SONDRIO – Una data che, ancora oggi, evoca immagini di paura, dolore e distruzione. Oggi, 18 luglio 2026, ricorrono 39 anni dall’inizio della fase più drammatica dell’alluvione che sconvolse la Valtellina.
Fu infatti il 18 luglio 1987, con la frana di Tartano, che ebbe inizio la fase acuta dell’emergenza. Le piogge torrenziali che da giorni flagellavano il territorio avevano ormai saturato i versanti montani, dando origine a una lunga sequenza di frane, smottamenti, esondazioni e colate detritiche che per giorni avrebbero devastato la valle. Una crisi destinata a raggiungere il suo apice dieci giorni dopo, il 28 luglio, con il crollo della frana della Val Pola, uno dei più imponenti dissesti idrogeologici mai registrati in Italia, che cancellò il paese di Sant’Antonio Morignone, nel territorio comunale di Valdisotto, modificando profondamente il paesaggio e segnando per sempre la storia della Valtellina.
Il ricordo è ancora vivido negli occhi di chi ha vissuto quei giorni drammatici. Le piogge cadevano senza tregua, i torrenti si gonfiavano ora dopo ora e la montagna, lentamente, iniziava a cedere. Quella che sembrava un’ondata di maltempo si trasformò in una delle più gravi catastrofi naturali della storia italiana recente.