MADESIMO – Oltre cento persone hanno raggiunto quota 2.325 metri per celebrare l’inaugurazione ufficiale del Rifugio Baldiscio, una struttura destinata a diventare un nuovo punto di riferimento per chi frequenta l’alta Valle Spluga e i collegamenti escursionistici verso la Svizzera. Alla giornata hanno preso parte istituzioni, realtà del territorio e molte delle persone che, con ruoli differenti, hanno contribuito negli anni alla realizzazione del progetto e alla sua progressiva apertura al pubblico.
«Il Baldiscio sorge in un luogo che da sempre è crocevia tra Valchiavenna, Mesolcina e Viamala. Oggi torna a essere un punto di incontro tra territori, culture e persone che condividono la passione per la montagna», è stato sottolineato in occasione dell’inaugurazione.
Il rifugio si trova in un’area profondamente legata alla storia delle comunicazioni alpine e dei passaggi tra Italia e Svizzera. La struttura aveva aperto al pubblico alla fine dell’estate 2025, andando ad aggiungere un nuovo presidio escursionistico lungo l’itinerario che dalla zona di Isola e della Val Febbraro conduce verso il Passo Baldiscio e il Lago Grande.
Il percorso attraversa un ambiente che conserva ancora i segni della vita rurale di montagna e della storia di confine, tra antichi nuclei, boschi, torrenti e alpeggi, fino alle quote più elevate dove il paesaggio si apre verso la Val Mesolcina.
Il progetto è stato realizzato nell’ambito di un percorso di cooperazione Interreg Italia-Svizzera, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti e la fruizione escursionistica di un territorio che storicamente ha sempre guardato oltre i confini amministrativi. La struttura è stata indicata anche quest’estate come punto di riferimento per chi percorre la Valle Spluga e la Val Mesolcina.
Dopo la prima apertura, il Rifugio Baldiscio ha inaugurato quest’anno una nuova fase. Dal 1° luglio 2026 la struttura è tornata operativa con la gestione affidata a Luca e Margherita, che hanno raccolto il testimone per accompagnare il rifugio nella nuova stagione estiva. L’inaugurazione odierna segna dunque un ulteriore passaggio nella storia del Baldiscio: non soltanto una struttura ricettiva in quota, ma un presidio capace di mettere in relazione escursionismo, territorio e cultura alpina.
Il rifugio si inserisce lungo uno degli itinerari più suggestivi dell’alta Valchiavenna. Da Isola il percorso risale la Val Febbraro, attraversando prati, boschi e antiche costruzioni rurali, per poi spingersi verso il Passo Baldiscio, a circa 2.350 metri, e verso il Lago Grande e il Laghetto del Mot, in prossimità del confine con la Val Mesolcina. Una posizione che spiega bene il significato attribuito oggi al rifugio: un luogo di sosta, ma anche un punto di connessione tra versanti, vallate e comunità alpine.
La presenza di più di cento persone alla cerimonia ha dato la misura del legame creatosi attorno al progetto. «È una scommessa vinta e, soprattutto, l’inizio di un sentiero da percorrere insieme», è il messaggio scelto per accompagnare l’inaugurazione.
Un’immagine che sintetizza bene l’ambizione del Rifugio Baldiscio: riportare vita e presenza stabile in alta quota, offrendo agli escursionisti un punto d’appoggio e restituendo centralità a un antico crocevia tra Valchiavenna e Svizzera.