SONDRIO – Diffondere informazioni corrette sulla celiachia, contrastare convinzioni errate ancora molto diffuse e sensibilizzare cittadini e operatori sanitari sull’importanza della diagnosi precoce: sono questi gli obiettivi della Giornata mondiale della celiachia, che viene celebrata ogni anno il 16 maggio.
La celiachia rappresenta infatti una patologia autoimmune e non una semplice scelta alimentare o uno stile di vita, come troppo spesso viene erroneamente considerata. Si tratta di una condizione cronica che richiede attenzione costante, consapevolezza e un rigoroso controllo dell’alimentazione.
Secondo le stime nazionali, in Italia sarebbero circa 600 mila le persone affette da celiachia, ma oltre la metà non avrebbe ancora ricevuto una diagnosi ufficiale. Un dato che evidenzia quanto sia ancora necessario lavorare sul fronte dell’informazione e della prevenzione.
Nel territorio dell’ATS della Montagna, le persone che hanno ottenuto l’esenzione per celiachia sono complessivamente 1588. La maggior parte dei casi riguarda le donne: si contano infatti 1131 donne rispetto a 457 uomini.
Nel dettaglio, 1135 casi fanno riferimento all’ASST Valtellina e Alto Lario, mentre 453 riguardano l’ASST della Valcamonica.
La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra i 18 e i 64 anni, con 1127 casi, mentre gli under 18 con diagnosi certificata ed esenzione risultano essere 295.
L’ATS della Montagna sottolinea come una corretta informazione e una sensibilità diffusa sul tema siano fondamentali per migliorare la qualità della vita delle persone celiache e favorire diagnosi tempestive.
La celiachia è infatti un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, provocata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Attualmente non esistono cure definitive e l’unica soluzione efficace per ottenere la remissione dei sintomi consiste in una modifica permanente dell’alimentazione.
Chi soffre di celiachia deve quindi eliminare in maniera rigorosa tutti gli alimenti contenenti glutine e prestare grande attenzione anche alle possibili contaminazioni o alla cosiddetta “assunzione nascosta” di glutine presente in altri cibi.
Un aspetto particolarmente delicato riguarda i pasti consumati fuori casa. Per le persone celiache è infatti essenziale che il cibo venga preparato seguendo procedure precise e sicure, evitando ogni possibile contaminazione crociata.
In questo ambito riveste un ruolo centrale il lavoro delle ATS, attraverso il SIAN, il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, impegnato nella tutela della sicurezza alimentare per le persone celiache.
Il SIAN svolge controlli nelle mense scolastiche, nelle strutture ospedaliere, nelle RSA e in tutta la ristorazione collettiva, verificando il rispetto delle corrette procedure di sicurezza alimentare e assicurandosi che il personale sia adeguatamente formato.
Prevenire il rischio di contaminazione crociata, attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche e delle corrette prassi operative, permette infatti di garantire pasti sicuri per tutti, comprese le persone affette da celiachia.
La Giornata mondiale della celiachia diventa così non soltanto un momento di sensibilizzazione sanitaria, ma anche un’occasione per ribadire l’importanza di una cultura dell’inclusione, della prevenzione e della sicurezza alimentare, indispensabile per migliorare la qualità della vita delle persone celiache.