Sondrio

Imprese, la provincia di Sondrio continua a crescere: saldo positivo nel terzo trimestre 2026

Al 30 settembre sono 13.860 le attività registrate, in aumento dello 0,5%. Bene servizi, turismo, costruzioni e artigianato, mentre il commercio rallenta.

Nei tre mesi 63 imprese in più tra nuove iscrizioni e cessazioni.

Redazione VN – 3 Novembre 2026 11:12

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Camera Commercio Sondrio
Camera di Commercio Sondrio

SONDRIO – Il tessuto imprenditoriale della provincia di Sondrio continua a crescere, con 63 imprese in più nel terzo trimestre del 2026. Al 30 settembre le attività registrate alla Camera di Commercio hanno raggiunto quota 13.860, in aumento dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre quelle effettivamente attive sono salite a 13.146 (+0,4%). Una dinamica positiva, sostenuta soprattutto dai servizi, dal turismo e dalle costruzioni, a fronte di un commercio che continua a mostrare segnali di difficoltà. È quanto emerge dall’ultima rilevazione Movimprese, elaborata da Unioncamere Lombardia sulla base dei dati del Registro delle Imprese di InfoCamere. Il quadro restituisce l’immagine di un sistema produttivo che mantiene una buona capacità di tenuta, pur con differenze significative tra i comparti e in una fase economica ancora caratterizzata da numerose incognite.

A trainare l’andamento provinciale è il settore degli altri servizi, che comprende un insieme articolato di attività, dai trasporti alle professioni, dall’informatica alla finanza, fino ai servizi immobiliari, alle imprese e alla persona. Il comparto conta 4.081 imprese registrate, di cui 3.931 attive, e registra l’incremento congiunturale più consistente, pari all’1%. Nel trimestre sono state avviate 51 nuove attività, a fronte di 22 cessazioni, per un saldo positivo di 29 imprese.

Conferma il proprio peso anche il settore dell’alloggio e della ristorazione, particolarmente importante per un’economia legata alla montagna e all’attrattività turistica della Valtellina e della Valchiavenna. Le imprese attive sono 1.799, in crescita dello 0,8%, con 15 nuove iscrizioni e 7 cessazioni. Il turismo rappresenta il 13,8% delle attività registrate in provincia, una quota più che doppia rispetto alla media regionale del 6,7%. Un dato che evidenzia la specializzazione del territorio e il ruolo assunto dall’ospitalità nell’economia locale. La rilevazione, tuttavia, misura il numero delle imprese e non permette di stabilire se siano aumentati anche i ricavi o i livelli occupazionali del comparto.

Il segno più riguarda anche le costruzioni, che raggiungono quota 2.072 imprese attive, con un incremento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Sono 19 le nuove iscrizioni e 10 le cessazioni, per un saldo positivo di 9 unità. Un andamento che conferma il contributo del comparto alla tenuta della base imprenditoriale provinciale.

Arrivano intanto timidi segnali di miglioramento dal manifatturiero, reduce da un periodo prolungato di riduzione del numero delle imprese. Le attività attive sono 1.078, in lieve aumento dello 0,1%, mentre il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è positivo per due unità. Numeri contenuti, che non indicano ancora una ripresa strutturale, ma segnano un’interruzione della tendenza negativa registrata in precedenza.

Il quadro è meno favorevole per il commercio, che continua a risentire delle trasformazioni del settore. Le imprese attive scendono a 2.164, con una flessione dello 0,1%. Nel trimestre sono state registrate 17 nuove attività e 22 cessazioni, con un saldo negativo di cinque unità. Un andamento in controtendenza rispetto ai principali comparti produttivi della provincia, che conferma la necessità di monitorare l’evoluzione della rete commerciale, soprattutto nei centri minori.

Sostanzialmente stabile l’agricoltura, che conta 1.965 imprese attive e presenta un equilibrio tra aperture e chiusure: dieci nuove iscrizioni e altrettante cessazioni. Il settore primario conserva però un peso particolarmente elevato nella struttura economica locale. Le attività agricole rappresentano infatti il 14,2% delle imprese registrate in provincia, contro una media lombarda del 4,3%. Una differenza che riflette il ruolo dell’agricoltura nell’economia e nella gestione del territorio montano, dalle coltivazioni agli allevamenti, fino alle attività legate alle produzioni tipiche.

Risultati positivi arrivano anche dall’artigianato, componente importante del sistema produttivo valtellinese e valchiavennasco. Le imprese artigiane registrate raggiungono quota 4.079, di cui 4.074 attive, rispetto alle 4.057 del trimestre precedente. Tra luglio e settembre si contano 48 nuove iscrizioni e 30 cessazioni, per un saldo positivo di 18 imprese. Un segnale incoraggiante per un comparto che comprende attività molto diverse, dalle lavorazioni tradizionali ai servizi, passando per le imprese specializzate e quelle legate all’edilizia.

Credaro: “Tenuta positiva, ma restano sfide importanti”

A commentare i risultati è la presidente della Camera di Commercio di Sondrio, Loretta Credaro, che sottolinea la capacità di tenuta del tessuto imprenditoriale provinciale, senza nascondere le criticità ancora presenti. “I dati del terzo trimestre confermano la capacità di tenuta del nostro sistema imprenditoriale, con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni e segnali incoraggianti anche per l’artigianato. Sono risultati che assumono particolare significato in una fase economica ancora caratterizzata da incertezze e trasformazioni profonde”.

La presidente richiama inoltre le opportunità legate alla visibilità internazionale acquisita dal territorio grazie alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ma anche le difficoltà che le aziende devono affrontare. “Come abbiamo evidenziato in occasione della Giornata dell’Economia, il nostro territorio può contare su importanti opportunità di sviluppo, grazie in primis alla maggiore visibilità acquisita con le Olimpiadi, ma al contempo deve affrontare sfide rilevanti, a partire dalla disponibilità di personale qualificato e dalla competitività delle imprese”.

Un tema, quello della ricerca di lavoratori con competenze adeguate, che resta centrale per numerosi settori, dall’ospitalità all’industria, fino all’artigianato. “Il nostro impegno è quello di accompagnare il sistema produttivo in questo percorso, valorizzando le specificità dei diversi settori e favorendo una crescita equilibrata e diffusa sull’intero territorio provinciale”, conclude Credaro.

Il bilancio del terzo trimestre fotografa dunque una provincia che continua a vedere crescere il numero delle proprie attività economiche, sostenuta in particolare dai servizi e dai comparti legati al territorio. Resta però importante distinguere l’aumento del numero di imprese da una crescita economica complessiva: i dati Movimprese misurano infatti iscrizioni, cessazioni e consistenza delle attività, ma non comprendono l’andamento del fatturato, del valore aggiunto o dell’occupazione.

Il prossimo banco di prova sarà quindi capire se questa tenuta della base imprenditoriale riuscirà a tradursi anche in maggiore competitività, capacità di investimento e nuove opportunità di lavoro per la provincia di Sondrio.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo

Su Google scegli Valtellinotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA