Sondrio

Galleria Monte Piazzo, Azione interroga il Governo: “Serve una soluzione urgente per la Valtellina”

Il deputato Fabrizio Benzoni presenta un'interrogazione al ministro Salvini sul futuro della SS36.

Carlo Bordoni (Azione Sondrio): "Un eventuale blocco sarebbe un enorme problema per un territorio già malamente collegato".

Redazione VN – 22 Ottobre 2026 09:15

Sondrio, Centro Valtellina, Politica

COLICO – Una chiusura della galleria Monte Piazzo rischierebbe di mettere in seria difficoltà i collegamenti della Valtellina e della Valchiavenna con il resto della Lombardia. È l’allarme lanciato da Azione, che ha portato la questione all’attenzione del Governo con un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

A presentarla è stato il deputato Fabrizio Benzoni, segretario regionale lombardo e vicecapogruppo di Azione alla Camera, su una problematica che interessa direttamente la provincia di Sondrio: la stabilità della galleria Monte Piazzo, lungo la strada statale 36, interessata dai movimenti del versante montuoso in cui si trova. La preoccupazione riguarda soprattutto il futuro dell’infrastruttura e le conseguenze che un’eventuale interruzione prolungata della circolazione potrebbe avere su residenti, imprese e turismo.

La questione non è nuova. La galleria Monte Piazzo, tra Dervio e Piona, attraversa un versante interessato da un movimento franoso profondo, conosciuto come dissesto Garavina-Monte Piazzo. Un fenomeno monitorato da anni da ARPA Lombardia, che interessa una vasta porzione del Monte Legnoncino e ha già reso necessari importanti interventi sulle infrastrutture presenti nell’area, comprese la SS36 e la linea ferroviaria.

Proprio nel 2026 Anas ha portato avanti un importante intervento di consolidamento della galleria, illustrato nel luglio scorso durante un incontro pubblico a Colico. I lavori hanno previsto il rafforzamento della struttura e l’installazione di sistemi di monitoraggio per controllarne nel tempo le condizioni. Gli stessi tecnici hanno però evidenziato la necessità di guardare anche a una soluzione di lungo periodo, attraverso uno studio di fattibilità per un possibile tracciato alternativo, da valutare sulla base dei risultati del monitoraggio.

È proprio sull’incertezza delle prospettive future che si concentra l’iniziativa parlamentare di Azione.

A sottolineare le possibili ricadute sulla provincia è Carlo Bordoni, responsabile di Azione Sondrio, che richiama il ruolo strategico della superstrada nei collegamenti con il resto della regione. “La strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga è l’unica arteria a due corsie per senso di marcia che collega la provincia di Sondrio al resto della Lombardia”, dichiara. Un collegamento utilizzato quotidianamente non soltanto dai residenti, ma anche da chi raggiunge la Valtellina e la Valchiavenna per motivi turistici e dalle imprese che devono trasportare merci. “Garantisce l’accesso alle località turistiche dell’Alto Lago, della Valchiavenna e della Valtellina ed è indispensabile per il trasporto delle merci prodotte sul territorio”, sottolinea Bordoni.

Il timore è che un’eventuale chiusura della galleria possa compromettere la mobilità lungo una direttrice per la quale non esiste un’alternativa con caratteristiche e capacità equivalenti. “Serve con urgenza trovare una soluzione a quello che sarà inevitabilmente un enorme problema per un territorio già malamente collegato”, conclude il responsabile provinciale di Azione.

Con l’interrogazione al Governo, il deputato Fabrizio Benzoni chiede di conoscere le prospettive degli interventi e i tempi previsti per affrontare definitivamente la criticità. “La fragilità delle infrastrutture è un problema che la Lombardia non può più permettersi di sottovalutare”, afferma il parlamentare. “La SS36 è un’arteria fondamentale per migliaia di cittadini e per il sistema economico del territorio, eppure oggi ci troviamo a fare i conti con l’incognita della galleria Monte Piazzo e con la necessità di individuare un percorso alternativo”.

Per Benzoni, la questione richiede una pianificazione che vada oltre gli interventi di manutenzione e consolidamento già realizzati.”Ho presentato un’interrogazione al Governo per sapere quali siano le prospettive e i tempi degli interventi”, precisa.

L’obiettivo è ottenere indicazioni sul futuro della statale e sulle soluzioni infrastrutturali da programmare, prima che il movimento del versante possa imporre ulteriori limitazioni. “Non possiamo aspettare che una criticità si trasformi in un’emergenza per occuparcene: servono prevenzione, investimenti e una strategia infrastrutturale seria per la Lombardia”, conclude il deputato.

Il futuro della Monte Piazzo è già entrato anche nel dibattito regionale. Il 15 ottobre è stata avanzata una proposta per coordinare gli studi sulla variante della SS36 con quelli relativi al potenziamento ferroviario della direttrice Milano-Lecco-Sondrio-Tirano, valutando possibili interventi comuni nel tratto tra Dervio e Piona.

Una prospettiva che conferma la necessità di ragionare sui collegamenti dell’Alto Lago e della provincia di Sondrio in un quadro più ampio. Al momento non è stata annunciata una chiusura definitiva della galleria, ma il movimento del versante impone di programmare per tempo le soluzioni future. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto la sicurezza dell’infrastruttura esistente, ma anche la possibilità di garantire nel lungo periodo un collegamento stradale affidabile.

Con l’interrogazione presentata da Benzoni, Azione chiede ora al Governo di chiarire quali interventi siano previsti e con quali tempistiche. Una risposta attesa soprattutto dalla provincia di Sondrio, per la quale la SS36 rimane il principale collegamento stradale con il resto della Lombardia.

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