato si inserisce in un quadro regionale più ampio: nei mesi di luglio e agosto 2026, i turisti stranieri hanno rappresentato il 64% dei visitatori in Lombardia, secondo le rilevazioni di telefonia mobile elaborate attraverso Cities Analytics. Sei visitatori su dieci rientrano inoltre nella fascia ad alta capacità di spesa.

Per la provincia di Sondrio, il dato più significativo riguarda proprio Bormio e Livigno, due delle località maggiormente coinvolte nel sistema olimpico del 2026. Confcommercio Lombardia segnala che, nella prima estate successiva ai Giochi, entrambe hanno registrato un incremento del tasso di occupazione delle strutture ricettive rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che si lega alla maggiore notorietà internazionale conquistata dal territorio nel corso degli ultimi anni e rafforzata durante Milano Cortina 2026. Già ad aprile, un’indagine di Confcommercio Lombardia tra le imprese del terziario aveva indicato proprio nella crescita del turismo e nella maggiore proiezione internazionale due delle principali eredità dei Giochi.

Livigno paesaggi
Livigno

Il peso del turismo internazionale emerge con forza dai dati regionali. Gli stranieri costituiscono infatti quasi due terzi dei visitatori complessivi dell’estate lombarda. Sui laghi, dove l’incidenza dei turisti ad alta capacità di spesa arriva al 70%, gli stranieri rappresentano il 57% dei flussi, davanti ai visitatori lombardi provenienti da altre province e agli italiani da fuori regione. Tra le nazionalità più presenti figurano francesi, tedeschi e olandesi, con una forte concentrazione sul Lago di Como, sul Lago Maggiore, a Limone sul Garda e Varenna. Nei capoluoghi acquistano invece maggiore peso svizzeri e statunitensi.

Il trend positivo non si è esaurito con agosto. Anche settembre sta beneficiando della presenza di grandi eventi capaci di generare ricadute sui territori circostanti. Confcommercio cita il Gran Premio di Monza, la Milano Fashion Week, il Festivaletteratura di Mantova e il motoraduno Moto Guzzi di Mandello del Lario.

La stessa dinamica viene riscontrata, pur con caratteristiche differenti, a Bormio e Livigno, dove l’eredità olimpica continua a incidere sull’attrattività delle località e sulla capacità di intercettare visitatori anche nella stagione estiva.

«La Lombardia è sempre più attrattiva»

A commentare il quadro è Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia. «La Lombardia è entrata a pieno titolo tra le regioni italiane maggiormente attrattive e turistiche, anche grazie alla sua apertura al mondo, iniziata con Expo 2015 e proseguita fino ai Giochi Invernali 2026», sottolinea. Secondo Massoletti, il punto di forza dell’offerta regionale sta nella varietà: «Qui i turisti trovano un’esperienza totalizzante: accoglienza d’eccellenza, shopping di alta gamma, enogastronomia, bellezze naturali e patrimonio culturale».

Una dinamica che, aggiunge, viene rafforzata durante tutto l’anno dagli appuntamenti capaci di produrre effetti non soltanto sulle località direttamente coinvolte, ma sull’intero sistema regionale.

Per la provincia di Sondrio, il dato di Bormio e Livigno rappresenta quindi un primo indicatore concreto del post-Olimpiadi: la sfida ora sarà trasformare l’onda lunga dei Giochi in una crescita stabile e distribuita durante tutto l’anno.

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