SONDRIO – Da Sondrio alla Silicon Valley e ritorno, con l’obiettivo di trasformare la Valtellina in un luogo capace di attrarre talenti, far nascere startup e dialogare con i grandi ecosistemi internazionali dell’innovazione. È il percorso di Fabrizio Capobianco, tra i cinque premiati della seconda edizione di “Voce lombarda nel mondo”, il riconoscimento istituito da Regione Lombardia per valorizzare chi, attraverso il proprio lavoro e le proprie competenze, contribuisce a far conoscere nel mondo l’identità e i valori della regione.
La cerimonia si è svolta all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Federico Romani, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e del sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo. Per la provincia di Sondrio il riconoscimento assume un significato particolare proprio per la storia di Capobianco, nato nel capoluogo e protagonista per oltre due decenni nel cuore dell’innovazione tecnologica mondiale.
Capobianco ha trascorso 23 anni nella Silicon Valley, dove ha costruito buona parte della propria carriera imprenditoriale. Ha fondato Funambol, realtà attiva nel cloud personale open source, e successivamente TOK.tv, piattaforma social legata al cosiddetto “second screen” sportivo, poi acquisita da Minerva Networks, società della quale oggi è Chief Innovation Officer.
Un percorso internazionale che, però, nel 2022 lo ha riportato in Valtellina. Da quel ritorno è nata The Liquid Factory, startup factory con base a Sondrio e un’impostazione dichiaratamente globale: selezionare giovani founder, accompagnarli nella costruzione delle proprie imprese e collegare direttamente la Valtellina con la Silicon Valley.
Il progetto, nato nel settembre 2024, è sostenuto da un investimento di 4 milioni di euro da parte di Banca Popolare di Sondrio, oggi BPER, e lavora attraverso un modello che combina il radicamento territoriale con l’accesso ai mercati internazionali.
«Questo riconoscimento non è solo mio. È di tutta la squadra di The Liquid Factory e dei giovani founder che ogni anno scelgono di costruire il proprio futuro partendo dalla Valtellina», ha dichiarato Capobianco. Un premio che, nelle sue parole, assume quindi anche il valore di una conferma rispetto alla scelta di tornare a Sondrio dopo una lunga esperienza negli Stati Uniti. «Quando sono tornato in valle nel 2022 credevo che qui si potesse costruire qualcosa di grande, capace di parlare al mondo. Oggi lo stiamo dimostrando, un founder alla volta».
L’obiettivo dichiarato di The Liquid Factory resta ambizioso: far nascere proprio dalla Valtellina il prossimo unicorno italiano, attirando sul territorio competenze, capitale e giovani imprenditori provenienti anche dall’estero.
Il riconoscimento “Voce lombarda nel mondo” nasce all’interno della Giornata dei lombardi nel mondo, prevista dalla legge regionale 9 del 21 maggio 2024. «I lombardi nel mondo sono i nostri ambasciatori naturali», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Federico Romani. «Attraverso il loro lavoro, le loro competenze e le relazioni che costruiscono ogni giorno, portano nel mondo un pezzo della Lombardia e ne raccontano i valori più autentici: serietà, concretezza, capacità e visione».
Secondo Romani, il riconoscimento vuole mettere in evidenza proprio «storie di talento, innovazione e impegno», mantenendo vivo il legame tra chi si è affermato fuori regione e la propria terra d’origine. Un legame che nel caso di Capobianco ha assunto anche una dimensione concreta: non soltanto il ritorno personale in Valtellina, ma la scelta di investire sul territorio per costruire nuove opportunità per altri giovani.
Cinque premiati in tutta la Lombardia
Insieme all’imprenditore sondriese sono stati premiati altri quattro lombardi. Si tratta di Enrico Derflingher, originario di Lecco, chef di fama internazionale e già al servizio della Casa Reale britannica e della Casa Bianca; Amalia Ercoli Finzi, originaria di Gallarate, pioniera dell’ingegneria aerospaziale; Camillo Ricordi, nato a New York e cresciuto a Milano, medico e scienziato di riferimento nella ricerca sul diabete; e Lino Rota, originario della Valle Imagna, già minatore in Belgio e tra i primi soccorritori intervenuti nella tragedia di Marcinelle.
La legge regionale prevede infatti che ogni anno possano essere premiate non più di cinque persone distintesi in ambito economico, sociale, ambientale, culturale o sportivo e capaci di dare lustro alla Lombardia nel mondo. «Anche in questa edizione i profili premiati raccontano autentici ambasciatori del saper fare lombardo», ha sottolineato il sottosegretario Raffaele Cattaneo, ricordando il ruolo della Consulta regionale per i lombardi nel mondo nell’individuazione dei destinatari.
Per Sondrio, però, la storia di Capobianco aggiunge un elemento ulteriore: dopo aver portato per oltre vent’anni competenze e imprenditorialità valtellinesi nella Silicon Valley, ha scelto di invertire la direzione e riportare in valle relazioni, metodo e opportunità maturate all’estero.
Un ponte tra Sondrio e il mondo che oggi Regione Lombardia ha scelto di riconoscere ufficialmente.