DAZIO – Quaranta vini in gara, otto premiati e due territori protagonisti: Traona e Ardenno. Sono questi i numeri della 22ª edizione di Vininfesta alla Costiera dei Cech, che oggi, sabato 24 ottobre, ha riunito a Dazio viticoltori, esperti e appassionati per celebrare una tradizione che continua a custodire il paesaggio terrazzato della Bassa Valtellina.
Al centro della manifestazione, promossa dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno e organizzata in collaborazione con il Comune di Dazio e il Consorzio Turistico Porte di Valtellina, il concorso dedicato ai vini Doc e Igt non etichettati, prodotti da piccoli viticoltori che lavorano nei vigneti e nelle cantine prevalentemente per passione e autoconsumo. Una produzione lontana dalle logiche commerciali, ma sempre più attenta alla qualità. Lo dimostrano i risultati delle degustazioni e una partecipazione che, come evidenziato dagli organizzatori, continua ad ampliarsi di anno in anno.
A conquistare il primo posto nella categoria Igt è stato Antonio Bonini, con un vino prodotto a Traona, in località Poiach. Sul secondo gradino del podio Giordano Giumelli, che coltiva un vigneto nella medesima località. Il terzo e quarto posto sono andati a due coppie padre-figlio: Dante e Davide Contessa, con vigneto a Mello, in località Consiglio, e Andrea e Vittorio Baraiolo, di Mello, che coltivano un terreno vitato a Traona.
A completare la graduatoria Igt, al quinto posto, Angelo Broglio, con vigneto a Traona, in località Magra. Per quanto riguarda invece i vini Doc, il successo è andato a Paolo Figoni di Ardenno, alla sua prima partecipazione al concorso. Figoni coltiva un vigneto in località Valmala e porta avanti una passione per la viticoltura ereditata dal padre.
Secondo classificato Francesco Folini, sempre di Ardenno, con vigneto in località Olivet, mentre il terzo posto è stato conquistato da Paolo Coppa, che produce il proprio vino in località Bedoia, ancora nel territorio comunale di Ardenno. Cinque, dunque, i riconoscimenti assegnati ai vini Igt, provenienti dalla zona compresa tra Dazio e Dubino, e tre quelli destinati ai Doc, prodotti nell’area tra Ardenno e Buglio in Monte.
Una distinzione territoriale che potrebbe essere superata in futuro: è stata infatti avanzata la richiesta di estendere la zona di produzione Doc all’intera Costiera dei Cech, valorizzando in maniera più omogenea il patrimonio vitivinicolo del versante retico.
Dietro ai vini premiati ci sono soprattutto storie di impegno personale, di conoscenze tramandate e di tempo dedicato alla cura dei vigneti. È questo uno degli aspetti sottolineati durante la cerimonia dal sindaco di Dazio Antonio Cazzaniga, dal presidente della Comunità Montana Maurizio Papini, dal presidente della Fondazione Fojanini Fernando Baruffi e dall’assessore all’Agricoltura della Comunità Montana Basilio Lipari.
Un riconoscimento rivolto a quei viticoltori che, pur non facendo della produzione di vino la propria attività principale, contribuiscono in maniera concreta alla manutenzione dei terrazzamenti e alla conservazione del paesaggio agricolo.
Il lavoro svolto nei vigneti, spesso su terreni difficili e caratterizzati da pendenze importanti, assume infatti un valore che va oltre la qualità del prodotto finale. La cura dei filari e dei muretti a secco contribuisce a mantenere vivi spazi agricoli che rappresentano una componente fondamentale dell’identità della Costiera dei Cech.
A introdurre la premiazione è stata Giulia Rapella, responsabile del Settore Agricoltura e Foreste della Comunità Montana Valtellina di Morbegno, che insieme a Barbara Boni ha coordinato il concorso. Rapella ha evidenziato come l’arrivo di nuovi partecipanti a ogni edizione rappresenti un segnale positivo, accompagnato da un progressivo miglioramento della qualità dei vini presentati.
I 40 campioni, raccolti nelle settimane precedenti alla manifestazione e presentati in forma rigorosamente anonima, sono stati sottoposti alle analisi del laboratorio di enologia della Fondazione Fojanini. A coordinare le valutazioni è stato Adriano Cappelletti, che ha coinvolto anche alcuni titolari di aziende vinicole provenienti da altre zone della provincia, dando vita a un gruppo di degustazione incaricato di esaminare i vini in concorso.
L’anonimato dei campioni ha consentito di concentrare il giudizio esclusivamente sulle caratteristiche dei prodotti, senza conoscere preventivamente l’identità dei viticoltori. Un lavoro di selezione che ha portato all’individuazione degli otto vincitori, protagonisti della cerimonia più partecipata della giornata.
La manifestazione non si è limitata alla consegna dei riconoscimenti. La mattinata ha infatti proposto anche un approfondimento dedicato alle sfide che i cambiamenti climatici pongono alla coltivazione della vite, con particolare attenzione agli adattamenti necessari per preservare qualità e produttività. A intervenire sono stati Gabriele Cola, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, e Martino Salvetti e Sonia Mancini, della Fondazione Fojanini.
Gli interventi, moderati da Giulia Rapella, hanno affrontato il rapporto tra clima, gestione del vigneto e pratiche agronomiche, offrendo ai partecipanti un’occasione di confronto sulle trasformazioni che interessano anche la viticoltura della Bassa Valtellina. Un tema particolarmente rilevante per le coltivazioni sui terrazzamenti, dove le caratteristiche del territorio richiedono un’attenzione costante alle condizioni ambientali e alla gestione dei vigneti.
Conclusa la premiazione, Vininfesta è proseguita nella tensostruttura allestita al campo sportivo di Dazio, dove la Pro Loco ha curato il pranzo conviviale. Nel pomeriggio è stata quindi la volta della degustazione guidata dei vini premiati, condotta da Adriano Cappelletti e arricchita da un confronto con alcune produzioni di aziende piemontesi.
Un’opportunità per conoscere più da vicino le caratteristiche dei vini della Costiera dei Cech e metterle in relazione con quelle di altri territori vitivinicoli. La 22ª edizione si è così conclusa confermando il valore di una manifestazione che affianca alla promozione del vino un’attenzione costante per chi continua a coltivare la montagna.

