Gordona

Gordona, incendio ancora attivo: elicottero regionale in azione sul versante

Il rogo resta attivo anche nella mattinata di oggi, 10 agosto.

L’incendio interessa l’area della Torre di Segname e ha già coinvolto complessivamente circa 80 ettari.

Federica Lassi – 10 Agosto 2026 12:07

Gordona, Valchiavenna, Cronaca

Una foto dell'incendio di Gordona pubblicata il 7 agosto sulla pagina Facebook "Gordona nel cuore"

GORDONA – L’incendio boschivo sopra Gordona non è ancora definitivamente spento. Nell’aggiornamento diffuso alle 10.45 di oggi, lunedì 10 agosto, il rogo risulta infatti ancora attivo e sullo scenario è operativo un elicottero regionale, impegnato nelle attività di spegnimento e nel controllo dell’area.

La nuova indicazione arriva dopo una domenica nella quale la situazione era apparsa in netto miglioramento, senza fronti di fiamma attivi ma con alcune riprese localizzate all’interno delle aree già percorse dal fuoco. Il quadro odierno conferma quindi quanto l’emergenza resti delicata e soggetta a nuove riaccensioni, rendendo necessario proseguire con il monitoraggio e gli interventi aerei.

Il rogo di Gordona si inserisce in un quadro regionale ancora complesso. Alla stessa ora risulta attivo anche l’incendio di Tignale, nel Bresciano, dove stanno operando un Canadair della flotta statale e un elicottero regionale. A Valmadrera, nel Lecchese, le operazioni sono invece entrate nella fase di bonifica con un elicottero regionale impegnato sulle possibili ripartenze. In bonifica risultano inoltre gli scenari di Premana, Carbonara al Ticino, Carbiano e Busto Garolfo.

Per Gordona, però, il dato più importante resta proprio il ritorno alla classificazione di incendio attivo dopo il miglioramento registrato nelle ore precedenti.

La storia di questo rogo è ormai lunga e complessa: l’incendio interessa i versanti sopra Gordona, nella zona della Torre di Segname, ed è attivo dal 21 luglio. Complessivamente avrebbe interessato una superficie di circa 80 ettari, dopo settimane caratterizzate da spegnimenti parziali, fasi di bonifica e nuove ripartenze.

Già il 22 luglio erano state eseguite operazioni di bonifica con gli ultimi lanci dei mezzi aerei sui focolai ancora presenti nella zona della Torre di Segname. Quella prima emergenza sembrava avviata verso la conclusione, ma nei giorni successivi il versante è tornato a bruciare.

Un nuovo incendio era infatti divampato nella stessa area all’inizio di agosto, a meno di due settimane dal rogo precedente. In quella fase le fiamme si erano presentate più estese e difficili da raggiungere, anche per l’assenza di strade carrabili capaci di portare direttamente uomini e mezzi sul fronte. Il vento aveva inoltre favorito la propagazione dell’incendio, rendendo necessario l’impiego di elicotteri e, successivamente, anche di un Canadair.

Il 3 agosto la Comunità Montana della Valchiavenna aveva parlato di una situazione in miglioramento e di un incendio contenuto, con un primo bilancio di circa 20 ettari di bosco bruciati. In quella fase erano stati impiegati fino a tre elicotteri del sistema regionale Antincendio Boschivo, un Canadair del COAU nazionale, volontari AIB e Vigili del Fuoco, impegnati anche durante la notte per impedire nuove avanzate.

Le operazioni erano concentrate soprattutto sulla parte alta del versante e sui nuclei rurali, con l’obiettivo di evitare che le fiamme potessero raggiungere abitazioni o strutture isolate.

Ma proprio le numerose ripartenze hanno complicato il lavoro delle squadre. Il 4 agosto proseguivano ancora le attività di bonifica e monitoraggio. Nella giornata precedente erano stati utilizzati due elicotteri AIB e un Canadair, mentre una squadra di volontari aveva raggiunto la Torre di Segname per controllare il perimetro superiore dell’incendio. I Vigili del Fuoco avevano inoltre impiegato il nucleo SAPR, con droni dotati di termocamere, per individuare punti ancora caldi e seguire l’evoluzione del fronte anche nelle ore notturne. Particolare attenzione era stata riservata a una baita isolata, costantemente sorvegliata per evitare che il fuoco potesse coinvolgerla.

Nei giorni successivi l’emergenza aveva continuato a richiedere un dispositivo particolarmente importante. Il 6 agosto erano ancora in campo due elicotteri, un Canadair e squadre AIB, chiamati soprattutto a contrastare le ripartenze lungo il perimetro. La Comunità Montana della Valchiavenna aveva ringraziato anche i volontari provenienti dalle Valli del Lario e del Ceresio e il direttore delle operazioni di spegnimento Mauro Caligari per il supporto.

Il peggioramento più evidente era arrivato il 7 agosto, quando il vento aveva alimentato nuovamente il rogo lasciando due fronti ancora attivi. Uno, vicino al fiume, era stato portato sotto controllo, mentre rimanevano criticità sul fronte in quota e sul versante sud. Le condizioni meteorologiche avevano inoltre costretto a sospendere temporaneamente i voli dei mezzi aerei, mentre le precipitazioni non erano state sufficienti a spegnere definitivamente l’incendio.

Sabato 8 agosto il quadro era tornato a migliorare. In mattinata i Vigili del Fuoco segnalavano un unico fronte di circa 30 metri e diversi punti fumanti all’interno dell’area già percorsa dalle fiamme. L’elicottero regionale era rimasto operativo per il contenimento e la bonifica.

In serata la situazione era apparsa ancora più tranquilla: restava un solo fronte attivo, sempre di circa 30 metri, nel settore meridionale dell’incendio. Lo stesso elicottero regionale, decollato dalla base di Talamona, era stato utilizzato anche per trasportare in quota moduli e attrezzature destinate al personale impegnato nelle operazioni AIB.

Domenica 9 agosto era arrivato il quadro più rassicurante degli ultimi giorni. Non risultavano più veri e propri fronti di fiamma attivi e l’incendio veniva considerato sotto controllo, pur in presenza di riprese localizzate all’interno delle aree bruciate. Era stato inoltre programmato un intervento da terra per proseguire il consolidamento e la bonifica.

L’aggiornamento di questa mattina segna però un nuovo passo indietro: Gordona torna a essere indicata tra gli incendi attivi della Lombardia e l’elicottero regionale è nuovamente al lavoro.

È proprio questa alternanza tra contenimento e riaccensioni a rendere particolarmente lunga la gestione dell’emergenza. Anche quando non sono più visibili fiamme estese, infatti, all’interno della superficie percorsa dal fuoco possono rimanere ceppi, radici e materiale vegetale ancora incandescente, in grado di generare nuovi focolai.

Per questo le operazioni di bonifica e sorveglianza continuano anche nelle fasi apparentemente più tranquille. Dopo settimane di lavoro, l’incendio di Gordona resta quindi uno degli scenari più delicati aperti in Lombardia. L’impiego dell’elicottero regionale nella mattinata di oggi conferma che la priorità resta spegnere le ultime ripartenze, consolidare il perimetro e impedire una nuova propagazione delle fiamme sul versante.

Finché saranno presenti punti attivi, il monitoraggio proseguirà senza interruzioni, con particolare attenzione alle aree già percorse dal fuoco e all’evoluzione delle condizioni meteorologiche.

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